La Russa tifa grazia al gioielliere: «Il Colle valuterà con attenzione»
Il presidente del Senato Ignazio La Russa (Ansa)

Il caso di Mario Roggero continua ad avere i riflettori accesi, condizione necessaria perché il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) possa sperare di ottenere la grazia dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo mentre fuggivano.

Dopo i No in rapida successione dei Tribunali di Sorveglianza di Torino e di Milano alla richiesta di differimento della pena o di concessione dei domiciliari, non resta che la clemenza quirinalizia – sulla quale aleggia un silenzio cosmico – per evitare che un cittadino incensurato, travolto da un’emotività incontrollata perché più volte visitato dai rapinatori, veda come traguardo il portone del carcere di Bollate aprirsi a 86 anni e mezzo.

Le parole di La Russa

Poiché Roggero ha 72 anni, vita quasi finita. Sergio Mattarella sta pensando alla grazia oppure no? Il caso è delicato, è diventato politico (Matteo Salvini e Roberto Vannacci hanno chiesto espressamente l’indulgenza) e socialmente ancora più stringente dopo la recentissima vicenda di Roberto Mollo a Baldissero d’Alba (sempre provincia di Cuneo) che peraltro gli somiglia solo da lontano.

Ieri Ignazio La Russa è tornato a parlare di Roggero, spingendo per un approfondimento quirinalizio: «Io non ho avuto scrupoli a dire che per me quello è stato eccesso colposo di legittima difesa e so di non aver fatto contenti tutti nel centrodestra, nell’affermarlo.

Forse la legge dovrebbe chiarire meglio circostanze come quella», ha spiegato nel programma di Rai Radio 1, Ping Pong. Poi, riguardo al rischio di un quasi «fine pena mai» nei fatti, il presidente del Senato ha sottolineato: «Credo che il presidente della Repubblica valuterà con attenzione la possibilità di concedere la grazia».

A differenza di altri politici, la seconda carica dello Stato da tempo antepone le ragioni del diritto a quelle della coscienza collettiva. A fine luglio, durante la cerimonia del Ventaglio, aveva dichiarato: «La sentenza è criticabilissima nell’entità della pena ma non è criticabile quando dice che quella non è legittima difesa.

C’è poco da fare, faccio l’avvocato, non posso fare la figura di quello che dice una cosa a cui non crede. Perché secondo l’attuale legge, uscire dal proprio negozio, sia pure in uno stato d’animo sconvolto, e inseguire, non appartiene alla previsione della legge».

Il nodo del risarcimento e il caso Baldissero d’Alba

Ora gli scogli da superare sono proprio l’entità sproporzionata della pena e l’assurda quantificazione dei danni, che prevedere un risarcimento alle famiglie dei tre malviventi di 780.000 euro, mentre in sede civile la richiesta complessiva arriva a 2,3 milioni. Numeri del Lotto, contro i quali all’indignazione generale si è aggiunta quella della premier Giorgia Meloni: «Mi aggredisci, mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto».

Mario Roggero trascorre le sue giornate a Bollate lavorando come contabile in un ufficio del carcere, come Tim Robbins nel film Le ali della libertà. Oltre ad aiutare gli altri detenuti nelle varie pratiche conta i giorni e aspetta l’ultima parola di Mattarella.

Nello stesso programma radio, ieri La Russa ha affrontato anche il caso di Baldissero d’Alba cogliendo una differenza sostanziale: «È assurdo che possa essere accusato di omicidio volontario chi non aveva nessuna intenzione di far male, ma solo di impedire qualcosa contro sé stesso. Qui parliamo di una persona che, di notte, col buio, vede quattro o cinque persone che entrano nella propria abitazione o nel cortile, con l’intento di rubare o di fare del male, e si difende».

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Il tribunale di sorveglianza ha negato il differimento della pena per il gioielliere, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi per l’uccisione e il ferimento di tre rapinatori fuori dal suo negozio, nel 2021. La Lega: «A Pontida gazebo per sostenere spese legali».