spin time occupato
Gli occupanti dello Spin Time Labs accampati davanti allo stabile sotto sequestro (Ansa)

Due vicende, tra Roma e Firenze, riaccendono lo scontro politico sul Partito democratico: il caso Spin Time, con il progetto del Comune di acquistare lo stabile occupato, e lo scandalo Montedomini sugli affitti brevi.

Il caso Spin Time e il piano di Gualtieri

Orfani di Cannes – nessun film italiano è stato invitato al Festival, quest’anno – hanno trasformato via Santa Croce in Gerusalemme a Roma in una croisette de noantri. Titolo del sequel «Il Cardinal bolletta due, è sempre Time de Spin». Non manca nessuno di quelli che campano sulle spalle del tax credit del munifico ministro Alessandro Giuli che, però, s’è beccato una dura contestazione degli sfollati di Pozzuoli.

Quelli del palazzone romano occupato abusivamente da 13 anni sono, invece, coccolati dallo star system di sinistra. Stanno accampati in 400 davanti allo Spin time affumicato da un incendio nella notte tra il 29 e il 30 luglio e aspettano che il Comune di Roma come ha promesso Roberto Gualtieri compri loro casa. A dar conforto sono sfilati: Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio, Mario Martone, Matteo Garrone, Ferzan Ozpetek, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Francesca Comencini e Leonardo Di Costanzo. È arrivato in soccorso pure Roberto Saviano: «Qualunque cosa voglia fare il governo ci troverà fermi e resistenti. Questa esperienza non si può spegnere», ha detto. Gli «spinnati» aspettavano notizie dal vertice tecnico convocato ieri nel tardo pomeriggio in prefettura – a Roma, «Robé fa caldo» – a cui hanno partecipato il sindaco, Roberto Gualtieri, Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative e il direttore generale di Roma Capitale, Albino Ruberti.

Il fatto è che fra tutta questa gente manca chi deve dire se vende o meno l’immobile che per il contribuente italiano è un pozzo senza fondo. Sembra una delle privatizzazioni alla Romano Prodi. Da gennaio ogni santo mese il ministero dell’Interno versa 207.000 euro al fondo InvestiRe Sgr che è detenuto da un colosso dell’immobiliare – la banca Finnag: gestisce un patrimonio di 7 miliardi – e detiene l’immobile dal 2004, quando il governo Berlusconi decise una maxi-cartolarizzazione del patrimonio pubblico. Fu venduto per una decina di milioni: era la sede dell’Inpdap poi venne riaffittato dallo Stato fino al 2013 quando i 21.000 metri quadrati furono occupati e riadattati in appartamenti abusivi.

Questa specie di canone è dovuto perché il tribunale di Roma ha condannato a 21 milioni di euro di danni (più 180.000 euro per lo sfumato contratto di affitto tra InvestiRe e Illiad a causa dell’occupazione) il Viminale per il mancato sgombero dello Spin time ordinato dal gip il 31 marzo 2020. Ministro dell’Interno era Luciana Lamorgese, capo del governo M5s-Pd Giuseppe Conte e si sa quanto sia costato agli italiani quando si parla di edilizia. Emblematica la dichiarazione di Nicola Fratoianni, coinquilino di Angelo Bonelli al vertice di Avs, che afferma: «È una situazione triste e preoccupante di un bene comune, serve una politica dell’abitare che eviti tutto questo». Da chi ha candidato al parlamento europeo Ilaria Salis, occupatrice seriale di case, è impossibile aspettarsi altro, ma lo Spin time non è un bene comune. È un immobile immenso regolarmente acquistato dagli attuali proprietari che intenderebbero farci un hotel di lusso visto che sta a due passi da Roma Termini, ma che da 13 anni non possono disporne perché gli occupanti non sono mai stati cacciati. Anzi, li hanno stracoccolati.

Quanto costa l’occupazione di Spin Time

Si ricorderà quando l’11 maggio 2019 il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di papa Francesco, staccò i sigilli che bloccavano i contatori per ridare la corrente e l’acqua calda ai 400 occupanti morosi. Ieri sera Sabina Guzzanti, grazie alla corrente del Papa, ha inaugurato la sala cinema per dare un po’ di sollievo agli abusivi già trasformati da residenti (?) in resistenti della rive gauche caviar del Tevere. Ora il sindaco Roberto Gualtieri vuole comprare lo stabile (dopo l’incendio è sotto sequestro) per riassegnarlo agli occupanti. Deve trovare più o meno 40 milioni, ma non è nuovo a simili imprese. In via Bibulo ha speso 20 milioni per un altro palazzo concesso agli occupanti e tratta anche l’immobile – occupato – in via del Porto Fluviale.

A incoraggiarlo è il segretario del Pd, Elly Schlein: «Una soluzione va trovata, anche perché lo Spin time è un’esperienza preziosa che non si deve disperdere». Non si tiene l’onorevole Fabio Rampelli di FdI che ribatte: «La processione laica e sacerdotale di parlamentari dell’estrema sinistra e di preti allo Spin time solleva quesiti sul rispetto della legge da parte di questi ferventi difensori della legalità, ma solo quella che gli fa comodo. Vista la mobilitazione generale consiglieri a tutti costoro di passare ai fatti: versare alla Ragioneria comunale 21 milioni a cui si aggiungono le bollette mai onorate».

Ci sono altre 16.500 famiglie che aspettano una casa popolare, ci sono a Roma 7.000 appartamenti occupati. Ma quelli dello Spin time sono meno abusivi degli altri. Per loro sono arrivate le autobotti dell’Acea per le docce, hanno allestito la tendopoli e solo ieri – dice orgogliosamente l’assessora alle Politiche sociali, Barbara Funari – sono stati distribuiti 2.000 pasti. Chi paga? Ma il contribuente. Come per tutti gli immobili occupati: solo a Roma ci costano 72 milioni all’anno.

sara funaro firenze
Il sindaco di Firenze Sara Funaro (Imagoeconomica)

Il caso Montedomini e gli affitti brevi a Firenze

«Non togliamo ai poveri per dare ai ricchi». Ha provato a buttarla sulla retorica progressista, Maurizio Frittelli, il presidente del cda della Montedomini, nella attesissima audizione in commissione controllo del Consiglio comunale di Firenze.

Attesissima perché convocata dopo le polemiche delle ultime settimane sulla società vigilata da Palazzo Vecchio che dovrebbe occuparsi di anziani e disabili e invece si dà agli affitti turistici mentre il sindaco dem, Sara Funaro, ha trasformato il capoluogo fiorentino nell’avamposto rosso della lotta alle locazioni brevi dei privati.

Frittelli, rimasto sulla scia delle dichiarazioni del primo cittadino, ha provato a spiegare minimizzando i fatti («C’è un unico caso che presenta profili di irregolarità»), buttandola sul leguleio («C’è un incarico ai legali per verificare quanto successo») e minacciando («Chiederemo il risarcimento dei danni per le offese»). Zero, invece, le risposte alle vere domande che solleva questa storia.

Per esempio. Funaro e Frittelli avrebbero dovuto spiegare com’è possibile che il Comune non sapesse nulla delle attività di una società della quale nomina 4 consiglieri su 5. Oppure indagare sulla palese incongruenza tra quanto ha incassato Montedomini dalle società alle quali ha «affidato» gli immobili e i guadagni dei conduttori. «Per alcuni appartamenti in centro», spiega alla Verità Angela Sirello, capogruppo fdi a Palazzo Vecchio, «è stato richiesto un canone complessivo mensile di 2.600 euro a fronte di una rendita media giornaliera di 600 euro con una formula che prevedeva mensilità sospese o scontate (fino a 49.000) a titolo di compartecipazione alle spese di ristrutturazione. È il caso una struttura di tre appartamenti in pieno centro in via dell’Albero».

.Non essendo arrivate queste risposte, è normale che il caso da locale si sia trasformato in nazionale.
C’è stata l’intervista dell’onorevole Giovanni Donzelli alla Verità che ha richiamato il sindaco alle proprie responsabilità e poi sono arrivate le durissime parole del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi: «La vicenda Montedomini è sconcertante e lascia l’amaro in bocca. La sindaca Funaro fa campagna contro B&b e affitti brevi ma poi si scopre che un’azienda pubblica di servizi alla persona del Comune di Firenze, nata cinque secoli fa con finalità sociale, destina parte del proprio patrimonio immobiliare ad affitti turistici commerciali a scopo di lucro. Non ci si crede. Quanto prima riferirò in Senato, rispondendo alle interrogazioni di denuncia su questa vergogna».

E il dibattito continuerà in Parlamento con le interrogazioni. «I fatti emersi sulla gestione del patrimonio dell’Asp Firenze Montedomini», spiega il senatore fiorentino Paolo Marcheschi, «non sono semplici incidenti di percorso, ma il sintomo di una deviazione strutturale dalle finalità sociali dell’ente. L’esempio dell’immobile di Via Guelfa 81 – bene appartenuto all’antico Orfanotrofio del Bigallo e vincolato per statuto e per legge al patrimonio indisponibile – ne è la dimostrazione palese. La legge regionale è chiara: se l’ente locale o l’Asp omettono di adottare gli atti dovuti per il ripristino della legalità, è possibile attivare i poteri sostitutivi e anche prevedere la nomina di un commissario ad acta».

Gli incarichi e i legami con il Pd

Commissario o non commissario, il punto è politico. E richiama una pluriennale continuità del sistema di potere del centrosinistra su Montedomini e sugli enti collegati che coinvolge l’europarlamentare ed ex sindaco Dario Nardella, l’attuale sindaco Sara Funaro e il presidente di Montedomini, Maurizio Frittelli.

«L’avvocato Maurizio Frittelli», spiega il senatore Marcheschi alla Verità, «è presidente dell’associazione Punto su Firenze, realtà politicamente legata dall’ex sindaco Dario Nardella, del quale Frittelli è stato anche mandatario elettorale alle comunali del 2019. Ma è soprattutto la successione delle designazioni pubbliche a rendere evidente una continuità politica che attraversa le amministrazioni Nardella e Funaro».

«Nel 2021, durante il mandato di Nardella, Frittelli fu designato dal Comune di Firenze quale componente del Comitato di indirizzo della Fondazione Cr Firenze. Nel novembre 2024, con decreto firmato dalla Funaro, è stato nominato componente del cda di Montedomini, venendo successivamente eletto presidente. Infine, il 26 giugno 2025, la sindaca lo ha nuovamente designato nel comitato di indirizzo della Fondazione Cr Firenze».

E non è finita. «A questi incarichi si aggiunge la lunga presidenza della Fondazione orchestra regionale Toscana, ricoperta da Frittelli dopo il precedente ruolo di commissario straordinario. Un incarico cessato nel marzo 2026, quando, a seguito della decadenza del cda, la Regione ha nominato un commissario straordinario. La domanda è: perché, quando cambiano i sindaci, continuano a ricorrere sempre gli stessi nomi?».

Insomma, visti i legami e gli intrecci di potere viene ancora più difficile credere che il Comune non fosse a conoscenza delle attività di Airbnb che svolge la Montedomini. E fino a quando non sarà data una risposta a queste domande, difficilmente le polemiche avranno fine.

Da non perdere

Piano Pd per spaccare il centrodestra
Sinistra a pezzi

Piano Pd per spaccare il centrodestra

Per 30 anni i progressisti si sono eletti il capo dello Stato da soli, però visto che il campo largo forse non avrà voti per farcela, ecco che Franceschini chiede scelte condivise. Un messaggio a quella parte di maggioranza più insofferente, dagli azzurri a pezzi di Lega.

Cgil contro Salis: usa i rider per farsi gli spot
Sinistra a pezzi

Cgil contro Salis: usa i rider per farsi gli spot

Genova «delibera» per non far lavorare i corrieri nelle ore più calde. Ma è solo un invito, che non obbliga le piattaforme di delivery. Insorgono le sigle sindacali e attaccano il Comune, accusandolo di fare solo propaganda e non mettere in atto misure concrete.