Donald Trump è tornato a bacchettare il Vecchio continente sull’immigrazione. Prendendo spunto dai disordini verificatisi in Francia e in Italia, il presidente statunitense ha puntato il dito contro le politiche migratorie europee, da lui giudicate lassiste. «L’Europa ha chiuso i suoi confini. Li ha chiusi, ma ha fallito perché era debole e li ha riaperti subito. Noi abbiamo chiuso i nostri confini. Abbiamo i confini più sicuri nella storia del nostro Paese.
Ma l’Europa deve farlo in modo permanente, deve chiuderli per un lungo periodo», ha detto, per poi aggiungere: «Devono cacciare via le persone che odiano i loro Paesi, non solo la Francia. È l’Italia. Non voglio una specie di Germania. Potrei citarne a bizzeffe. Stanno perdendo il loro Paese. Stanno perdendo l’Europa. Questo non accadrà mai agli Stati Uniti d’America».
Trump contro l’immigrazione: «Non amano nulla di ciò che li circonda»
«Non amano la gente. Non amano l’arte. Non amano l’architettura o gli edifici. Non amano nulla di ciò che li circonda. Non hanno passione per il luogo in cui si trovano e non l’avranno mai. E, come dissi al presidente Macron – il presidente della Francia – quando lo incontrai per la prima volta molti anni fa, chiudete i confini o perderete la Francia», ha continuato, riferendosi agli immigrati. «Se non troveranno presto una soluzione, e devono trovarla, non avremo altra scelta che andarcene. Non avremo scelta», ha chiosato.
Italia e Francia nel mirino: «Se l’Europa non chiude le frontiere, è finita»
Del resto, già parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, Trump aveva espresso il medesimo concetto: «Come in Francia, anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione». «Francia e Italia sono Paesi peggiori di quello che erano. Se l’Europa non chiude le frontiere, è finita», aveva aggiunto. Non è la prima volta che il presidente americano critica le politiche migratorie del Vecchio continente. Nella Strategia di sicurezza nazionale pubblicata dalla Casa Bianca a dicembre dell’anno scorso, l’amministrazione statunitense aveva parlato del rischio di una «cancellazione della civiltà» europea.
«Le maggiori problematiche che l’Europa si trova ad affrontare includono […] le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la repressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita di identità nazionali e di fiducia in sé stessi», si leggeva nel documento, che aggiungeva: «Se le tendenze attuali dovessero continuare, il continente sarà irriconoscibile entro 20 anni o meno».
Trump alla Casa Bianca: linea dura contro i flussi migratori irregolari
Appena rientrato alla Casa Bianca, il presidente ha attuato una linea particolarmente dura. E, al netto delle polemiche, è riuscito a ripristinare la deterrenza. Pochi giorni fa, il Financial Times ha riferito che gli attraversamenti illegali al confine con il Messico sono scesi al livello più basso dal 1968.
Di contro, nel 2022 e nel 2023, ai tempi dell’amministrazione Biden, la frontiera meridionale degli Stati Uniti era stata caratterizzata da un record di arrivi di immigrati clandestini. Per l’amministrazione Trump, la lotta ai flussi migratori irregolari non è soltanto una questione di ordine pubblico e di coesione interna ma anche un tema di natura socio-economica. Non stupisce quindi che la Casa Bianca veda in una comune stretta ai flussi irregolari uno dei dossier principali per cercare di rilanciare le relazioni transatlantiche.
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