«Riconoscere la madre intenzionale come ‘madre legale’ nei certificati di nascita di altri Paesi è un’entrata a gamba tesa, l’ennesima, della Corte di Strasburgo e questa volta su richiesta della Corte di Cassazione francese. Inutile dire che ci batteremo per impedire la sua assimilazione giuridica seppure non vincolante. Se gli Stati potranno utilizzare la procedura dell’adozione significa che Strasburgo giustificherà d’ora in poi la violenza contro le donne e la commercializzazione di bambini e incentiverà molte coppie a continuare a sfruttare all’estero gli uteri di povere donne. È inaccettabile» dichiarano Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso mondiale delle famiglie e di Pro Vita e Famiglia. «Da poco in Italia» – hanno aggiunto i due – «è passata una mozione che definisce questa orribile pratica “una forma di violenza» impegnando il Paese a compiere il necessario sul piano nazionale e internazionale per fermare questa nuova e vergognosa forma di schiavitù spacciata per amore. È questa la storia ed è questo il futuro del nostro Paese. L’Europa dei tecnocrati non cambierà il concetto di dignità guadagnato nei secoli in difesa dei deboli e degli sfruttati e non si può accettare di far nascere intenzionalmente orfani di madri biologiche nuovi bambini».

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