Utero in affitto, Strasburgo: «Riconoscere madre adottiva». Coghe e Brandi: «Per l'Italia è violenza e tale rimarrà»

«Riconoscere la madre intenzionale come 'madre legale' nei certificati di nascita di altri Paesi è un'entrata a gamba tesa, l'ennesima, della Corte di Strasburgo e questa volta su richiesta della Corte di Cassazione francese. Inutile dire che ci batteremo per impedire la sua assimilazione giuridica seppure non vincolante. Se gli Stati potranno utilizzare la procedura dell'adozione significa che Strasburgo giustificherà d'ora in poi la violenza contro le donne e la commercializzazione di bambini e incentiverà molte coppie a continuare a sfruttare all'estero gli uteri di povere donne. È inaccettabile» dichiarano Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso mondiale delle famiglie e di Pro Vita e Famiglia. «Da poco in Italia» - hanno aggiunto i due - «è passata una mozione che definisce questa orribile pratica "una forma di violenza» impegnando il Paese a compiere il necessario sul piano nazionale e internazionale per fermare questa nuova e vergognosa forma di schiavitù spacciata per amore. È questa la storia ed è questo il futuro del nostro Paese. L'Europa dei tecnocrati non cambierà il concetto di dignità guadagnato nei secoli in difesa dei deboli e degli sfruttati e non si può accettare di far nascere intenzionalmente orfani di madri biologiche nuovi bambini».

Ansa
Per i pm di Brescia, Vincenzo Armanna pagò 50.000 dollari al poliziotto nigeriano per confermare le accuse in aula. In realtà non si è mai capito chi fosse Isaak Eke: durante le udienze, assunse addirittura un altro nome.
Beppe Grillo (Ansa)
La visita all'ambasciata contemporaneamente al G7 è una provocazione: anche se l'obiettivo fosse screditare Luigi Di Maio, resta il sospetto che la Cina voglia condizionare l'Italia attraverso il partito di maggioranza relativa.
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