Papa Leone XIV lascerà nel primo pomeriggio il Policlinico Gemelli, dove era ricoverato da cinque giorni dopo l’intervento chirurgico al polmone destro eseguito il 13 ottobre. I medici lo hanno giudicato «idoneo alla dimissione» dopo aver valutato gli esami del sangue, il controllo radiologico del torace effettuato in mattinata e il quadro clinico complessivo. A comunicarlo sono stati il dottor Luigi Carbone, direttore della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e il professor Stefano Margaritora, che ha guidato l’équipe di chirurgia toracica impegnata nell’operazione per l’asportazione di un adenocarcinoma al lobo inferiore del polmone destro.
Le condizioni del Pontefice migliorano: domani l’Angelus in Vaticano
La Sala stampa vaticana ha confermato che il Pontefice rientrerà oggi in Vaticano e che domani, domenica 18 ottobre, reciterà alle 12 la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio. Le condizioni di Leone XIV sono in miglioramento: il Papa prosegue la fisioterapia respiratoria e sta recuperando autonomia nei movimenti. Ieri ha celebrato la messa e distribuito la comunione in una saletta allestita al decimo piano del Gemelli, ringraziando medici e infermieri per le cure e l’attenzione ricevute.
Fedeli e pazienti del Gemelli pregano per Papa Leone XIV
Nel frattempo, davanti all’ospedale, fedeli, sacerdoti, pazienti e familiari hanno continuato a manifestargli affetto e vicinanza. Un gruppo di sacerdoti latinoamericani si è raccolto in preghiera attorno alla statua di Giovanni Paolo II, all’ingresso del policlinico. Accanto ai ceri e ai fiori sono comparsi cartelli, disegni e messaggi, anche da parte dei bambini ricoverati nel reparto di Oncologia. «Papa, ti aspettiamo. Quando starai meglio, vieni da noi bambini», hanno scritto alcuni piccoli pazienti. Per Lucrezia, 71 anni, anche lei in cura al Gemelli, sapere di condividere con il Pontefice la condizione di malata è «un motivo di incoraggiamento». Il marito Antonio ha invece ricordato il coraggio mostrato dal Papa nel parlare della propria fragilità durante l’Angelus della scorsa domenica, un gesto che, ha sottolineato, può dare forza a chi sta affrontando la malattia.
Zuppi: «È una gioia che torni», il richiamo alla guerra in Ucraina
Soddisfazione per le dimissioni è stata espressa anche dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei. «È una gioia che torni: vuol dire che le cose, insomma, vanno nel verso giusto», ha dichiarato a Bologna, richiamando anche l’impegno del Pontefice sul fronte internazionale. Zuppi ha citato in particolare la telefonata con Vladimir Putin e la volontà di continuare a lavorare per una soluzione alla «terribile situazione» della guerra in Ucraina.
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