Anche il carrello della spesa segna rosso. L’Istat ha confermato che l’inflazione di settembre è cresciuta dello 0,7%, il che significa che a fine anno potrebbe essere a +4,2% (da +3,3% stimato ad agosto). Ciò che fa più male è l’aumento dei prezzi alimentari: un punto mezzo. La colpa? Del caro energia, ed è solo l’inizio.
Potrebbe esserci il rialzo dei tassi (con un peso notevolissimo sugli interessi del debito pubblico) e quasi certamente ci sarà un ulteriore rincaro perché i camionisti stanno bloccando il Sud, i pescatori non vanno più in mare e gli agricoltori buttano via la merce non portata al mercato, ma pensano di non raccogliere più e anche di non seminare, ad esempio, il grano. In Molise, per dirne una, i frantoi sono chiusi: i camion fermi non smaltiscono la sansa e non trasportano l’extravergine, ma le olive lasciate all’aria si ossidano e addio olio. Il governo cerca di metterci un riparo, ma la situazione è tesissima.
Salvini convoca le associazioni, sul tavolo gli aiuti al trasporto
Il ministro dei Trasporti ha convocato per il 27 ottobre le associazioni del trasporto. Ci saranno anche tecnici del Mef per trovare fondi da destinare al settore, che però ricorda all’esecutivo gli impegni presi in precedenza e non ancora soddisfatti. Ieri Matteo Salvini ha detto che ci sono 80/90 milioni per i primi interventi sul caro gasolio, ma intanto il Garante per gli scioperi – l’autorità è guidata da Paola Bellocchi – sta individuando gli organizzatori del blocco dei Tir in Sicilia.
Forse però non si tratta di scioperi ma di serrate: molti dei Tir che bloccano Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise e il Sud della Campania sono dei cosiddetti «padroncini». Unatras – presidente Paolo Uggè, riunisce diverse sigle di categoria – ha sollecitato il governo ad anticipare la riunione e lo stesso ha fatto Assotir – l’associazione delle imprese di trasporto guidata da Anna Vita Manigrasso – che chiede interventi immediati.
Credito d’imposta e fondi promessi: le richieste degli autotrasportatori
Già cinque mesi fa il governo aveva promesso: 434 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio, un fondo da 590 milioni per la transizione ecologica, 12 milioni per il rinnovo delle flotte e l’adeguamento automatico delle tariffe ai prezzi del carburante. A giudizio di Unatras nulla è stato fato. Assotir aggiunge con Claudio Donati, segretario generale: «Con queste proteste i trasportatori chiedono di essere aiutati a non fermarsi, perché temono che non riuscirebbero più a ripartire. Per quanto improbabile, un eventuale ribasso del costo del gasolio darebbe respiro a tutti, ma non risolverebbe nessun dei problema».
Tir fermi da Foggia alla Sicilia: porti e strade paralizzati
La protesta è veemente. A Foggia, in particolare, va avanti da domenica 11 ottobre e vede uniti trasportatori e agricoltori che bloccano tutto. A Taranto gli operai dell’Ilva toglieranno il blocco alla raffineria forse oggi, a Brindisi c’è stato un corteo di 500 tir, in Basilicata i blocchi paralizzano la Regione. In Sicilia gli autotrasportatori hanno blindato l’ingresso al porto di Palermo, lo stesso a Gela. Sono state inibite molte uscite della Salerno (dove ci sono disagi) Reggio Calabria. Nel cosentino gli studenti sono scesi in strada a fianco di camionisti e agricoltori.
Carburante e scaffali vuoti: a rischio anche farmaci e vaccini
Il risultato è che in Calabria e in Puglia non c’è più benzina nei distributori e in Sicilia non è arrivata alcuna merce: nei supermercati di queste tre Regioni gli scaffali sono quasi vuoti. Si teme per aeroporti e porti del Sud. I distributori di farmaci sono preoccupati perché a breve potrebbe esserci uno stop nella consegna di medicinali e vaccini a ospedali e farmacie; si comincia a temere che anche i mezzi di soccorso restino a secco.
Agricoltura e pesca in crisi, cresce il rischio di rincari alimentari
Tutto questo si traduce anche in una mancata spedizione di frutta e verdura e l’impennata dei prezzi alimentari è scontata. Da segnalare che in Puglia monsignor Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia, e monsignor Fabio Ciollaro, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano sono scesi in strada a fianco dei manifestanti mentre la conferenza dei vescovi della Calabria ha emesso una lettera pastorale di solidarietà a famiglie e imprese di trasporto e agricole sollecitando interventi urgenti. Da quel che si sa i manifestanti manterranno i blocchi fino al 20 ottobre, dopodiché partirà il fermo totale dei pescherecci, che già da ieri sono rimasti a banchina.
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