Papa Leone XIV domani sarà regolarmente all’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. È un aggiornamento che fa ben sperare, quello fornito ieri dalla Sala stampa della Santa Sede sulle condizioni di salute del pontefice, reduce, come noto, dalla rimozione chirurgica di un adenocarcinoma polmonare, avvenuta esattamente una settimana fa al Policlinico Gemelli, il giorno stesso del suo ricovero.
L’udienza del mercoledì avrà quindi luogo come da programma in San Pietro, sebbene la Sala stampa abbia prudentemente sottolineato che le cose stanno così «per il momento». Anche alcuni dettagli relativi all’appuntamento di mercoledì – se ci sarà o meno il consueto giro in papamobile tra i fedeli, per esempio – non sono ancora stati resi noti e probabilmente non sono stati decisi in modo definitivo. Ciò che però conta, e che viene ritenuto significativo riguardo alla sua salute, è sapere che il Santo Padre sarà presente tra i fedeli.
Altro che, insomma, «rimodulazione» degli impegni, prospettata in via meramente ipotetica la settimana scorsa dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin: il pontefice statunitense, alle prese con gli esercizi di fisioterapia motoria e respiratoria già cominciati in ospedale, prosegue speditamente verso la ripresa.
Lo fa dopo aver già accorciato i tempi del ricovero. Giorni or sono, infatti, lo stesso direttore della Sala stampa, Matteo Bruni, aveva spiegato ai giornalisti che la degenza del Papa dopo l’intervento sarebbe durata «circa una settimana». Invece, dopo quattro giorni di ricovero, sabato scorso alle 15.45 il pontefice era già di nuovo in Vaticano.
Lasciando il Policlinico Gemelli, il Papa, rispondendo in inglese ai cronisti che gli chiedevano come stesse, aveva detto: «Much better, thank you», «Molto meglio, grazie». Parole che non erano di circostanza.
Il recupero procede, domani l’udienza in piazza San Pietro
Ai 15.000 fedeli che domenica erano in San Pietro, Leone XIV è apparso solo un po’ affaticato in volto, ma la sua voce è risuonata sicura e la lettura della catechesi domenicale – appena più breve del consueto – non ha mostrato segni di affaticamento.
Tutto ciò, unitamente al fatto che nel Palazzo apostolico non si sono resi necessari né sono stati allestiti particolari presidi medici, conferma un quadro confortante.
Il solo piccolo ma inevitabile cambio di programma, per ora, riguarda la giornata di oggi: a differenza di quanto aveva fatto dall’inizio del pontificato, Papa Prevost non si recherà nella sua residenza di Castel Gandolfo, dove consuetamente il martedì si concede ventiquattr’ore di lavoro e riposo.
Un cambio di programma minimo e, soprattutto, non tale da far pensare a difficoltà nel ristabilimento di un pontefice che, a ben vedere, aveva ripreso la propria attività già dal Gemelli, venerdì scorso, quando aveva alzato la cornetta per contattare il presidente russo Vladimir Putin.
Mentre si attendono gli esiti degli esami sui tessuti asportati durante l’intervento, compresi quelli istologici e i test molecolari, così da mettere a punto le opportune terapie, il solo dubbio sui programmi papali riguarda ora un avverbio: «gradualmente».
«Superata questa fase delicata», ha detto domenica ai fedeli il Papa statunitense, «come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività». Che però sembrano già abbastanza intense anche sul piano diplomatico.
Dopo Putin, la telefonata a Zelensky per la tregua a Oleshky
Nel tardo pomeriggio di ieri, Leone XIV ha telefonato al leader ucraino Volodymyr Zelensky. L’oggetto del colloquio è stato lo stesso della già citata chiamata a Putin di venerdì scorso: la tregua a Oleshky, cittadina della regione di Kherson occupata dai russi, dove i circa 2.000 abitanti – tra cui 50 bambini, secondo Kiev – sono allo stremo e hanno ogni via di fuga bloccata.
A Zelensky il Papa ha ricordato l’importanza, proprio per garantire gli aiuti e l’evacuazione «sicura e volontaria» degli abitanti, della «collaborazione di entrambe le parti».
Il pontefice, ha fatto sapere la Sala stampa, ha inoltre ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace riguardo all’intero conflitto.
Le nuove nomine nella Commissione teologica internazionale
Non è finita. Sempre ieri, il Papa ha nominato 24 nuovi membri della Commissione teologica internazionale, confermando al contempo il mandato quinquennale di altri sei componenti. La Commissione passa così da 28 a 30 presenze.
Le nuove nomine e le conferme portano nella Commissione – la cui plenaria è in calendario dal 23 al 27 novembre – le esperienze e le competenze di rappresentanti di 17 Paesi.
In particolare, con le nomine di Leone XIV la componente laica continua a guadagnare terreno: si consolida la partecipazione femminile nel campo della teologia, un trend in crescita da quindici anni.
Rispetto alle cinque teologhe di cinque anni fa, se ne aggiungono tre, portando il totale delle donne a otto, di cui cinque laiche. Aumentano anche i teologi laici di sesso maschile, che salgono a tre.
In totale, tra uomini e donne, i laici raggiungono quota otto, raddoppiando la loro presenza rispetto al quinquennio precedente. Nessuna svolta, comunque, ma la conferma di una tendenza in atto da anni.
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