«Giustizia è fatta. E ora la politica dem, che sul Forteto non si mai è unita al coro di denunce, faccia ammenda. Solo nel 2017, il Pd fiorentino aveva previsto uno stand della cooperativa alla Festa dell’Unità quando il fondatore Rodolfo Fiesoli era stato già condannato in appello a 15 anni e 10 mesi per abusi sessuali. Scelte scellerate che gridano vendetta e che oggi richiedono un mea culpa e delle scuse» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia, dopo la conferma da parte della Cassazione della condanna del fondatore della comunità Forteto, Fiesoli, a 14 anni e 10 mesi di carcere per maltrattamenti e violenza sessuale anche su minori. «I nostri lettori più affezionati conoscono la brutta storia del Forteto, comunità di abusi e di orrori da sempre denunciata dalla nostra associazione. Pro Vita, appena nata, aveva lanciato una delle sue prime petizioni, poi presentata alle autorità competenti, per chiedere chiarezza sulla vicenda e per preservare i minori da ulteriori abusi e far tornare i bambini alle famiglie» hanno continuato Brandi e Coghe. “Quello che sconvolge è che, in attesa della sentenza definitiva, una parte della politica abbia scelto la strada del silenzio come nel caso di Bibbiano» hanno concluso Brandi e Coghe.

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