Il giorno dopo le elezioni in Serbia è già iniziato il toto nomi sul possibile nuovo primo ministro. La Lista studentesca, fresca trionfatrice delle parlamentarie di Belgrado, ha sempre dichiarato di non avere leader, una mossa strategica che ha catalizzato voti di estrazione politica diversa.
Adesso restano 90 giorni dall’insediamento del Parlamento per nominare un governo e ottenere la fiducia, ma se entro quattro mesi non verrà eletto alcun governo, si tornerà a votare. Le università tornano così al centro delle decisioni del movimento e sono già state convocate le assemblee studentesche con le quali si dovrà confrontare la futura leadership. Per ora il programma è formato da 11 punti con intenzioni molto generali, ma sembra che il vero documento sia di oltre 1.000 pagine. In molti hanno già ribattezzato l’esecutivo che potrebbe arrivare come un governo dei professori, cioè i docenti universitari che hanno tirato le fila del movimento.
Srdanovic in pole per la guida del governo
Il medico e professore di cardiologia dell’Università di Novi Sad, Ilija Srdanovic, resta il grande favorito per il ruolo di premier, forte anche del primo posto ottenuto. Il dottore si schermisce in ogni intervista, che rilascia abbondantemente, definendosi soltanto il primo candidato della lista, un primus inter pares, ma ammettendo che anche il capo del governo è soltanto un cittadino serbo. Srdanovic invita a evitare i personalismi e ha definito Vucic un tiranno, ma non è intenzionato a chiudere i rapporti con Mosca. In un’intervista alla Bbc in serbo ha definito la Russia un grande Paese, ricordando la dipendenza di Belgrado dal gas proveniente da Mosca. A questo va aggiunto che non ha mai condannato l’attacco all’Ucraina.
Ma tutto il movimento vuole mantenere buoni rapporti con Putin, così come è consolidata l’idea che il Kosovo sia parte della Serbia. Molti candidati, durante i comizi, hanno descritto il Kosovo come una provincia serba temporaneamente occupata, che dovrà tornare alla madrepatria.
Il rapporto con l’Unione europea
Il rapporto con l’Unione europea rimane un altro tema caldissimo, perché tutti gli eletti hanno voluto confermare che questa vittoria non è un’accelerazione verso l’Ue.
Più europeista e per questo molto meno probabile come premier è la numero due della lista, l’otorino Katarina Stankovic, che si dice pronta ad adeguarsi alle richieste europee. Circolano alcuni outsider, come l’attore Tihomir Stanić, molto attivo nei comizi, che ha parlato di un grande coinvolgimento per la scelta del governo.
Bodiroga tra governo e presidenziali
Un nome sicuramente più pesante è quello dell’ex campione di basket Dejan Bodiroga, attuale presidente dell’Eurolega ed eletto deputato. L’ex cestista, che ha vestito le maglie di Real Madrid, Barcellona, Olimpia Milano e Virtus Roma, è stato una delle figure più riconosciute durante la campagna elettorale, mettendo a disposizione la sua fama come garanzia di serietà.
Bodiroga è molto accreditato come primo ministro, ma a dicembre si terranno le elezioni presidenziali e il suo nome circola anche per la carica di presidente della Serbia.
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