Gruppo Ferretti, la spuntano i cinesi
(Imagoeconomica)

La governance del gruppo Ferretti, a trazione cinese, supera il primo ostacolo giudiziario nello scontro che oppone i due principali azionisti. Il tribunale di Bologna ha respinto la richiesta di provvedimenti cautelari d’urgenza presentata da Kkcg, socio ceco che detiene il 23% del capitale.

Nel mirino c’erano alcune delibere dell’assemblea di maggio che aveva segnato la vittoria dei cinesi. Una decisione che, almeno per il momento, rafforza la posizione di Weichai, il gruppo di Pechino azionista di maggioranza della società italiana della nautica di lusso.

A festeggiare il risultato è l’amministratore delegato Stassi Anastassov, che invita i soci principali a mettere da parte le polemiche e a guardare avanti. «Ora concentriamoci sul nostro futuro», è il messaggio del ceo, che vuole chiudere la stagione delle tensioni e riportare l’attenzione sulle prospettive industriali dell’azienda. «Indipendentemente dalla nazionalità dei nostri azionisti, l’identità, il cuore e l’anima di Ferretti sono italiani», sottolinea.

Ferretti, il tribunale respinge il ricorso di Kkcg

Al centro della disputa c’è la governance del gruppo. Il gruppo ceco Kkcg, secondo azionista alle spalle di Weichai, aveva chiesto al tribunale di sospendere con effetto immediato alcune decisioni prese nell’assemblea di maggio, tra cui la nomina del consiglio di amministrazione, del presidente e del collegio sindacale. Il socio ceco aveva inoltre sollecitato un nuovo conteggio dei voti, escludendo quelli espressi da Ferretti International Holding, la società attraverso cui è detenuta la partecipazione cinese.

Il tribunale ha respinto la richiesta d’urgenza. Sul fronte della difesa, i giudici hanno ritenuto che la costituzione della Ferretti Security Division, avvenuta nel 2016, non avesse fatto scattare obblighi di notifica previsti dalla normativa italiana sul Golden Power in relazione alla partecipazione già detenuta da Ferretti International Holding. Secondo quanto riferito da Ferretti, sono state giudicate infondate anche le contestazioni sulla presunta esistenza di patti parasociali non dichiarati.

Golden Power e patti tra azionisti: la partita resta aperta

La partita, tuttavia, non è chiusa. Per entrare nel merito delle questioni sollevate da Kkcg bisognerà attendere le prime udienze previste a novembre. Resta aperto anche il fronte relativo al Golden Power e al presunto accordo non dichiarato tra azionisti, sul quale è coinvolta anche la Consob.

Kkcg punta sulla crescita e sul valore per gli azionisti

Dietro la battaglia legale c’è anche una diversa visione sul futuro di Ferretti. Kkcg conferma il proprio impegno di lungo periodo nel gruppo e ribadisce di credere nella forza dei marchi, nelle capacità industriali e nelle persone della società. «Ferretti ha registrato solidi risultati operativi e riteniamo che vi siano importanti opportunità per valorizzare ulteriormente queste basi», afferma il direttore esecutivo Kamil Zeman.

Il socio ceco indica alcune priorità: rafforzare la base industriale italiana, crescere attraverso acquisizioni, ampliare la presenza internazionale e i servizi alla clientela, migliorare la competitività operativa e aumentare il valore per gli azionisti.

Una linea che punta ad accelerare lo sviluppo del gruppo anche attraverso operazioni straordinarie e una maggiore espansione sui mercati esteri. Anastassov, dal canto suo, rivendica una strategia chiara: «La nostra ambizione è chiara: essere i migliori».

Per ora, dunque, la decisione del tribunale di Bologna dà respiro alla governance attuale e alla posizione di Weichai. Ma lo scontro tra gli azionisti resta aperto: a novembre sono attesi i prossimi passaggi giudiziari, mentre sul tavolo rimangono le questioni relative al Golden Power e ai rapporti tra soci. La tregua, almeno per il momento, è ancora lontana.

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