Vladimir Putin e Papa Leone XIV
Nella combo Vladimir Putin e Papa Leone XIV (Ansa)

Alle 12 di ieri, in una sala allestita al decimo piano del Gemelli, Leone XIV ha celebrato la messa davanti a medici e infermieri liberi dal servizio e a qualche gendarme vaticano e nell’omelia ha voluto ringraziare tutti, medici, infermieri e inservienti, per il lavoro con cui ogni giorno si prendono cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui, come ha riferito la Sala stampa.

Sempre in mattinata, il colpo di scena: papa Prevost ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin: «Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il Santo Padre ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace», si legge nel comunicato della Sala stampa.

Il Cremlino ha fatto sapere di aver accolto l’appello del Papa per gli aiuti civili a Oleshky («Ma la responsabilità è del regime di Kiev», ha spiegato Putin) e lo ha ringraziato per «la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto», facendo gli auguri di una pronta guarigione. «Putin ha sottolineato l’importanza della cooperazione russo-vaticana nella promozione di valori spirituali e morali unificanti e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto cristiani in diverse regioni del mondo», hanno continuato da Mosca.

Le prime foto dopo l’operazione e il recupero al Gemelli

Il Vaticano ha diffuso anche le prime due fotografie dal ricovero e il Papa che vi compare, in piedi all’altare, sembra in buona forma. Il bollettino di ieri, del resto, va nella stessa direzione: esami del sangue e radiografia del torace hanno confermato «il costante miglioramento delle condizioni generali», proseguono le sedute di fisioterapia respiratoria e il recupero post-operatorio «permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia».

Il Papa, fanno sapere dal Vaticano, è «di buon umore» e ha continuato a lavorare, tanto da nominare due vescovi ausiliari di Madrid; e domenica, ha assicurato la Sala stampa, «l’Angelus ci sarà», anche se non si sa ancora in quale forma. Il cardinale Pietro Parolin (che ieri ha rivelato: «È stato il Santo Padre a prendere l’iniziativa con Putin») aveva già detto che, se entro fine settimana fosse stato meglio, Leone lo avrebbe recitato dal Gemelli.

Le lettere dei bambini ricoverati

Allo stesso piano, poco lontano, qualcuno gli ha scritto. Sono i piccoli ricoverati dell’oncologia pediatrica e tra lettere e disegni pieni di cuori c’è quella scritta in stampatello da Angelo, sette anni, di Taurisano, da 36 giorni al decimo piano e operato anche lui: «Io e la mia mamma preghiamo per te tutte le sere». Giorgia, un’altra piccola paziente, gli ha scritto in inglese che si sente più vicina a lui perché affrontano la stessa prova, e ha chiuso così: «Giorni migliori verranno per me e per te. Ne sono sicura».

Il futuro del pontificato e l’ipotesi di una rimodulazione

Siamo, dunque, in una fase di ripresa e insieme di attesa, perché l’esito dell’esame istologico definitivo e dell’analisi dei linfonodi non è ancora arrivato e fino a quel momento nessuno può dire in quale direzione andrà il pontificato di Leone. Le speculazioni su un papato da «rimodulare», per riprendere la parola usata da Parolin, restano tali.

Il segretario di Stato, che non ha nascosto la sua preoccupazione («Mi dispiace enormemente per quanto è successo») pur fidandosi dei medici, ha spiegato che, in base a tutti gli elementi, «il Papa rimodulerà il suo pontificato, se è necessario rimodularlo», ma la frase non significa molto più di quanto suggerisce il buon senso: se le condizioni lo richiederanno, i viaggi e le attività più faticose andranno calibrati. Il che, ovviamente, non significa smettere di fare il Papa.

Ieri, lo stesso Parolin ha spiegato: «La degenza sta andando bene ma non possiamo fare alcuna previsione sul dopo. Rimodulare il pontificato? Almeno rispetto al prossimo viaggio in agenda», ha spiegato alla Rai il segretario di Stato vaticano. E ha aggiunto: «Non ha lasciato in via precauzionale alcuna lettera di dimissioni prima di ricoverarsi ma non mi pare nemmeno che ci fosse necessità, insomma che la cosa fosse così grave da dover ecco prevedere un’assenza diciamo di governo».

Per la cronaca, il diritto canonico vigente non fissa alcuna soglia medica, non dice chi dovrebbe valutarla e non prevede alcuna procedura per trasferire ad altri le funzioni papali. Intanto, la Sala stampa ha pubblicato la lista dei giornalisti ammessi sul volo per il Sud America del 6 novembre, che non è una conferma del viaggio ma nemmeno un rinvio; e chi ha buona memoria ricorda che nel 2022 Francesco rinviò all’ultimo momento la visita in Congo e Sud Sudan, poi compiuta all’inizio del 2023.

Il messaggio alla Fao: «Il pane non sia un’arma di guerra»

E il Papa, appunto, continua a parlare. Ieri, Giornata mondiale dell’alimentazione, è stato reso noto il suo messaggio al direttore generale della Fao, Qu Dongyu, sul tema «Innovare oggi per nutrire domani», letto a Roma dall’osservatore permanente della Santa Sede, monsignor Fernando Chica Arellano.

Leone XIV scrive che «è intollerabile che il pane sia considerato un privilegio e l’acqua una merce contesa» e che il pane non deve «essere usato come arma di guerra».

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