Parigi insiste sulla Difesa in Borsa
Il ministro dell'Economia francese Eric Lombard (Ansa)
Euronext, la società transalpina dei listini, vara un programma per aiutare le piccole e medie imprese degli armamenti a quotarsi. A luglio i primi due giorni di meeting.

Si chiama IPOready Defence ed è il progetto di Euronext, la società francese che raggruppa un bel po’ di listini del Vecchio continente, per spingere le aziende della difesa a quotarsi e non solo. Il momento clou è stato programmato per il 7 e l’8 luglio con l’organizzazione di una due giorni di vertici, workshop e convegni che hanno l’obiettivo di far incontrare gli esperti dei mercati dei capitali con le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, degli armamenti e dell’aerospazio. Gli imprenditori avranno la possibilità di valutare le opzioni di finanziamento disponibili in tutta Europa, da Parigi fino a Milano, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Oslo e Dublino.

In Europa ci sono decine e decine di società che gravitano intorno al mondo della difesa, dall’indotto fino ai servizi ad esso collegati, che necessitano di capitali e investimenti per crescere. E soprattutto c’è un improvviso sentiment positivo verso un settore che fino a pochi mesi fa era visto come il fumo negli occhi. Da quando Francia e Germania hanno messo il riarmo al centro dei loro programmi, il mood è cambiato. Armarsi è «bello», al punto da surclassare l’ideologia green, quella che ci imponeva di abbassare il prima possibile le emissioni nocive con buona pace delle esigenze di famiglie e imprese.

Resta in comune la necessità di agire in fretta. Ambiente o carri armati per l’Europa poco cambia, il presupposto è che c’è un’emergenza e quindi non c’è tempo da perdere. Sarà che nell’emergenza chi parte da un a posizione di vantaggio ci sguazza? Il sospetto viene anche guardando alla nonchalance con la quale lo stesso Euronext, la società della Borsa che ha il cuore a Parigi ed è guidata da anni dal manager transalpino Stéphane Boujnah ha mutato i suoi criteri. In men che non si dica Esg, l’acronimo che sta per environmental, social e governance (ambiente, sociale e governance) che negli ultimi anni era diventato un requisito imprescindibile di qualsiasi investimento dall’industria fino alla finanza, si è trasformato in energia, sicurezza e geostrategia. Un capovolgimento di principi sulla base delle nuove priorità di Bruxelles, Parigi e Berlino che hanno annunciato piani di riarmo da circa 1.500 miliardi di euro.

Nessuna sorpresa quindi se il progetto di Euronext trova il sostegno dell’Unione europea e dalla Banca europea per gli investimenti attraverso il quadro dell’Advisory Hub di InvestEU. E del resto tutto torna. Da mesi Macron sta guidando l’ondata bellicista dell’Europa sull’onda del moltiplicarsi dei conflitti internazionali e della necessità di dare una spinta all’economia di Parigi.

Già a marzo, tanto per fare un esempio, aveva fatto molto discutere il progetto annunciato dal ministro dell’Economia francese, Eric Lombard, che invitava i suoi connazionali a sottoscrivere bond ad hoc per la difesa. Lo schema prevede che la banca pubblica d’investimento, BpiFrance, aprirà un nuovo fondo fino a 450 milioni di euro per permettere ai privati di investire nelle aziende degli armamenti. Investimenti a lungo termine. Una fiche minima di 500 euro che devono essere tenuti fermi per 5 anni senza peraltro avere nessuna garanzia di profitto. Non proprio un affarone. Il piano dovrebbe partire a breve, ma anche a marzo Lombard aveva avvertito i francesi: «A breve altre aziende private, fondi di investimento e banche offriranno ai loro clienti prodotti adeguati per la difesa». Un vero e proprio progetto di lungo respiro che allora come oggi mette al centro la miriade di piccole e medie imprese del settore che gravitano nell’orbita delle varie Dassault Aviation, Thales, Safran, Naval Group. Anche alle big servono risorse per continuare a investire, ma la vera svolta si avrebbe pompando liquidità nelle casse delle pmi. È questo l’obiettivo finale di Macron.

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