E Avs vuole «schedare» i poliziotti
Ansa

Meno di due mesi fa il Tribunale di Bari lo aveva definito «non pericoloso», lasciandolo in libertà di fronte a un provvedimento della questura di Crotone che ne aveva disposto il trasferimento nel Cpr di Bari Palese.

Si è rivelato talmente innocuo da tornare nella città calabrese, dopo un lungo tour carcerario, prendere a sprangate e danneggiare una decina di auto in sosta, aggredire i passanti e scagliarsi contro i poliziotti. La scena è stata ripresa dagli smartphone di alcuni residenti che hanno allertato le forze dell’ordine. Ma alla vista degli agenti Sunday K., nigeriano di 31 anni, ha tentato la fuga, prima scagliando la spranga verso una delle volanti e poi aggredendo cinque agenti che per bloccarlo hanno riportato una prognosi di 30 giorni. Il nigeriano è stato arrestato con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Era sbarcato a Trapani nel 2017, per poi essere trasferito al Cara di Crotone dove aveva fatto richiesta di asilo.

L’istanza era stata respinta e così aveva iniziato a spostarsi da irregolare, mettendo a segno diversi reati, anche dietro le sbarre, tra episodi di resistenza a pubblico ufficiale, violazioni di domicilio e persino uso dello smartphone in carcere. L’ultima condanna l’aveva finita di scontare a luglio, quando era uscito da Poggioreale a Napoli. Era così tornato a Crotone, dove il questore aveva emesso il provvedimento di trattenimento per pericolosità sociale «in virtù delle numerose condanne e dei precedenti di polizia», rilevando anche il concreto pericolo di fuga. Ma il giudice Enzo Davide Ruffo ha deciso di non convalidare il provvedimento con questa motivazione: «Risalendo l’ultimo episodio criminoso al 26 settembre 2025 per un reato per il quale il trattenuto ha, peraltro, integralmente scontato la pena, non vi sono concreti e circostanziati elementi dai quali desumere l’attuale ed effettiva pericolosità del trattenuto».

Invece, una volta tornato libero, il nigeriano ha ricominciato dal punto preciso in cui era stato fermato. Ma non è un caso isolato. Ieri, nelle Marche, in provincia di Fermo, come denunciato dal Sap, il sindacato autonomo di polizia, una Volante è stata accerchiata da diverse persone durante un controllo nei confronti di un cittadino straniero. Solo l’arrivo di un’altra Volante ha riportato la calma. Ma poco dopo, durante un secondo intervento nei confronti di un altro cittadino straniero, il copione si è ripetuto con modalità ancora più violente: gli agenti sono stati circondati e spintonati e la Volante è stata danneggiata.

Come se non bastasse, i familiari dell’uomo sottoposto a controllo hanno cercato di sottrarlo con violenza all’attività dei poliziotti. Un contesto definito «allarmante» dai sindacati di polizia, di fronte al quale si continuano a registrare prese di posizione che sembrano andare nella direzione opposta rispetto alla tutela di chi ogni giorno mette a rischio la propria incolumità per la sicurezza collettiva. Basti pensare alla proposta di legge presentata alla Camera con primo firmatario il leader di Avs Nicola Fratoianni per la schedatura degli agenti, l’abolizione del taser, un uso limitato del manganello e il divieto di utilizzo di parastinchi e giubbotti anti-taglio durante i servizi di ordine pubblico, che ha già suscitato la dura reazione di alcuni sindacati di categoria: «Siamo basiti», commenta il segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani, aggiungendo: «Ricordo a Fratoianni che i poliziotti e le poliziotte non sono ascari al servizio di poteri non democratici che utilizzano milizie irregolari. La nostra istituzione e i suoi operatori sono al servizio della Repubblica e hanno offerto, com’è noto e con generosità un pesante tributo di vite spezzate per la tenuta della nostra democrazia».

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