La proposta americana all’Ucraina. «Dateci terre rare in cambio di aiuti»
Keith Kellogg, inviato speciale statunitense a Kiev (Getty Images)
  • Intanto l’inviato speciale Usa, Kellogg, mette alle strette Zelensky: dopo il cessate il fuoco, Kiev dovrà necessariamente andare alle elezioni. È la stessa richiesta che, da tempo, viene della Russia.
  • Netanyahu vola a Washington e il presidente statunitense firma un ordine esecutivo per tagliare i fondi all’agenzia Onu. Intanto il vice capo di Hamas va in visita a Mosca.

Lo speciale contiene due articoli.

«I colloqui con Russia e Ucraina stanno andando molto bene». Ad affermarlo è niente meno che Donald Trump, il quale, pur non avendolo confermato, nei giorni scorso nemmeno ha voluto smentire di star parlando direttamente con Vladimir Putin. In campagna elettorale, il tycoon aveva promesso di risolvere il conflitto nel più breve tempo possibile e, per farlo, ha nominato Keith Kellogg come inviato speciale a Kiev con l’obiettivo di trovare una soluzione entro 100 giorni. Il tempo necessario, con ogni probabilità, sarà molto molto di più, ma già qualcosa inizia a muoversi. Lo stesso Kellogg, ieri, ha comunicato che, non appena si giungerà a un accordo per il cessate il fuoco, l’Ucraina dovrà andare al voto. «La maggior parte delle nazioni democratiche tengono elezioni in tempo di guerra», ha affermato. «Penso sia importante che lo facciano». «Credo che sia un bene per la democrazia», ha aggiunto: «Questa è la bellezza di una democrazia solida, hai più di una persona potenzialmente candidata». Da Kiev, invece, precisano che non è ancora arrivata una richiesta formale di indire elezioni presidenziali entro la fine dell’anno da parte della nuova amministrazione (e, in passato, le richieste del precedente inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, sono state respinte).

Il mandato di Volodymyr Zelensky sarebbe dovuto scadere a maggio del 2024, ma gli appuntamenti elettorali sono fermi da febbraio del 2022 per via delle legge marziale. E proprio su questo punto, da diverso tempo, insiste la diplomazia russa, che considera il presidente ucraino un interlocutore illegittimo. Parere esplicitato ancora una volta, ieri, dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, il quale ha affermato che «l’idea stessa di tenere elezioni in Ucraina è importante dal punto di vista della legittimazione della leadership». Legittimazione che, secondo Putin, «è necessaria dal punto di vista della fissazione giuridica di eventuali accordi in termini di risoluzione del conflitto». Al netto dell’attenzione statunitense per la democrazia, il fatto stesso che l’inviato di Trump abbia sollecitato il passaggio dalle urne può essere indicativo del tentativo, nei negoziati, di andare incontro ad alcune richieste di Mosca. Lo stesso Peskov ha dichiarato che i contatti con l’Ucraina sono «in fase di pianificazione», ma «finora non c’è niente di nuovo da dire». «Finora», ha aggiunto, «nessuno ha discusso in modo serio una possibile combinazione della composizione dei partecipanti ai colloqui. Finora si è partiti dal fatto che il presidente ucraino non ha il diritto di condurre tali negoziati. Pertanto, discutere se il decreto rimane in vigore, discutere di una possibile composizione dei partecipanti, beh, forse è andare troppo avanti».

Zelensky, ovviamente, non è molto contento. Il presidente ucraino, in un’intervista rilasciata ad Associated Press (agenzia di stampa americana), ha affermato che la Russia ha ufficialmente rafforzato la sua alleanza con l’Iran e la Corea del Nord, avvertendo che questo configurerebbe una minaccia diretta per gli Stati Uniti. «Per la prima volta in decenni la Russia ha ufficialmente mostrato le sue alleanze coinvolgendo l’Iran e la Corea del Nord», ha dichiarato. «Sì, avevano relazioni anche prima scambiandosi tecnologia e armi, ma ora Mosca li ha attivamente coinvolti nella guerra. Teheran fornisce armi, Pyongyang fornisce sia armi che truppe». Un’alleanza «concreta», questa, «contro Kiev e l’intero Occidente». Zelensky si è anche soffermato sul fatto che i soldati nordcoreani stanno acquisendo esperienza sul campo, che potrebbe in futuro essere sfruttata altrove. A ben vedere, però, è quantomeno dubbio che sottolineare la pericolosità dell’unione sempre più stretta tra i tre Paesi possa aiutare la causa ucraina. Anche perché, come noto, il vero antagonista degli Stati Uniti, oggi, è la Cina: porre fine alla guerra e tentare di riavvicinare la Russia alla sfera occidentale, o anche solo renderla meno dipendente da Pechino, potrebbe rientrare tra gli obiettivi degli Usa.

Sul conflitto è intervenuto anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il quale ha detto di aspettarsi «che gli Usa continuino il loro sostegno all’Ucraina in termine di aiuti militari» e che «richiederanno che l’Europa faccia di più nella condivisione del peso finanziario». Trump, invece, ha dichiarato di voler scambiare le terre rare dell’Ucraina con gli aiuti degli Stati Uniti. Dallo studio ovale, il tycoon ha anticipato ai giornalisti i termini dello scambio: «Stiamo cercando di trovare un accordo con l’Ucraina in base al quale loro porterebbero in garanzia le loro terre rare e altre cose in cambio di ciò che noi diamo loro».

Per quanto riguarda la situazione sul campo, secondo un’analisi dell’Afp sui dati dell’Institute for the Study of War, nel mese di gennaio l’esercito russo è avanzato di 430 chilometri quadrati in territorio ucraino e si sta dirigendo verso l’hub logistico di Pokrovsk. Oltre l’80% delle conquiste territoriale riguarda la regione del Donetsk, considerato uno dei principali obiettivi del Cremlino. Il dato complessivo segna un leggero rallentamento rispetto ai mesi precedenti (a novembre i chilometri quadrati sono stati 725, a dicembre 476), ma rimane il fatto che l’avanzata russa continua. Ieri, invece, il vicegovernatore della regione russa del Primorye (che si trova nell’estremo oriente del Paese), Sergei Efremov, è rimasto ucciso nel Kursk a causa dell’esplosione di una mina mentre tornava da una «missione di combattimento» con il battaglione Tiger. Si tratta di un’unità di volontari provenienti dal Primorye da lui comandata.

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