Un commissario per sopravvivere. È la richiesta che serpeggia tra i costruttori a Milano per sostituire la commissione paesaggio che con i conflitti d’interesse dei suoi componenti è il fulcro del coinvolgimento dell’assessore all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi, nell’inchiesta in cui i pm chiedono gli arresti domiciliari suoi, dell’immobiliarista Manfredi Catella e di altre quattro persone. Da novembre la commissione non ha dato più un parere sui molti progetti presentati senza dimenticare che a maggio tutti i componenti si dimisero per le iniziali vicende giudiziarie e tutte le istanze di autorizzazione e di compatibilità paesaggistica furono dirottate presso la Città Metropolitana di Milano. Poi i nuovi commissari furono nominati secondo le nuove regole decise ovviamente da Palazzo Marino. E fu proprio l’assessore Tancredi in un convegno di Assimpredil Ance sul tema casa a lanciare l’allarme: nel 2024 potrebbero arrivare meno oneri di urbanizzazione per 100 milioni rispetto a quelli previsti. Il caos sull’urbanistica «pesa» sulle casse milanesi visto che gli oneri di urbanizzazione che il Comune incassa dai progetti che partono sono una voce importante per previsioni e rendiconti: nel 2023 l’introito record è stato di 220 milioni. Fondi con cui si finanziano opere pubbliche e servizi. Ma non solo. L’allarme dei costruttori al di là dei numeri è chiaro: cantieri aperti ci sono ma sono relativi ai progetti del 2022. In sostanza fino alle Olimpiadi Milano-Cortina si lavorerà, ma se la commissione non ricomincia con le valutazioni, nel 2026 l’edilizia si paralizzerà e terminerà la spinta propulsiva data dall’Expo di 10 anni fa al capoluogo lombardo.
Ma se l’ipotesi di un commissario che sappia anche interloquire con la Procura potrà avere un positivo impatto economico e sociale secondo i costruttori, certo segnerà un nuovo fallimento per la giunta guidata dal sindaco Beppe Sala che, secondo la ricostruzione della Procura, su «spinta dell’assessore Tancredi, a dicembre 2024 aveva riconfermato la nomina dell’architetto Giuseppe Marinoni nella commissione paesaggio per il quadriennio 2025/2028», quel Marinoni che, sempre secondo la procura, «perseguiva l’obiettivo di un piano di governo del territorio (Pgt) ombra».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >