Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, durante un appuntamento istituzionale
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea (Ansa)

A Bruxelles hanno un’idea magnifica in testa: siccome non sanno più dove trovare i soldi per tappare i buchi che loro stessi hanno contribuito a creare, i funzionari europei vorrebbero mettere le mani su quelli dei risparmiatori. Per l’occasione hanno trovato una soluzione accattivante denominata Sia, acronimo che sta per Savings and investment accounts, che tradotto per il popolo suona come Conto corrente intelligente.

Ovviamente l’aggettivo serve a far credere che lo strumento finanziario sia fatto su misura per persone perspicaci e scaltre, che sanno come cogliere al volo un’occasione, mentre il popolo bue è fermo ancora al libretto di risparmio e al conto corrente ordinario. Del resto, se definisci intelligente qualche cosa, chi non può fregiarsi di un simile titolo per contro non può che essere stupido.

Come funzionano i conti «intelligenti»

Dunque, ecco pronto il grimaldello con cui attingere al forziere dei risparmi privati, in particolare di quelli italiani, che come è noto sono tra i più importanti del continente. Ma per capire bene quale sia la fregatura che si profila all’orizzonte, vediamo di spiegare in che cosa consistano i conti correnti «intelligenti». Il messaggio lanciato dalle associazioni bancarie e assicurative, sulla base di una direttiva dell’Unione europea, parla di strumenti finanziari che operano da ponte fra il classico conto di deposito e i mercati finanziari. Detto in altre parole, invece di fungere semplicemente da strumenti per il deposito della liquidità e per la gestione dei pagamenti, i Sia sarebbero collegati a un portafogli di investimento semi automatizzato o personalizzabile.

La descrizione del funzionamento dei Savings and investment account è molto tranquillizzante, perché si parla di un conto che va incontro alle esigenze dei piccoli risparmiatori e delle piccole e medie imprese non quotate, garantendo un flusso che sostenga la crescita delle aziende. Inoltre, l’Unione europea ha stabilito che questo strumento possa godere di un’incentivazione fiscale, con un regime che azzeri le tasse o ne introduca una forfettaria assai favorevole, per spronare i risparmiatori a investire verso l’economia reale, senza tenere ferma sui conti la liquidità.

I risparmi italiani nel mirino

Già, perché quei soldi depositati negli istituti di credito sono la bestia nera della Ue, che non sa più come metterci le mani dato che quelli italiani valgono 10.000 miliardi. Qualcuno ha pensato a una super tassa o a una rapina notturna in stile Amato (ricordate l’ex premier socialista che con il favore delle tenebre nel luglio del 1992 varò un decreto che si appropriò del 6 per mille di ogni lira lasciata in banca?). Ma con la Sia si rovescia il problema, allettando i risparmiatori a investire verso piccole e medie imprese. Come? E qui sta il bello: lo strumento verrebbe piazzato tramite banche, broker e operatori finanziari online, attirando gli investitori non solo con possibili rendimenti superiori a quelli dei conti di deposito, ma appunto con un regime fiscale estremamente favorevole.

I dubbi sugli investimenti e le garanzie

Ma come sarebbe investito questo denaro? E qui cominciano i punti dolenti. Non è chiaro verso quali aziende «dell’economia reale» verrebbero convogliati i quattrini, se quotate oppure no, e neppure sono definite le dimensioni. In pratica, il denaro verrebbe indirizzato a discrezione dell’operatore, istituto di credito o altro, con tagli da 40.000 euro l’anno e con un plafond di 200.000. Ora, siccome nel nostro Paese (ma non solo) c’è una lunga casistica di fregature finanziarie, ovvero di soldi raccolti con promesse di rendimenti mirabolanti, i conti correnti intelligenti rischiano di essere una miniera per mediatori e consulenti spregiudicati, perché si fa alla svelta ad attingere da un deposito qualche decina di migliaia di euro assicurando rendimenti superiori a quelli ordinari.

Soprattutto se si omette di dire che ogni investimento comporta un rischio, a maggior ragione se la società è piccola e non vigilata. Perché il conto sarà anche intelligente, ma se lo strumento non è facilmente liquidabile e, a differenza dei depositi classici, non è garantito dal fondo interbancario che tutela fino a 100.000 euro, riavere indietro i propri quattrini sani e salvi non è certo. Dunque, l’aggettivo più appropriato non appare quello usato per reclamizzare i nuovi Savings investment account. Invece di acuto, arguto, perspicace e scaltro forse bisognerebbe usare stupido. Ma non sarebbe utile alla causa sposata da Bruxelles.

Ps. Avete visto il nuovo rapporto dell’Omm, organizzazione meteorologica mondiale, in cui si parla del record di gas serra emessi nell’atmosfera? Si tratta di un nuovo successo della Ue: con il Green deal ha distrutto e sta distruggendo l’industria del Vecchio continente, ma il disastro non è servito a migliorare l’ambiente, anzi. In pratica, un suicidio inutile.

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