- Il 10 giugno andranno a votare 6,7 milioni di elettori in 797 Comuni (20 i capoluoghi di provincia). Numerose le roccaforti rosse a rischio ribaltone, con Lega e M5s che puntano a fare il pieno.
- Tutti i partiti di centrodestra uniti per strappare Brescia alla sinistra con la prima sindaco donna.
Lo speciale contiene due articoli
Per la politica, tutta, sarà più di un semplice test locale. Le Amministrative in programma domenica 10 giugno (eventuali ballottaggi il 24), infatti, rappresenteranno un’occasione per misurare gli umori degli elettori dopo mesi di estenuanti trattative infruttuose, che non hanno portato alla formazione di un governo espressione del risultato elettorale emerso lo scorso 4 marzo. Si voterà in 797 Comuni (6,7 milioni gli elettori convocati ai seggi), dei quali 203 nelle regioni a statuto speciale ed è facilmente ipotizzabile una nuova sconfitta per i partiti tradizionali e filo Ue che hanno espresso sostegno alla linea imposta dal presidente Sergio Mattarella. Movimento 5 stelle e, soprattutto, Lega sperano dunque in un nuovo exploit che farebbe da traino per il probabile ritorno alle urne dopo l’estate. Il centrosinistra, al contrario, rischia grosso visto che governa, in diversi casi con risultati non esaltanti, gran parte dei Comuni che tornano al voto. Si prefigura, dunque, una nuova batosta per i dem, già usciti con le ossa rotte dalle Regionali in Molise e Valle d’Aosta.
Tra i centri chiamati alle urne ci sono 20 capoluoghi di provincia (Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Vicenza e Viterbo), 7 dei quali (Ancona, Brescia, Catania, Messina, Siracusa, Terni e Vicenza) hanno più di 100.000 abitanti e uno è anche capoluogo di regione (Ancona).
Le attenzioni maggiori sono puntate su Siena e Vicenza, città nelle quali il M5s non schiera candidati e simbolo. La mossa potrebbe avvantaggiare il centrodestra considerato che l’elettorato pentastellato potrebbe essere attratto dalla proposta politica del centrodestra. Nella città del Palio la coalizione a guida Lega-Fi-Fdi punta su Luigi De Mossi. Di fronte si troverà il sindaco uscente del centrosinistra Bruno Valentini. A Vicenza la coalizione a guida dem non potrà ricandidare il primo cittadino Achille Variati per il limite di mandati raggiunti. Al suo posto si candida Otello Dalla Rosa che dovrà battere il candidato del centrodestra unito, Francesco Rucco. È probabile che su quest’ultimo si concentri il voto grillino.
Anche un’altra roccaforte rossa rischia di cadere in questa tornata elettorale. A Pisa il centrosinistra che governa da 47 anni potrebbe cedere il passo a un esponente del centrodestra. In terra toscana la Lega di Salvini sogna il colpaccio e punta forte su Michele Conti, ex aennino, oggi candidato a sindaco, espressione di una lista civica ma sostenuto da tutta la coalizione. Per evitare una débâcle, l’ennesima, il Pd si è affidato a un ex assessore, Andrea Serfogli, che tuttavia non ha l’appoggio di tutto il centrosinistra. I bersaniani di Mdp non lo sostengono e hanno deciso di non presentare una lista nel capoluogo pisano.
La Lega spera di confermare il trend positivo anche a Treviso, città veneta che ha regalato al centrodestra percentuali quasi bulgare alle ultime Politiche. In questa città il Carroccio candida Mario Conte, sostenuto anche dagli altri partner della coalizione. Conte dovrà vedersela Giovanni Manildo, sindaco eletto con il centrosinistra nel 2013, dopo la lunga parentesi Gentilini. Il M5s, con Domenico Losappio, spera almeno di replicare il risultato del 4 marzo quando riuscì ad arrivare davanti al Pd e ai suoi alleati.
Centrodestra favorito anche a Brescia con Paola Vilardi, che sfiderà l’uscente Emilio Del Bono. Più marginale il ruolo dei grillini, in campo con Guido Ghidini. E anche a Terni il centrosinistra, che schiera Paolo Angeletti dopo il flop dell’uscente Leopoldo Di Girolamo, potrebbe soccombere di fronte al centrodestra guidato da Leonardo Latini. Il M5s sarà capitanato da Thomas De Luca.
Ad Ancona, in terra marchigiana, in un territorio dove i pentastellati hanno raggiunto recentemente risultati importanti, si ricandida la sindaca uscente sostenuta dal centrosinistra, Valeria Mancinelli, che sarà sfidata da Stefano Tombolini, rappresentante di una lista civica che ha ricevuto il sostegno di tutto il centrodestra, e da Daniela Diomedi, del Movimento 5 stelle. La sfida si annuncia incerta e, in un eventuale ballottaggio, potrebbe rivelarsi decisivo un patto di desistenza tra Lega e M5s.
Altre soddisfazioni per Di Maio e Casaleggio potrebbero arrivare dalla Sicilia. A Catania, alle Politiche, il Movimento ha raggiunto il 47 per cento dei consensi. In queste elezioni sostiene Giovanni Grasso, che tenterà di sfilare la poltrona di sindaco al pluriconfermato Enzo Bianco del Pd. Il centrodestra punta, invece, su Salvo Pogliese. A Siracusa il compito dei grillini è ancora più agevolato dall’estrema frammentazione degli altri schieramenti (il centrodestra mette in campo 2 candidati a sindaco e altrettanto fa il centrosinistra). La candidata del Movimento è Silvia Russoniello. A Messina l’uscente Renato Accorinti, esponente della sinistra movimentista, sfiderà 6 concorrenti, tra cui il candidato del M5s Gaetano Sciacca. Il centrosinistra sarà guidato da Antonio Saitta mentre il centrodestra sosterrà Dino Bramanti.
Antonio Ricchio
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