Aiad e sistema Italia riammessi al comitato del fondo Difesa Ue
Grazie all’ambasciatore e alle polemiche le Pmi tornano al tavolo europeo

Buone notizie da Bruxelles. L’Aiad, la federazione delle aziende italiane per l’aerospazio e la difesa, è stata riammessa nel comitato tecnico che si occuperà dei fondi europei per la Difesa. Si parla di un budget complessivo di 7,9 miliardi di euro. La notizia della riammissione arriva, come dice il termine stesso, a distanza di tre giorni da quella dell’esclusione, riportata dalla Verità. O meglio l’unica cosa certa, lo scorso mercoledì, era che l’associazione che rappresenta le Pmi italiane non fosse presente nella lista del comitato al termine del bando di gara. Dai vertici dell’associazione La Verità ha appreso che non era stata fatta domanda perché le federazioni non avrebbero dovuto partecipare. Invece le equivalenti dell’Aiad francese e tedesca si erano piazzate. A quel punto la stessa associazione guidata da Guido Crosetto ha chiesto l’intervento del nostro ambasciatore presso Bruxelles, Pietro Benassi, per chiedere il posto spettante all’Italia. A quanto risulta alla Verità, nella missiva di lamentela si faceva espressamente menzione al termine esclusione.

Quale sia stato veramente il motivo della non presenza non sembra più essere un problema. Ieri l’impasse è stato superato. L’attivismo di Crosetto che, come lui stesso ha comunicato, ha coinvolto anche Paolo Gentiloni e le spettanti forze del governo, è riuscito a colpire nel segno. E a riportare il sistema Italia dentro a un comitato che avrebbe corso il rischio di pendere verso Francia e Germania. Per carità, c’erano già anche i colossi come Leonardo, Fincantieri, Iveco e Avio, a dire la loro. Ma è fondamentale avere le medie aziende a questi tavoli. Essere presenti come associazione significa spalmare il più possibile la tecnologia lungo la penisola. Siamo felici della celere svolta e adesso tocca non solo a Crosetto ma anche a tutta la politica monitorare che gli equilibri europei e le proporzioni tra Stati vengano sempre tenuti vivi e rispettati.

L’aver pubblicato la notizia mercoledì non solo è parte del lavoro di un giornalista, ma anche il modo per tenere alta l’attenzione della politica. Spiace essere accusati di godere di probabili esclusioni da tavoli Ue. È proprio il contrario. Il sistema Italia va sostenuto sempre e in ogni caso. In particolare il settore della Difesa contribuisce all’apporto di tecnologia avanzata e contribuisce con importanti ritorni sul Pil. Invece è troppo spesso sottovalutato o ignorato dai media nazionali e da intere fette di partiti. Per non dire di quei movimenti che invece lo boicottano apertamente. Bene che Crosetto sia stato sostenuto nell’intento. Ora prosegua. Come sempre la corsa inizia quando si arriva a Bruxelles. D’altronde ci sono numerosi progetti congiunti che accompagneranno il Continente nei prossimi dieci anni e ci sono le sfide di lunghissimo termine. Il mondo militare va verso l’intelligenza artificiale e l’Iot. Campi dove la Cina ha vantaggi di diversi anni e la possibilità di dirottare enormi risorse pubbliche. A differenza dei budget stringati dell’area euro.

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