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Chi è a favore dell'accoglienza incontrollata è contento: nel branco che ha ucciso Desirée forse c'è anche un italiano

I Carabinieri del Nucleo Investigativo e la Squadra Mobile di Napoli, nel corso di un'operazione coordinata dalla Dda, hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 71 indagati dopo le indagini su organizzazioni camorristiche dei due cartelli criminali Mazzarella e Alleanza di Secondigliano, attivi in città e in provincia.

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Vassalli voleva la separazione delle carriere
Giuliano Vassalli (Ansa)
Anche se «Repubblica» nega impunemente la sua esistenza, un’intervista di 39 anni fa al «Financial Times» rivela la visione del padre del nuovo Codice penale. Per il giurista, l’«enorme potere» delle toghe ci rende un Paese «a sovranità limitata».

Questa è la storia di quel che potrebbe sembrare quasi un tentativo di depistaggio. Il tema sono il referendum sulla riforma della separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, e soprattutto le parole pronunciate 39 anni fa sulla materia dal grande giurista Giuliano Vassalli.

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Il controllo politico sulle toghe c’è già. E rimarrebbe con la vittoria del No
Propaganda per il No al referendum Giustizia. Nel riquadro: Carmelo Rinaudo, ex presidente di sezione del Tribunale penale di Roma (Imagoeconomica)
Molte delle ostilità alla riforma riguardano il governo e non il merito della legge. Ma lasciare tutto com’è significa legittimare le correnti e la loro capacità di orientare comportamenti e carriere dei magistrati.

Nell’affrontare pacatamente il quesito referendario confesso di non comprendere quale possa essere il vero fine perseguito dai sostenitori del No, pur dubitando che una loro così accorata, veemente e, talune volte, scomposta opposizione vi sarebbe ugualmente stata nel caso in cui la proposta di riforma fosse provenuta da un governo di diverso colore politico.

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Un nuovo dipinto del maestro olandese Rembrandt, intitolato Visione di Zaccaria nel Tempio, è stato scoperto dai ricercatori del Rijksmuseum di Amsterdam. Utilizzando tecniche avanzate, già impiegate durante il restauro su larga scala della Ronda di Notte dell'artista di Leida, i ricercatori del museo sono stati in grado di autenticare l’opera, dipinta nel 1633 e proveniente da una collezione privata.

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