Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, al lavoro sulla manovra e sulle risorse necessarie a finanziare gli interventi del governo (Ansa)

Un vertice di maggioranza sulla manovra è in programma in serata. Con Giorgia Meloni ci saranno gli altri leader della coalizione, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, oltre al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo le richieste avanzate dai partiti e dai ministri, con l’obiettivo di trovare la quadra.

Non sarà facile far rientrare tutto nel poco margine di spesa consentito. E mentre il governo attende il responso della Commissione europea sull’eventuale concessione di flessibilità di bilancio, a complicare il quadro ci si mette anche la Francia. Oltre al crescente debito pubblico, Parigi deve fare i conti con l’incertezza politica, alimentata anche dagli scontri di piazza.

Ieri si sono registrate forti vendite sui titoli di Stato europei, in particolare su quelli dei Paesi periferici. La Francia è finita nel mirino, ma l’Italia è subito dietro. Il rendimento dell’Oat decennale è balzato al 4,92%, in aumento di 14 punti base rispetto a venerdì, mentre lo spread con il Bund tedesco è salito a 147 punti. In crescita anche il tasso del Btp decennale, al 4,56% (+9 punti base), con lo spread sulla Germania risalito a 111 punti dai 106 della precedente chiusura.

Insomma, tenere i conti in ordine non basta: se i vicini non fanno i bravi, il contagio è pressoché inevitabile. L’Economist è ancora più pessimista e si chiede, in un forum in programma oggi, se «i problemi della Francia potrebbero innescare un’altra crisi dell’eurozona».

Manovra da 23,5 miliardi, il nodo delle coperture

Nonostante le difficoltà, si continua a lavorare sulla manovra. La cornice entro cui si muove il governo Meloni prevede misure per circa 23,5 miliardi di euro, con coperture che dovrebbero ammontare a circa 10 miliardi. La parte restante delle risorse arriverebbe dal deficit di bilancio.

Tra gli interventi più importanti, 5 miliardi sono destinati alle politiche per la famiglia e alla spesa sociale, 4,6 miliardi alla difesa e 2,4 miliardi alla sanità.

Sul fronte delle coperture, la principale fonte di finanziamento è la clausola di salvaguardia nazionale per difesa ed energia. È inoltre previsto un contributo di banche e assicurazioni da 5 miliardi, un intervento sul settore dei giochi da 700 milioni e tagli ai ministeri per 1,2 miliardi.

Lupi: «Priorità a giovani e famiglie»

Per Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, bisogna dare «priorità a giovani e famiglie». «Occorre concentrare le risorse disponibili su poche misure, intervenendo soprattutto contro il caro affitti e a sostegno delle giovani generazioni», spiega.

Le proposte comprendono una cedolare secca al 5% per chi affitta la propria abitazione con contratti di lungo periodo a canone concordato, così da incentivare i proprietari a mettere sul mercato le case vuote a prezzi accessibili. Lupi propone inoltre zero tasse per tre anni agli under 30 al primo contratto di lavoro, il rafforzamento del congedo parentale e un libretto previdenziale per i nuovi nati.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci si dice «ottimista sui fondi per la sanità». E aggiunge: «Siamo all’inizio ancora, vediamo come finisce. Stiamo lavorando, io sono sempre ottimista, altrimenti non avrei fatto questo lavoro».

Urso punta a rendere strutturale Transizione 5.0

«Renderemo strutturale Transizione 5.0 con l’iperammortamento», promette il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

«Il piano Transizione 5.0 ha già visto oltre 25.000 progetti per le imprese, per un valore di 7,3 miliardi. La nostra intenzione è di renderlo strutturale, cioè con una programmazione delle risorse che non si ferma al 2028 ma va oltre, si prolunga nel tempo fino a farlo diventare strutturale», spiega.

A proposito di un incentivo per favorire l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese, Urso aggiunge: «Il voucher consentirebbe alle Pmi di acquistare gli strumenti di intelligenza artificiale che altre imprese italiane, anch’esse spesso piccole e medie, possono fornirgli».

Infine, Matteo Salvini commenta lo sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la manovra: «Certo, è curioso uno sciopero generale contro una legge di bilancio che ancora non c’è».

Da non perdere

Governare è difficile con il colle contrario
Governo

Governare è difficile con il colle contrario

Lo stop del capo di Stato alla legge anti maranza è l’ennesima conferma: sono 30 anni che il Quirinale fa opposizione agli esecutivi di centrodestra. Da Napolitano a Mattarella, l’invasione di campo è la regola. Ecco perché il Pd ha terrore di perderne il controllo.

No Meloni Day: scontri a Torino, bombe carta a Roma e tensioni a Bologna
Governo

No Meloni Day: scontri a Torino, bombe carta a Roma e tensioni a Bologna

Pietre contro le forze dell’ordine a Torino, petardi e bombe carta a Roma e tafferugli a Bologna: la mobilitazione studentesca contro il governo e le spese militari è stata segnata da episodi di violenza. A Verona incendiati cassonetti e un monopattino, mentre a Padova sono scattate misure di prevenzione dopo la scoperta di una chat in cui si parlava di molotov.