toghe cpr
(Imagoeconomica)

I paladini dell’indipendenza della magistratura, quelli sempre pronti a fare quadrato attorno a una toga, questa volta hanno perso la voce. Qualcuno ha cominciato persino a preparare qualche sgambetto. Succede quando il magistrato da difendere è Angela Scorza, pm di Ravenna, e l’inchiesta che conduce è quella sui medici anti Cpr. Un’indagine che, dopo essere entrata negli ospedali, è arrivata fino a Palazzo dei Marescialli, aprendo un nuovo fronte di scontro dentro la magistratura.

Il terreno, nei giorni scorsi, lo avevano preparato alcuni fedelissimi del circoletto rosso. Indignati perché era stato toccato uno dei loro santini, progressisti e antagonisti sono scesi in campo con parole pesanti contro un magistrato, delegittimato per aver svolto il proprio lavoro.

Ilaria Cucchi accusa la pm Scorza: «È intimidazione»

L’attacco politico arriva dopo le perquisizioni domiciliari a carico di 23 camici rossi. L’acquisizione delle chat tra la senatrice di Avs Ilaria Cucchi e il dottor Nicola Cocco, indagato per associazione a delinquere, è all’origine dell’accusa rivolta dalla Cucchi proprio alla pm Scorza. A favor di microfoni, la senatrice ha parlato di «intimidazione» da parte della pm. Cucchi è moglie dell’avvocato e consigliere comunale di Ferrara Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir e di alcuni infettivologi indagati.

L’accusa viene respinta dagli inquirenti romagnoli, che hanno precisato come le chat siano «state estrapolate in automatico in base a parole chiave e poi sigillate». La Cgil, poi, è arrivata a paragonare l’operato della Scorza ai «metodi della Gestapo».

Magistratura indipendente difende Scorza dall’attacco politico

L’assalto non è però rimasto confinato alla politica. Magistratura indipendente, corrente tradizionalmente moderata, si è schierata a fianco della pm. «Riteniamo inaccettabili le dichiarazioni con cui un parlamentare della Repubblica ha inteso attribuire finalità intimidatorie ai magistrati della Procura di Ravenna. L’attività giudiziaria si svolge nell’esclusivo rispetto dei principi di autonomia e indipendenza e non può essere piegata a letture e interpretazioni in chiave di contrapposizione politica».

Tra le firmatarie dell’appello di solidarietà ci sono anche due componenti laiche del Csm: Claudia Eccher, eletta in quota Lega, e Isabella Bertolini, per Fratelli d’Italia. Sentite dalla Verità, le due hanno riferito dell’apertura, nei giorni scorsi, di una pratica a tutela della collega. L’iter, tuttavia, non è immediato: «Il fascicolo è stato inserito nell’ordine del giorno di una commissione che svolgerà i necessari approfondimenti», spiegano. E qualora venissero ravvisati elementi diffamatori, «le relative tutele andranno perseguite in altre sedi».

È sull’appoggio alla pratica che, secondo Eccher e Bertolini, si consuma la spaccatura all’interno del Consiglio. «I laici di centrodestra», affermano, «hanno tutti firmato con convinzione il documento, intervenendo anche pubblicamente per stigmatizzare la situazione». Dalle correnti di Magistratura democratica e Area sarebbe invece arrivato un rifiuto. «Solitamente i togati si mostrano compatti nel sostenere i colleghi tramite le pratiche a tutela», osserva Bertolini.

Il precedente Apostolico: nel 2023 i togati fecero quadrato

Come accadde nel 2023, quando dieci togati fecero quadrato attorno alla giudice di Catania Iolanda Apostolico, criticata dal centrodestra per la decisione di non convalidare il trattenimento di tre migranti nei Cpr. Apostolico era stata inoltre ripresa nel 2018 durante una manifestazione contro la decisione dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini di bloccare lo sbarco della nave Diciotti.

«In questo caso, invece, i magistrati “rossi” si sono sottratti, rifiutandosi di firmare ed esprimere così solidarietà alla pm», sostengono Eccher e Bertolini. «Una parte della magistratura è faziosa e strumentalizza politicamente le situazioni a proprio uso e consumo». Secondo Bertolini, i togati avrebbero «deciso di rimanere in silenzio perché l’attacco proviene da parlamentari di centrosinistra».

Per Eccher, le critiche rivolte alla pm Scorza minerebbero «la fiducia dei cittadini nella giustizia». L’avvocato definisce «assolutamente inqualificabile» il comportamento di alcuni colleghi e sostiene che «di fronte a fatti così incresciosi, la solidarietà dovrebbe essere trasversale e priva di ideologie». La consigliera interpreta, inoltre, la presa di distanza delle correnti progressiste come una scelta tattica: «In questo momento il Csm si trova in campagna elettorale e i magistrati stanno facendo le proprie valutazioni politiche».

Le dichiarazioni della Cucchi, definite dalle due esponenti «gravi e inopportune», saranno ora al vaglio della commissione Csm. L’iter è ancora in «fase embrionale» e i tempi della pratica potrebbero essere lunghi.

Nel frattempo, secondo Bertolini, si è persa un’altra occasione per «fare un importante gesto distensivo all’interno del Csm»: schierarsi all’unanimità in difesa di una «collega coraggiosa impegnata in una giusta indagine su fatti potenzialmente scandalosi».

Le due componenti laiche auspicano infine «maggiore correttezza, coerenza e buon senso» per un organo che ha il «dovere etico di rispettare il lavoro dei magistrati a tutto tondo, indipendentemente dalle parti politiche coinvolte».

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