Dettaglio di tubature industriali metalliche e valvole blu per la regolazione e il trasporto di gas e idrocarburi
Un impianto di distribuzione e trasporto del gas. I prezzi all'ingrosso al TTF tornano a sfiorare i 100 euro al megawattora, spingendo al rialzo le bollette e mettendo sotto pressione i mercati europei (iStock)

Sempre più in alto, recitava uno slogan pubblicitario reso celebre negli anni Settanta dall’indimenticabile Mike Buongiorno. Per non essere da meno della grappa di allora, il gas sul mercato TTF si adegua e per la prima volta dal 2022 torna sopra i 97 euro per megawattora, con un massimo di seduta a 97,64 euro. Il prezzo spot italiano IG Index calcolato dal GME ha toccato ieri 99,52 euro, mentre per l’energia elettrica consegnata a novembre in Italia il prezzo è balzato a 258 euro per megawattora.

Gas ed elettricità, prezzi in forte rialzo in Europa

I prezzi dell’energia elettrica in Germania per le consegne a novembre hanno chiuso a 217 euro, le consegne di gennaio sono a 221 euro. I future francesi dell’energia elettrica con scadenza a un mese hanno superato i 200 euro per megawattora per la prima volta da gennaio 2023.

Bollette più care e rischio per la ripresa economica

Tra pochi giorni sarà pubblicato dall’Arera, l’autorità di settore, il prezzo della materia prima gas di ottobre per i clienti vulnerabili in tutela, che dovrebbe salire di un altro 10% portando la bolletta a 1,75 €/Smc, record storico, più alto della peggiore bolletta nella precedente crisi del gas del 2022. Oltre alla crisi del gasolio, che ancora non ha una soluzione in vista, i prezzi alti di gas ed energia elettrica gettano una forte ipoteca sulle possibilità di ripresa dell’economia e incidono drammaticamente sulle tasche delle famiglie, con bollette che si fanno sempre più pesanti.

Bruxelles non ferma la corsa dei prezzi dell’energia

I prezzi salgono nonostante le molte parole giunte da Bruxelles, con un Consiglio Ue dedicato alla competitività e all’energia che si è chiuso con risultati evanescenti, Ursula von der Leyen che tace da giorni e il commissario per l’energia Dan Jorgensen che ha fatto appelli a consumare meno energia. Evidentemente gli alati discorsi non spostano i fondamentali della domanda e dell’offerta.

Stoccaggi sotto la media e incertezza sull’inverno

I prezzi salgono in parte per via di stoccaggi sotto la media, che pur in presenza di consumi più bassi restano in balia del fattore climatico. Se l’inverno sarà rigido saranno necessari molto volumi addizionali di gas liquefatto, a prezzi che sarebbero più alti, ed il mercato sta scontando questa incertezza.

Intanto, venerdì scorso Arera ha definito il servizio di liquidità previsto dal Decreto bollette del febbraio scorso, finanziato con 200 milioni. Il sistema dovrebbe servire ad abbassare il prezzo del gas in Italia, che è un po’ più alto di quello al TTF per via dei costi di trasporto nei gasdotti.

Come funziona il meccanismo previsto per Snam

Come funzionerà il meccanismo? Snam pagherà ad alcuni operatori selezionati un premio che copre il costo del trasporto del gas dall’Olanda all’Italia. In cambio, essi dovranno comprare il gas sul mercato olandese, acquistare la capacità sul gasdotto svizzero, farlo entrare fisicamente in Italia a Passo Gries e venderlo ogni giorno sul mercato italiano, al prezzo olandese maggiorato al massimo di 0,5 euro per megawattora.

Perché i benefici potrebbero essere limitati

Il premio riconosciuto da Snam copre solo i volumi del servizio, una frazione delle importazioni, ma secondo l’autorità il prezzo di quel gas marginale determina il prezzo di tutto il gas scambiato in Italia e i volumi messi in gara saranno dimensionati sulla capacità disponibile a Passo Gries. Il servizio partirà però solo dal 1° ottobre 2027, con una sperimentazione a gennaio e febbraio su volumi ridotti. Al di là del calendario, i benefici sembrano marginali.

Nel 2026 lo spread fra Psv e Ttf è stato in media di circa 2 euro per megawattora, cioè più o meno quanto costa trasportare il gas dall’Olanda all’Italia, con mesi primaverili a zero e punte attorno ai 3 euro per megawattora nei periodi di tensione. Quando lo spread tra PSV e TTF supera il costo di trasporto significa che i gasdotti dal Nord sono già pieni e che l’ultimo gas necessario arriva dai rigassificatori, a un prezzo che dipende dal mercato mondiale del Gnl. In quei momenti, dunque, il premio di Snam non avrebbe nulla su cui agire.

Il rischio di una recessione per ridurre i consumi

Il difetto di questo sistema è che è stato pensato per tempi normali (il Decreto bollette risale a prima della guerra nel Golfo Persico) ed entrerà in vigore fra un anno, mentre oggi il prezzo è prossimo a 100 euro per megawattora e imprese e cittadini sono ben più che preoccupati. Anche il tetto al prezzo del gas per gli impianti termoelettrici rischia di portare benefici minimi, mentre ciò che manca è una offerta abbondante di energia. Il timore è che la correzione avvenga dal lato della domanda, con un calo dei consumi indotta da una recessione economica.

Da non perdere

Tajani soccorre le banche: «Paghi anche Cdp»
I nostri soldi

Tajani soccorre le banche: «Paghi anche Cdp»

Sul contributo di 5 miliardi in manovra arriva il no di Intesa Sanpaolo. Messina: «Avevamo un accordo triennale con l’esecutivo Nessuno dice che lo Stato ne incasserà 25 di imposte». Il vicepremier: «Niente imposizioni, difendiamo gli istituti di prossimità»