«Proprio oggi la Consulta ci ricorda l’importanza della Costituzione. E proprio oggi Zan tifa ingerenza?»
Ansa

«Non è incostituzionale il divieto, contenuto nella legislazione vigente, di registrare “due mamme” di un figlio nato da fecondazione eterologa. La Consulta non ha quindi aperto una breccia nel concetto di famiglia. Tuttavia, lascia purtroppo aperta la porta alla discrezionalità del legislatore e alla stepchild adoption. Ma la Costituzione, nel “riconoscere” la famiglia naturale, esclude concezioni di famiglia del tutto contrarie a questa, come quella in cui ci sarebbero due “mamme». Così la nota di Pro Vita e Famiglia sulle questioni di legittimità esaminate dalla Corte Costituzionale e sollevate dal Tribunale di Venezia riguardanti la storia di due donne unite civilmente, con un bambino da registrare, acquisito all’estero.

«Considerato che ora il parlamentare Zan sta strumentalizzando le parole del Papa sulle unioni civili per velocizzare il processo per la legge contro l’omotransfobia, ricordiamo anche a lui quanto conta il rispetto della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, tra cui il diritto di espressione e di opinione. Un conto è riconoscere e tutelare la dignità di tutti, un conto è mandare in galera anche il Papa qualora dicesse che un bambino nasce da un padre e da una madre. Ma caro Zan per voi non è un’ingerenza nella politica che il Papa parli sulle unioni civili e sugli omosessuali? Come al solito le vostre parole sono vuote e inattendibili oltre che menzognere» ha concluso la nota di Pro Vita e Famiglia.

Da non perdere

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio
Famiglia e Pro Vita

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio

L’opposizione cavalca la tragedia del ragazzo di 24 anni che sarebbe stato ucciso dal padre per l’orientamento sessuale. Alessandro Zan e la galassia Lgbt danno la colpa a destra e Roberto Vannacci: «Alimentano l’omofobia». Aggravanti già presenti per le discriminazioni.

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»
Famiglia e Pro Vita

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»

Oltre 270 dottori di varie Regioni italiane hanno scritto una lettera aperta alla «Verità»: «Il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente inaccettabile. Una legge sul tema non serve. Italiani, sosteneteci firmando la nostra petizione online».