Il Papa è dimesso: oggi recita l’Angelus e per i medici può volare in Sudamerica
Papa Leone XIV (Ansa)

«Sto molto meglio». È un Papa Leone XIV energico, sorridente e in netta ripresa, quello tornato ieri al Palazzo apostolico da dove oggi reciterà l’Angelus in piazza San Pietro. La notizia delle dimissioni dal Policlinico Agostino Gemelli di Roma è filtrata nella tarda mattinata di ieri, subito accompagnata da un rincuorante bollettino dei medici.

«In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico», recitava per l’esattezza il bollettino di ieri a firma del dottor Luigi Carbone e del professor Stefano Margaritora – che ha guidato l’équipe che lo ha operato -, «il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione». Parole a cui non è seguita alcuna conferenza stampa ma, comunque, provate dal fatto che anche ieri mattina il pontefice ha svolto le attività quotidiane autonomamente, con la seduta di fisioterapia che ha comportato attività motorie complete.

Papa Leone XIV dimesso dal Gemelli: il recupero procede bene

Complessivamente il decorso post-operatorio procede dunque regolarmente e tutto ciò lascia ben sperare, dato che lo stesso direttore della Sala stampa, Matteo Bruni, aveva spiegato ai giornalisti che il ricovero papale dopo l’intervento sarebbe durato «circa una settimana», mentre invece, a conti fatti, è risultato addirittura più breve.

Prima di lasciare il Gemelli alle 15:30 – tra gli applausi di una folla festosa di fedeli, curiosi e giornalisti assiepati davanti all’ingresso del Policlinico -, ieri elle 12 il Papa aveva celebrato una Messa nella sala del decimo piano del Gemelli adibita durante il suo ricovero a cappella e dove già venerdì aveva celebrato, dando prova del miglioramento delle sue condizioni. Un miglioramento a ben vedere suffragato anche dal modo con cui il pontefice – che ha compiuto 71 anni poco più di un mese fa, il 14 settembre – ha lasciato ieri l’ospedale, ossia sulle proprie gambe, senza alcun segnale di affaticamento, sorridente e salutando addirittura la folla con il braccio destro sollevato: proprio quello del polmone operato.

Un particolare colto da più osservatori e più giornalisti come chiaro indizio della buona se non ottima condizione di forma del pontefice. Lo stesso Prevost, rispondendo in inglese ai cronisti mentre usciva dall’ospedale, ha confermato questa impressione: «Much better, thank you», «Molto meglio, grazie».

Il rientro in Vaticano e gli auguri di Mattarella

La sua ripartenza in auto è stata preceduta dalla consegna di un dono; il Papa ha infatti ricevuto un pupazzo di stoffa con le sue sembianze donatogli da una ragazza ucraina, con la quale ha scambiato qualche battuta, accompagnata dal responsabile della sezione ucraina di Radio Vaticana, padre Taras Kotsur, appartenente all’Ordine basiliano di San Giosafat. Il rientro in Vaticano è avvenuto di lì a poco, alle 15:45 circa, attraverso la porta del Perugino. In occasione delle sue dimissioni ospedaliere, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri ha inviato al Papa un messaggio di augurio: «A nome dell’intera Italia e mio personale il più caloroso augurio di una serena convalescenza per un Suo pronto e completo ristabilimento».

Viaggio in Sudamerica, resta in agenda la visita in Perù

Al pronto ristabilimento delle condizioni di Leone XIV – dimesso dunque dopo quattro giorni, dopo che martedì era stato ricoverato e operato per un adenocarcinoma polmonare, con rimozione del lobo inferiore destro – hanno fatto seguito, sempre nella giornata di ieri, notizie sulla conferma della sua visita in Perù.

Al momento, il viaggio in Sud America è dunque ancora in agenda dal 6 al 17 novembre; sarebbe ora «allo studio» solo se e come rimodularlo o organizzarlo diversamente, dato trattasi di viaggio intenso come dimostrano i suoi numeri: 12 giorni, 3 Paesi, 14 luoghi. Secondo quanto aveva dichiarato tre giorni fa l’oncologo Francesco Cognetti, docente all’Università UniCamillus di Roma, i medici che hanno in cura il Papa «già tra una settimana potrebbero anche essere in grado di sciogliere la riserva sul viaggio in Sudamerica».

I medici: «Non ci sono motivi per annullare il viaggio»

Risultano quindi smentite svariate ipotesi circolate in questi giorni, a partire da quella del quotidiano peruviano Perù 21, che aveva ventilato lo scenario d’un cambio di programma nonché il possibile rinvio dell’intero viaggio sudamericano alla prossima primavera. «Non ci sono motivi per annullare il viaggio in Sud America», ha dichiarato ieri lo stesso professor Margaritora, aggiungendo che «ci vorranno una decina di giorni per il pieno recupero».

Tuttavia non è escluso, anzi secondo alcune fonti è probabile, che possa essere direttamente il pontefice, nell’Angelus odierno, a condividere aggiornamenti sulle proprie condizioni e sui prossimi impegni. D’altra parte, domenica scorsa era stato proprio lui, Leone XIV, a far sapere al mondo – forse anche per stroncare sul nascere gossip e voci di corridoio – le sue condizioni di salute e l’imminenza dell’intervento chirurgico cui sarebbe stato sottoposto.

Udienze sospese fino al 20 ottobre: il Papa prosegue la convalescenza

Intanto è confermato che le udienze papali rimarranno sospese fino al 20 ottobre e quindi, almeno fino a martedì, il Papa dovrebbe proseguire la propria convalescenza nel Palazzo apostolico, dove comunque – hanno fatto sapere fonti vaticane – non si sono resi necessari né si sono pertanto allestiti particolari presidi medici. Un segno, anche questo, unitamente all’attività ripresa già venerdì, quando Leone XIV ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin, che davvero il ristabilimento del pontefice statunitense prosegue speditamente. Con ogni probabilità oggi all’Angelus tutto il mondo ne avrà definitiva conferma.

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