Siamo vicini a una svolta diplomatica tra Washington e Teheran? Secondo Al-Araby Al-Jadeed, i due contendenti potrebbero annunciare un accordo di pace questa settimana. Se confermata, la notizia risulterebbe significativa. Donald Trump potrebbe conseguire una vittoria diplomatica appena prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Senza contare che l’annuncio di un simile accordo potrebbe portare a un relativo abbassamento del costo dell’energia a livello globale, contribuendo così a ridurre il prezzo della benzina negli Stati Uniti.
Dal canto suo, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, potrebbe ottenere garanzie per un parziale miglioramento dell’economia della Repubblica islamica. In tal caso, bisognerà capire come si comporteranno i pasdaran, che si sono finora mostrati ostili alla distensione con Washington. Non si può quindi escludere che, qualora dovesse essere davvero raggiunta a breve un’intesa, le Guardie della rivoluzione possano nuovamente tentare di far deragliare la diplomazia, continuando magari a far leva sugli Huthi.
Gli attacchi degli Huthi e le tensioni a Hormuz
Quegli stessi Huthi che, proprio ieri, hanno attaccato un campo delle forze governative yemenite, uccidendo almeno 20 soldati. Non solo. Il gruppo islamista sciita ha anche rivendicato un raid contro un sito di Saudi Aramco a Yanbu, determinando un incremento del costo del greggio. Si tratta di attacchi che rinfocoleranno probabilmente le già aspre tensioni in corso tra gli Huthi e Riad. È d’altronde in questo contesto che il Pakistan, firmatario insieme a Turchia e Arabia Saudita del Patto della Mecca, ha fatto sapere di voler fornire a Mohammad bin Salman «tutto il supporto necessario» per difendersi. Comunque sia, sempre ieri, le forze yemenite hanno a loro volta colpito obiettivi degli Huthi nei pressi della città di Taiz. Frattanto, domenica sera, i pasdaran hanno reso noto che una petroliera ha preso fuoco dopo essersi scontrata con una mina a Hormuz. Tutto questo mentre le forze armate iraniane hanno fatto sapere di tenersi pronte a riprendere il conflitto con gli Stati Uniti: segno di come, al netto delle indiscrezioni, la diplomazia resti, al momento, in bilico.
Teheran rafforza i legami con Mosca
Nel frattempo, Teheran sta rafforzando i legami con Mosca. «La guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista, unita al blocco economico, costituisce la principale fonte di insicurezza nella nostra regione», ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una conferenza stampa congiunta a Teheran con l’omologo russo, Sergej Lavrov. «Mosca non ha alcuna intenzione di rinunciare ai suoi accordi economici con l’Iran», ha, a sua volta, affermato quest’ultimo.
Non è un mistero che, per recuperare influenza in Medio Oriente dopo la caduta di Bashar al Assad, Mosca stia cercando di ritagliarsi un ruolo di mediazione tra Washington e Teheran. In tal senso, nel corso del loro ultimo colloquio telefonico, Vladimir Putin aveva trasmesso a Trump una proposta iraniana, avallata da Pezeshkian, volta a risolvere la crisi tra gli Usa e la Repubblica islamica. Non è tuttavia al momento chiaro se il Cremlino stia contribuendo a mediare l’eventuale accordo di cui parlava ieri Al-Araby Al-Jadeed. Ciò detto, ieri, secondo alcune indiscrezioni, Lavrov avrebbe proposto ad Araghchi che l’Iran consegni alla Russia le sue scorte di uranio arricchito, per facilitare un’intesa tra Teheran e Washington. Se confermato, ciò dimostrerebbe che il Cremlino e la Casa Bianca stanno giocando di sponda.
Netanyahu a Trump: «Abbiamo un lavoro da portare a termine»
In tutto questo, sempre ieri, Benjamin Netanyahu ha avuto una telefonata con Trump. Il premier israeliano ha ringraziato il presidente americano per l’endorsement a suo favore in vista delle elezioni per la Knesset. «Donald, abbiamo un lavoro da portare a termine [in Iran] e lo porteremo a termine insieme. Lo porteremo a termine noi, e nessun altro lo farà», ha anche dichiarato, secondo il Times of Israel, Netanyahu, rivolgendosi all’inquilino della Casa Bianca. «Penso che tu sia fantastico», ha replicato Trump.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >