Quando il M5s voleva il sorteggio e attaccava il potere delle correnti
I pentastellati ora gridano al golpe. Fino al 2019, però, la pensavano diversamente.
I pentastellati ora gridano al golpe. Fino al 2019, però, la pensavano diversamente.
Emilia Romagna a parte, le ultime sfide regionali dimostrano che l’elettorato grillino non digerisce l’«alleato» al timone.
Cresce il pressing interno sul segretario per l’asse con il M5s ed evitare la débâcle. Lui non cede: meglio andarsene che l’alleanza. Ma la strategia kamikaze fa infuriare i dem: l’ipotesi siluramento circola già.
Soglia superata con il 64,4% (più del primo turno): ora il garante è ufficialmente defenestrato. Si attende adesso la reazione dell’ex comico che aveva chiesto il nuovo voto. All’orizzonte lo spettro della scissione.
Alla fine oggi tutti tirano un sospiro di sollievo. Anche la Borsa apre in salita. Ora tutti dicono «vediamo cosa farà questo nuovo governo». Ma c'è un fatto nuovo. I barbari e i populisti che spaventavano l'Europa ora sono rassicuranti.…
Beppe Grillo: «Conte può farsi il suo partito. Candidati governatori catapultati dall’alto».
Conte rivela a Vespa: «È contro la sua comunità, venute meno le ragioni del contratto». Casaleggio: «Resterà un solo elettore».
Michele Emiliano fa spallucce davanti alle critiche della Schlein e annuncia nuovi assessori.
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