Giallo sulle terapie intensive friulane. I conti dei posti letto non tornano
  • Un’ispezione del ministero della Salute sconfessa l’assessore Riccardo Riccardi: nell’ospedale di Palmanova le otto rianimazioni dichiarate non esistono. Un dato falso che incide sul colore della Regione in guerra con i no pass.
  • Madrid vanta un numero di vaccinati simile all’Italia e meno morti evitando di ricorrere alle nostre misure. Anche grazie ai giudici, la card regionale si limita a poche attività.

Lo speciale contiene due articoli.

Il Friuli passa in giallo dalla prossima settimana e con lo stesso colore, a essere magnanimi, si può indicare anche la «sparizione» di alcuni posti letto nelle terapie intensive dell’ospedale di Palmanova. Non una bella pubblicità per il presidente, Massimiliano Fedriga, che guida anche la Conferenza delle Regioni.

Il sospetto che i conti non tornassero, in Friuli Venezia Giulia, era venuto già da qualche settimana al sindacato locale degli anestesisti (Aaroi), che aveva denunciato pubblicamente come gli otto letti di terapia intensiva della Medicina d’urgenza di Palmanova (meno di 6.000 abitanti in provincia di Udine) non fossero realmente tali. Adesso, è arrivato l’esito di un’ispezione del ministero della Salute che certificherebbe i dubbi degli anestesisti. Gli otto letti ci sono, ma non sono attrezzati per una vera terapia intensiva e quindi ne uscirebbe sconfessato anche l’assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi. In sostanza, bisognerà capire se in quel reparto di Palmanova sono stati ricoverati, in tutti questi mesi, pazienti che avrebbero avuto bisogno di un trattamento più delicato, oppure se siano semplicemente alterati i dati ufficiali, che com’è noto concorrono a far scattare anche i diversi colori delle Regioni, e che per il Friuli parlavano di 175 posti letto. Un errore di 8 unità, quindi, sarebbe pari al 4,5% e non è poco, visto che mercoledì scorso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) segnalava che la Regione era già quella con le strutture sanitarie più gravate dalla quarta ondata, con il 14% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid. Ovvero 4 punti percentuali oltre la soglia d’allerta, fissata al 10%.

L’ispezione arrivata da Roma ha anche scoperto che nel pronto soccorso di Palmanova c’era una pericolosa sovrapposizione dei percorsi Covid e non Covid, con evidenti rischi di contagio fra i pazienti. All’ospedale di Gorizia, poi, è stata accertata una carenza di gestione dei flussi dei dati informativi a tutti i livelli, sia sul vero numero di vittime della pandemia cinese che sui posti letto ancora disponibili. Ora, dopo la scoperta degli ispettori mandati dal ministro Roberto Speranza, il Friuli rischia non solo di passare in zona gialla, ma anche di finire presto in zona arancione.

Di sicuro, per adesso, c’è che oggi è l’unica Regione già di fatto in giallo, visto che per l’ufficialità basterà aspettare il monitoraggio di venerdì prossimo da parte della cabina di regia. In zona gialla diventa obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto, sono chiuse le discoteche, mentre i teatri e i cinema restano aperti. In Friuli ci sono 309 casi settimanali ogni 100.000 abitanti e ci sono le due provincie che al momento registrano l’incidenza più alta d’Italia: Trieste con 687 casi e Gorizia con 492. In più, a lunedì erano state ampiamente superate entrambe le soglie dei ricoveri sopra le quali scatta il giallo (il 10% di letti occupati nelle terapie intensive e il 15% negli altri reparti). Rispettivamente, siamo al 15% e al 17%, con numeri che crescono di giorno in giorno.

Tornando al caso delle intensive «fasulle», le opposizioni in Consiglio regionale ovviamente attaccano. Walter Zalukar, del gruppo Misto, afferma che «forse sarebbe stato meglio impiegare tempo ed energie per potenziare i servizi piuttosto che propagandare posti letto inesistenti, confutando i dati dei professionisti, che sui quei letti ci lavorano ogni giorno». Mentre il segretario regionale del Pd, Cristiano Shaurli, punta il dito contro l’assessore Riccardi: «Avevano ragione gli anestesisti e aveva torto Riccardi: questo è il dato di fatto del report ministeriale sulle terapie intensive. In più l’assessore ha tentato di fornire ai cittadini informazioni distorte e addomesticate, ribadendo la sua versione anche di fronte all’esito ufficiale dell’ispezione».

Sulla vicenda delle terapie intensive fantasma, Fedriga non ha ancora risposto, ma continua a segnalarsi per la linea dura con i no vax. Dal vertice delle Regioni con il governo di lunedì sulle nuove misure anti pandemia il presidente del Friuli è uscito soddisfatto perché «la nostra proposta di differenziare le misure restrittive in relazione alla vaccinazione sembra sia stata ascoltata con attenzione». Al Corriere della Sera, ha aggiunto: «Ricordate le zone colorate? Un’ipotesi è quella che i provvedimenti restrittivi non si applichino a chi si è sottoposto alla vaccinazione. A questi sarà garantita la possibilità di continuare a svolgere le attività altrimenti vietate». Fedriga, con una fuga in avanti rispetto alle posizioni del centrodestra e di Fratelli d’Italia in particolare, è anche tornato sul cosiddetto super green pass: «La ritengo un’ipotesi plausibile, e chiarisco meglio. Con il tampone sarà consentito solo andare al lavoro. Per svolgere le attività vietate nella specifica zona, bisognerà essere o vaccinati o guariti». Quanto a Matteo Salvini, il presidente del Friuli sostiene che «tutte le posizioni sono concordate con lui».


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