I fanatici delle chiusure rivogliono il lockdown che ha devastato i giovani

A questo punto diventa anche abbastanza difficile capire che cosa diamine vogliano. Loro, i terroristi del Covid, quelli che non si rassegnano alla fine del regime sanitario e ancora cianciano di casi in aumento, di pericoli mortali e disastri incombenti. Loro, gli orfani dell’angoscia, che berciano contro il governo invocando provvedimenti, interventi e azioni. Ma quali, esattamente? E a che scopo? E con quale utilità? Non lo dicono, perché non lo sanno. Semplicemente si limitano a straparlare, sono in ansia e come tutti gli individui fragili e non autonomi cercano di scaricare la tensione su altri, pretendendo che una manina dall’alto giunga a raccoglierli.
Prendiamo per esempio Michele Serra. Ieri, su Repubblica, ha dato la stura all’isteria. «Da quando è al governo la Destra Frescona, che ha fede solo nelle cose semplici e sane (la mamma, la patria, Pino Insegno) di Covid non si parla più, di vaccino men che meno», ha scritto. «Perché il Covid, si sa, era un’invenzione della Dittatura Sanitaria, un esperimento perverso del Nuovo Ordine Mondiale per terrorizzare e addomesticare i popoli, un agente subdolo dello Statalismo. I trecento morti di questa settimana che cosa hanno di diverso, rispetto ai trecento morti di un paio di anni fa? Niente, se non che muoiono, diciamo così, più privatamente. Il governo mantiene molto basso il livello di attenzione e i media, chi più chi meno, si adeguano, La campagna vaccinale è quasi silente (così non si delude l’elettorato No Vax, in larga parte di destra) e se cercate nel sito del ministero della Salute l’ultima circolare sul Covid è del 10 novembre».
E quindi? Che cosa dovrebbe fare il governo secondo il prode Serra? Imporre di nuovo le mascherine obbligatorie all’aperto, trascurando gli studi secondo cui non servono a nulla o sono addirittura dannose? Dovrebbe forse lasciare i non vaccinati giù dagli autobus e fuori dai bar? Imporre l’iniezione obbligatoria a tutti anche se perfino le ricerche ufficiali parlano di una protezione che cala dopo poche settimane? Già, che cosa dovrebbe fare Giorgia Meloni, forse fermare la morte? Ha ragione, il caro Michele: i trecento morti di oggi sono gli stessi di un paio di anni fa. E infatti anche un paio di anni le misure restrittive e i provvedimenti sanitari erano folli, e inutili. Non a caso gli italiani si contagiavano anche allora, e qualcuno moriva anche allora, per altro sempre gli stessi fragili che purtroppo muoiono oggi. Del resto le malattie possono anche uccidere, ma a sinistra se lo ricordano solo quando non tocca a loro tagliare la spesa sanitaria.
In ogni caso bisogna capirlo, il Serra. È spaventato, irritato. Si sente abbandonato dalle istituzioni sanitarie, forse non si sente in grado di regolarsi da solo, ha bisogno che qualcuno gli dica di lavarsi le mani e non starnutire in faccia alle nonnine nelle Rsa. Per questo brama «una circolare»: del resto i virus si curano con le scartoffie, lo sanno tutti. È come quando ti chiedono «una firma contro l’Aids»: tu firmi, ma il morbo rimane lì. Grazie al cielo, nel caso del Covid circolazione e mutazioni hanno reso tutto molto, molto meno drammatico.
Nonostante ciò, loro insistono: snocciolano le cifre relative ai contagi, s’atteggiano a incompresi, hanno mantenuto tutti i comportamenti dei bei tempi: l’addestramento ha avuto successo, tanto che nemmeno la plateale evidenza riesce a rischiarare le menti. Il bravo Serra, per dire, dimostra di non comprendere nemmeno ciò che legge sul suo giornale. Giusto ieri, infatti, sulla prima pagina di Repubblica compariva il seguente titolo: «Gli effetti del Covid. Forti cali in lettura e matematica». La notizia - per altro già nota a tutti - è che gli studenti stanno pagando a caro prezzo il delirio sanitario, anche ad anni di distanza. Va detto che il titolo del quotidiano progressista è fuorviante: in realtà non è stato il Covid a danneggiare i ragazzi. Sono state le misure prese dalla politica nel vano tentativo di contrastarlo a causare disastri a vari livelli. Sono state le famigerate «circolari» di cui Serra avverte la mancanza a rovinare l’esistenza a più generazioni. Tuttavia i maestrini dello sconforto fingono di non saperlo, e proseguono a frignare «perché nessuno fa niente, signora mia».
Sarebbe ora, invece, che prendessero atto della realtà: hanno insultato, maltrattato e discriminato una marea di persone per anni senza pietà e senza motivo. Lo hanno fatto per niente. O meglio: lo hanno fatto soltanto per domare la propria paura, cioè per lo stesso motivo in virtù del quale oggi ragliano sui decessi, pretendendo interventi di cui nemmeno sanno individuare la natura.
L’unico che sa ciò che vuole è probabilmente l’ex virostar prestata alla politica Andrea Crisanti. Parlando a radio GiornaleRadio dichiara: «Difficile fare previsioni, ma siamo di fronte a un’esplosione paurosa di casi che non è documentata da nessuna statistica, perché il ministero ha implementato una politica di sanità pubblica basata sulla totale assenza di dati. Senza dati non si possono prendere decisioni». Sappiamo benissimo che genere di decisioni desideri Crisanti. Pochi giorni fa lo ha detto con chiarezza: si era preso il Covid da vaccinato per l’ennesima volta, e agognava che qualcuno lo obbligasse a restare barricato in casa. Applauso per l’onestà.
Dopo tutto, ognuno ha diritto di desiderare ciò che vuole. Se questi desiderano farsi ingabbiare, noi non abbiamo obiezioni. Per via del Covid non ce n’è sicuramente bisogno, ma siamo certi che si troveranno altre ottime ragioni per rinchiuderli.






