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Giancarlo Fancel (Imagoeconomica)

La longevità sta ridefinendo bisogni, aspettative e progetti di vita e impone di ripensare i sistemi di protezione e welfare. È stato questo il tema al centro del Longevity Day «Generali Partner del Paese 2026: Previdenza, Protezione, Futuro», organizzato ieri a Roma da Generali Italia.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sugli effetti economici e sociali dell’allungamento della vita e sulle soluzioni necessarie per accompagnare persone e famiglie lungo tutto il percorso esistenziale.

Longevità, in Italia la vita si allunga ma la salute si ferma a 58 anni

In Italia la speranza di vita raggiunge circa 84 anni, ma quella in buona salute si ferma a 58. Parallelamente, il rapporto tra la popolazione con più di 64 anni e le persone in età lavorativa è destinato a passare dal 29,4% del 2005 al 63,7% nel 2050.

Due anziani ogni tre lavoratori: il peso del welfare sulle famiglie

Tra meno di 25 anni, quindi, ci saranno circa due anziani ogni tre persone in età lavorativa. Anche la struttura delle famiglie è destinata a cambiare: le coppie con figli passeranno dai 7,5 milioni del 2025 a 5,8 milioni, con una diminuzione del 23%.

A crescere sarà anche il peso della previdenza. La spesa pensionistica in rapporto al Pil è stimata infatti in aumento dal 15,2% del 2025 al 17,1% nel 2041. Sul fronte dell’assistenza, inoltre, il carico della cura ricade già in larga parte sulle famiglie.

Pensioni, sanità e non autosufficienza: la sfida della longevità

In Italia si contano 12,3 milioni di caregiver non retribuiti, di cui 4,4 milioni conviventi con i familiari assistiti. La spesa sanitaria privata ha invece raggiunto circa 49 miliardi di euro, sostenuti per oltre l’85% direttamente dai cittadini.

In questo scenario Generali Italia punta su una pianificazione integrata dei bisogni, combinando previdenza complementare, protezione, salute e soluzioni per la non autosufficienza.

L’obiettivo è accompagnare i clienti nelle diverse fasi della vita, proteggendo il risparmio e rispondendo all’evoluzione delle necessità individuali e familiari.

Generali punta su previdenza, salute e protezione

«La longevità è una delle più grandi conquiste della nostra società e rende necessario ripensare il concetto stesso di protezione», ha dichiarato Giancarlo Fancel, country manager e ceo di Generali Italia, secondo il quale occorre integrare prevenzione, salute, assistenza e sicurezza economica, mettendo a disposizione solidità, competenze e innovazione.

Generali, ha aggiunto, vuole contribuire insieme alle istituzioni e agli attori sociali a trasformare la longevità in un’opportunità di crescita, benessere e sviluppo per il Paese.

Il gruppo ha costruito negli anni un ecosistema dedicato a previdenza, protezione, salute e assistenza che oggi raggiunge circa 11 milioni di clienti in Italia, assicurando una famiglia su tre e un’impresa su quattro.

Le masse previdenziali gestite ammontano a circa 40 miliardi di euro, inclusi 4 miliardi di asset under management nei fondi pensione nel 2025. La rete sanitaria comprende inoltre 15.000 strutture convenzionate sul territorio nazionale.

Nel comparto Long Term Care Generali detiene una quota di mercato di circa il 50%, mentre la raccolta premi è cresciuta di oltre il 60% nel 2025.

Dopo aver chiuso lo scorso anno con quasi 31 miliardi di euro di raccolta premi e oltre 170 miliardi di risparmi e investimenti gestiti per gli assicurati, Generali Country Italia ha registrato nel primo semestre 2026 una raccolta complessiva di circa 14 miliardi con masse previdenziali per circa 40 miliardi.

La componente Protection è cresciuta del 14%, mentre il business Salute ha raggiunto 1,02 miliardi di euro, segnando un aumento del 9%.

Tra le priorità indicate dal Piano strategico di gruppo figurano la protezione delle famiglie e dei loro beni, salute e welfare, lo sviluppo della consulenza e del modello omnicanale e l’impiego su scala di tecnologia.

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