Recinzioni e nuovo patto Ue anticlandestini
La barriera di confine tra Ungheria e Serbia pattugliata dalle forze di sicurezza (Getty Images)
  • Il centrodestra unito all’Europarlamento riesce a ottenere che le misure sui migranti siano discusse in Aula e non nel trilogo. Il presidente del Ppe, Manfred Weber: «Barriere fisiche necessarie per difendere i confini». E intanto proseguono gli sbarchi.
  • Il giro di vite ai permessi passa. Ma solo dopo lo stop per accogliere i rilievi del Colle.

Lo speciale contiene due articoli.

Mentre l’assalto alle coste italiane si è riattivato sulle due direttrici, quella siciliana con 281 sbarcati e quella calabrese con 164, e da una nave Ong ne sono sbarcati altri 55 a Carrara, finalmente arriva in Europa il voto sul mandato negoziale per il pacchetto migrazione chiesto dall’Italia.

I gruppi dei Conservatori (Ecr) e di Identità e Democrazia hanno posto l’obiezione, raggiungendo il quorum di 76 eurodeputati, ai cinque mandati negoziali approvati dalla commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) sui testi della riforma del Patto di migrazione e asilo, destinati a essere discussi nel trilogo tra le istituzioni europee. Con l’obiezione presentata dai gruppi della destra e annunciata ieri mattina all’inizio della seduta, sarà quindi necessario il voto della Plenaria sui cinque testi. La votazione è prevista per oggi.

«Le nostre delegazioni voteranno a favore», hanno fatto sapere i capi delegazione del centrodestra Carlo Fidanza (FdI-Ecr), Marco Campomenosi (Lega-ID) e Fulvio Martusciello (FI-Ppe). Ma ritengono che «il testo licenziato dal Parlamento sia ancora fortemente insufficiente a rispondere alla sfida che l’immigrazione incontrollata pone di fronte all’intera Europa. Anche il superamento del Regolamento di Dublino per quanto riguarda l’Italia non dà garanzie adeguate su un effettivo cambio di rotta rispetto allo status quo».

L’avvio del negoziato con il Consiglio, però, secondo i capi delegazione, «consentirà al nostro governo di far valere con maggior forza la posizione italiana, che ha già trovato positivo riscontro nelle conclusioni del Consiglio straordinario dello scorso 9 febbraio». Si tratta delle stesse conclusioni richiamate da un emendamento alle linee guida per il bilancio Ue 2024, «la cui approvazione», ricordano i capi delegazione, «ha causato l’incredibile reazione delle sinistre che in aula hanno affossato il testo pur di non approvare la richiesta di rafforzamento della capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere».

«Muri e barriere ai confini europei? Ora affrontiamo un grande problema con l’immigrazione clandestina», ha detto il presidente del gruppo Ppe Manfred Weber, secondo il quale «anche una barriera fisica come una recinzione è necessaria per proteggere i nostri confini e nel Mediterraneo si deve potenziare la guardia di frontiera». Weber, dimostrandosi un alleato delle posizioni italiane, ha aggiunto: «C’è una grande crisi migratoria e oggi nessuno a livello europeo la sta prendendo sul serio, non sentiamo dichiarazioni forti da Parigi o da Berlino».

Intanto la situazione si fa sempre più critica. Dopo i 209 approdati la scorsa notte a Lampedusa, altre due carrette del mare con 72 passeggeri, ieri, sono state intercettate a una ventina di miglia dalle coste dalla Capitaneria di porto. Durante le operazioni di soccorso, un barchino si è capovolto e per un uomo, finito in mare, non c’è stato nulla da fare: i tentativi di rianimarlo si sono rivelati vani e la Procura ha aperto un’inchiesta. Una bimba di quattro anni, invece, è stata salvata dagli uomini della Capitaneria di porto. L’hotspot di Lampedusa è di nuovo sovraccarico.

«Nella struttura ci sono oltre 600 persone ma si attendono altri sbarchi», conferma alla Verità il segretario generale del sindacato di polizia Coisp Domenico Pianese, che aggiunge: «Le condizioni igienico sanitarie sono pietose: manca l’acqua nei bagni, la spazzatura è ovunque. E l’attività di vigilanza è affidata a pochissime squadre di agenti, appena 20 uomini in tutto, costrette a turni massacranti. Le politiche migratorie scellerate degli ultimi anni stanno mettendo in ginocchio l’intero sistema di accoglienza del nostro Paese nonché la sicurezza dei cittadini, dal momento che gli agenti vengono costantemente sottratti al controllo del territorio per dedicarsi all’accoglienza dei migranti».

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intanto, ha spiegato che sono state adottate misure straordinarie per decongestionare Lampedusa. «Evidenzio, al riguardo», ha detto Piantedosi, «che nelle scorse settimane si sono registrate presenze fino e 3.000 persone, costrette in gran parte a trascorrere le notti all’addiaccio o sul selciato, in assoluta assenza di condizioni igienico sanitarie e senza la fornitura dei kit di primo ingresso e dei pasti».

A Crotone, invece, ne sono sbarcati 164. Erano su uno yacht di lusso proveniente da Izmir (Turchia). Ha percorso la stessa rotta dello sfortunato caicco che il 26 febbraio è naufragato a poche decine di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro, causando la morte di 94 persone.

La Life Support di Emergency, invece, è approdata a Marina di Carrara con i suoi 55 passeggeri soccorsi il 15 aprile nel Mediterraneo centrale. Arrivano da Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Nigeria, Palestina, Sudan, Somalia. Al momento dello sbarco, la Ong è subito partita con la solita narrazione acchiappa buonisti, raccontando le tragiche storie di alcuni passeggeri riportati indietro dalla Guardia costiera libica. Ma il capomissione Emanuele Nannini ha anche detto «di essere testimone della vera emergenza migranti. Non per gli arrivi in Italia ma le persone che muoiono in mare, in media una ogni quattro ore». Dimentica di aggiungere che, ovviamente, a più partenze corrispondono sempre più morti in mare.

E da Alarm Phone, infatti, è arrivato un nuovo allarme: cento persone in pericolo al largo delle coste libiche. Niente Ong in zona. Il telefono del soccorso migranti è stato costretto a tentare di girare la segnalazione alla Guardia costiera libica.

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