È partito con numeri robusti il doppio collocamento del Tesoro dedicato ai piccoli risparmiatori. Dopo oltre sei ore di negoziazioni, il nuovo Btp Valore Insieme ha raccolto 1,18 miliardi di euro con più di 45.000 contratti, mentre il Btp Valore tradizionale ha superato i 3,4 miliardi con quasi 103.000 sottoscrizioni. Nel complesso, le richieste hanno quindi sfiorato quota 4,6 miliardi nel primo giorno, con una preferenza netta per la versione con cedole trimestrali.
L’offerta resterà aperta fino alle 13 di venerdì 23 ottobre, salvo chiusura anticipata. Entrambi i titoli scadono il 27 ottobre 2031.
Cedole trimestrali o rendimento alla scadenza
Il Btp Valore paga cedole trimestrali con tassi minimi crescenti: il 3,70% annuo per i primi due anni, il 4,10% per il terzo e il quarto e il 4,70% nell’ultimo anno. Il Btp Valore Insieme concentra invece il rendimento in un’unica cedola del 22,25%, corrisposta alla scadenza insieme al rimborso del capitale. I tassi definitivi potranno essere confermati o aumentati dal Tesoro al termine del collocamento.
Il divario nelle adesioni indica che, almeno nelle prime ore, il mercato retail ha privilegiato il flusso periodico degli interessi. Il ticket medio, ricavato dai dati disponibili, è di circa 32.600 euro per il Btp Valore e di 26.100 euro per il Valore Insieme.
Confrontare direttamente il 22,25% finale con la somma delle cedole dell’altro titolo sarebbe però fuorviante: i pagamenti avvengono in momenti diversi. Il 22,25% incassato dopo cinque anni equivale matematicamente a una crescita composta di circa il 4,10% annuo. Il Tesoro presenta infatti le due strutture come finanziariamente equivalenti, pur con modalità di pagamento opposte.
Il confronto con l’emissione di marzo
Il confronto con l’emissione di marzo mostra quanto sia salito il livello delle cedole. Allora il Btp Valore partì con tassi minimi del 2,50%, del 2,80% e del 3,50%, poi portati rispettivamente al 2,60%, al 3,20% e al 3,80%. La raccolta finale raggiunse 16,22 miliardi di euro, con 522.214 contratti. Nel primo giorno erano stati raccolti 6,04 miliardi.
L’avvio di ottobre, pur sostenuto, resta dunque sotto quel ritmo, anche se questa volta la domanda è ripartita fra due strumenti differenti.
Tassazione agevolata e vantaggi per i risparmiatori
Per entrambe le emissioni resta la tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato, insieme all’esenzione dall’imposta di successione e all’esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro complessivamente investiti in titoli pubblici.
L’ottava emissione del Btp Valore non prevede inoltre un premio finale extra, a differenza di alcune edizioni precedenti.
La sfida del Tesoro riguarda quindi soprattutto il modo in cui il risparmiatore preferisce ricevere il rendimento: incassi trimestrali nel corso dei cinque anni oppure accumulo integrale fino al 2031. I primi dati premiano nettamente la prima soluzione.
Il verdetto definitivo arriverà alla chiusura di venerdì 23 ottobre, quando saranno noti la raccolta complessiva e i tassi finali. A orientare la scelta saranno soprattutto le esigenze di liquidità e la disponibilità a reinvestire le cedole, oltre alla diversa percezione del rischio legata all’attesa del pagamento finale.
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