Il tribunale di sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della pena per grazia avanzata dagli avvocati di Mario Roggero. Il gioielliere era stato condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo malvivente che il 28 aprile 2021 avevano rapinato la gioielleria di famiglia a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Sulla grazia a Roggero silenzio stampa di Mattarella
La difesa – rappresentata dall’avvocato Stefano Marcolini e dall’analista processuale Sergio Novani – aveva chiesto in via principale il differimento dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla domanda di grazia e, in subordine, la detenzione domiciliare.
La famiglia non ha ricevuto alcuna risposta dal Quirinale in merito alla richiesta di grazia presentata dalla moglie del gioielliere lo scorso 17 luglio, il giorno dopo l’ingresso del commerciante nel penitenziario milanese.
Per i giudici del Tribunale di sorveglianza se da un lato si esclude la legittima difesa, dall’altro «appare indubbio come non si possa misurare la reazione di una persona ingiustamente aggredita con la precisione del «bilancino da farmacista», potendosi astrattamente congetturare in tali frangenti l’esplosione di una sorta di choc emotivo capace di obnubilare e di così indurre la vittima designata a condotte inconsulte nelle fasi immediatamente successive l’avvenuta iniqua aggressione».
Le motivazioni del rigetto
Il collegio, presieduto dal giudice Marco Viglino, nelle motivazioni del rigetto dell’istanza depositate nella giornata di ieri mette nero su bianco che il differimento della pena – previsto quando è stata presentata una domanda di grazia – è «un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali» e che, per concederlo, sarebbe necessario un «fumus boni iuris» talmente evidente e incontestabile da suggerire una «quasi irrispettosa intrusione», un intervento della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce «prerogativa esclusiva del capo dello Stato».
Tuttavia, proprio per tali motivi «nulla legittima un intervento sospensivo di natura giudiziale» del tribunale per modificare la situazione in modo totale, parziale o condizionata. Infine, per il giudici torinesi il differimento della pena potrebbe risultare pregiudizievole» per lo stesso Roggero qualora il capo dello Stato decidesse di concedere una grazia solo parziale: il periodo di pena sospeso non verrebbe sottratto all’ammontare complessivo della pena posticipando i requisiti temporali per accedere ai benefici penitenziari.
La delusione della Lega per la sorte di Roggero
La Lega, in una nota, ha espresso «amarezza per il mancato differimento della pena. Nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura, continuiamo a ritenere che la sua permanenza in carcere non sia necessaria. L’auspicio è che possa tornare in libertà il prima possibile. La Lega continuerà a essere concretamente al suo fianco».
Il Carroccio fa sapere che «domenica a Pontida sarà presente anche un gazebo per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali che Roggero sta affrontando».
Una notizia confermata anche dal segretario Matteo Salvini che ieri, a margine di un incontro, ha espresso la sua amarezza per la decisione del tribunale confermando, come ha sempre fatto dal giorno della condanna, il suo totale sostegno al gioielliere: «Dispiace, penso che non sussista né il pericolo di fuga né di reiterazione del reato e, nel rispetto dei reciproci ruoli, conto che Mario Roggero torni ai figli e al suo negozio il prima possibile».
L’auspicio di Matteo Salvini
Anche il senatore piemontese della Lega, Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attività produttive a Palazzo Madama, ha voluto far sentire la sua vicinanza alla famiglia del gioielliere e ha evidenziato che il loro sostegno non verrà mai meno: «Mi dispiace sinceramente che Mario Roggero sia ancora in carcere. Esprimo rammarico per la decisione del tribunale di sorveglianza, pur ribadendo il totale rispetto per il lavoro della magistratura. Non dobbiamo mai dimenticare la genesi di questa vicenda: Roggero è stato innanzitutto la vittima di una brutale rapina. Alla sua famiglia va la mia totale e incondizionata vicinanza».
«Confidiamo che l’iter per la grazia proceda», ha aggiunto «e guardiamo con fiducia all’esame del Tribunale di sorveglianza di Milano il prossimo 16 settembre. Il nostro impegno come Lega continua e, sulla linea tracciata dal nostro segretario Matteo Salvini, a Pontida saremo concretamente al fianco di Roggero anche con un gazebo per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali che la sua famiglia sta affrontando».
Il rinnovato appello al Colle
Domani è attesa l’udienza al Tribunale di sorveglianza di Milano a cui il gioielliere potrebbe partecipare in presenza essendo nella stessa circoscrizione del tribunale.
Nei giorni scorsi, l’avvocato Marcolini aveva fatto sapere che Roggero «sta bene», compatibilmente con il regime carcerario a cui è sottoposto. Ha un ufficio in cui si occupa di contabilità e può vedere moglie e figlie per sei ore al mese.
All’indomani della condanna definitiva, la moglie del gioielliere, Mariangela Sandrone, si era rivolta al presidente della Repubblica per chiedere la grazia con queste parole: «A Mattarella mi rivolgo come moglie e come madre, con il massimo rispetto per il suo ruolo di capo dello Stato. Gli chiedo soltanto di guardare oltre le carte processuali, di considerare l’età di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non è un pericolo per la società. Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita assieme alla sua famiglia».
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