Pure il Kuwait pronto alla proroga sui carburanti
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’emiro Sheikh Misha’al Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah (Ansa)

Una visita lampo su invito dell’emiro Sheikh Misha’al Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah per un confronto sulle principali crisi regionali e sulla sicurezza delle rotte da cui dipendono le economie europee e del Golfo.

Dopo aver partecipato a San Patrignano all’incontro internazionale sulla prevenzione e il recupero dalle tossicodipendenze, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha raggiunto il Kuwait, Paese strategico anzitutto dal punto di vista energetico ma che condivide con il nostro «un rapporto particolarmente radicato, a partire dalla partecipazione dell’Italia alla liberazione del Kuwait dopo l’invasione dell’Iraq di Saddam Hussein», come hanno ricordato fonti di Palazzo Chigi.

Su questa fiducia si è sviluppata una relazione economica di lungo periodo che con il bilaterale di ieri ha avuto l’obiettivo di accrescere gli investimenti in entrambi i Paesi. I capitali kuwaitiani in Italia vanno dal turismo all’immobiliare, dall’alta tecnologia all’energia.

Tra le presenze più riconoscibili c’è Q8, con una rete di circa 3.000 punti vendita e investimenti nella raffinazione e nella produzione di biocarburanti, anche in partnership con Eni. Il gruppo kuwaitiano Q8 un mese fa ha accolto l’invito del governo italiano a calmierare il prezzo del carburante applicando un tetto su benzina e gasolio. Ieri, a tal proposito, è emersa la disponibilità kuwaitiana di prorogare il price cap.

L’incontro in Kuwait fra Meloni e l’emiro Al-Sabah

Il confronto, che si è svolto al Bayan Palace e a cui hanno partecipato anche il principe ereditario Sabah Al-Khalid Al-Sabah, e il primo ministro Ahmad Al-Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah, si è allargato anche alle esigenze sui temi regionali più urgenti portati alla luce dalla crisi energetica: infrastrutture critiche più resilienti, catene di approvvigionamento e distribuzione alternative, grandi corridoi regionali e intercontinentali.

Focus ovviamente sulla sicurezza delle rotte da cui dipendono le economie europee e del Golfo. Al centro Iran, Yemen e libertà di navigazione, insieme ai rapporti tra Ue e Consiglio di cooperazione del Golfo, alla questione israelo-palestinese e al Libano. Firmata inoltre un memorandum d’intesa tra Ice e Kuwait Direct Investment Promotion Authority proprio per favorire nuove opportunità di investimento.

Altro pilastro del rapporto bilaterale è la sicurezza: nella visita firmata la lettera d’intenti tra Leonardo e il ministero della Difesa del Kuwait per l’attuazione concreta all’Accordo di cooperazione nel settore della difesa e della cooperazione industriale entrato in vigore lo scorso 12 ottobre per rafforzare una collaborazione considerata strategica da entrambi i governi.

Definito anche il protocollo tra l’Arma dei carabinieri e la Guardia nazionale kuwaitiana sulla cooperazione militare nei settori della consulenza e della formazione e siglata la dichiarazione sull’adozione del Piano d’Azione 2027-2030 tra Italia e Kuwait sul rafforzamento della cooperazione bilaterale.

Il primato geopolitico di Giorgia Meloni

Con la tredicesima visita nelle nazioni del Golfo, dopo aver anticipato il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, Meloni è la prima presidente del Consiglio ad avere visitato tutte e sei le nazioni del Consiglio di Cooperazione del Golfo nel corso di un mandato di governo.

Un «primato», rimarcano da Palazzo Chigi, che «dà la misura dell’attenzione dedicata dall’Italia a una regione decisiva per la sicurezza, l’energia e gli equilibri economici globali, ed è un impegno di lungo termine riconosciuto anche dall’invito a partecipare al Vertice del Gcc, a Manama, in Bahrein a dicembre 2025».

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