I socialisti a Ursula: serve più green
Ursula von der Leyen e ratxe García Pérez (Ansa)
Lettera del presidente degli europarlamentari dem alla baronessa: nessun passo indietro rispetto alle ecofollie della sinistra su clima e ambiente. Altrimenti rischia.

Non solo i dazi sono amari per Ursula von der Leyen: il presidente della Commissione Ue viene pesantemente attaccato e messo all’angolo dai socialisti, pilastro della sua maggioranza insieme a popolari e liberali. In una intervista a Politico.eu, il presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, Iratxe García Pérez, afferma che i socialisti stessi sono «fermamente contrari all’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea».

Ma non è la sola grana che il presidente dalla acconciatura plastificata deve affrontare: la stessa García Pérez ha indirizzato alla Von der Leyen una lettera attraverso la quale le chiede, come riporta Public Policy, di ribadire gli impegni climatici e una strategia di attuazione del Green deal, compreso il Fondo sociale per il clima, e un piano d’azione e strumenti di rendicontazione. Per il leader dei socialisti la baronessa, in occasione del discorso sullo stato dell’Unione in programma il prossimo 10 settembre, deve «tracciare una linea netta tra le forze europeiste e democratiche e le forze che si oppongono al progetto europeo e alla democrazia, e contribuire con forza e in modo convincente, attraverso le vostre proposte e iniziative, al successo di un’agenda pro-europea e pro-democrazia in grado di garantire sicurezza, solidarietà e sostenibilità per tutti».

In sostanza, i socialisti chiedono, anzi intimano, a Ursula von der Leyen, di non fare alcun passo indietro sulle follie green che hanno portato, tra gli altri fattori, al crollo delle sinistre alle elezioni europee del 2024. La Von der Leyen in questi mesi ha fatto il pesce in barile, promettendo al centrodestra di rivedere alla radice le assurde regole del green, che stanno portando al collasso le industrie europee. La sinistra, però, non ci sta e di fronte alla (per ora solo annunciata) svolta della Commissione, fissa di nuovo paletti estremamente rigidi, a partire proprio dall’applicazione stringente delle regole green. È sull’accordo siglato in Scozia con Donald Trump che, però, la Von der Leyen corre i rischi più concreti: per il Ppe l’intesa va approvata e poi si può tornare a negoziare, i socialisti pensano, invece, di modificarla in Parlamento attraverso emendamenti per riportare la Von der Leyen al cospetto di Trump con una sostanziale «sfiducia» politica sul groppone rispetto all’accordo sottoscritto ma poi modificato dall’assemblea. Per la Von der Leyen sarebbe uno smacco politicamente letale.

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