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Giovanni Donzelli (Imagoeconomica)

Adesso anche il Pd chiede chiarezza sul caso Montedomini: gli immobili della società pubblica dei servizi agli anziani e ai disabili adibiti ad –Airbnb nel cuore di Firenze che mettono alla berlina le politiche del sindaco Funaro contro gli affitti brevi. Documenti alla mano si è scoperto che, mentre il primo cittadino democratico vietava (un unicum in Italia) nuove locazioni turistiche ai privati anche in periferia, c’era una sua vigilata che continuava a svolgere quell’attività nel centro della città.

Incoerenza allo stato puro, di fronte alla quale le opposizioni (anche una buona parte della sinistra) hanno invocato l’istituzione di una commissione d’inchiesta e la Procura ha iniziato a indagare. L’onorevole Giovanni Donzelli, oltre a essere vicepresidente del Copasir e responsabile nazionale dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia, ha nella Toscana e in Firenze il suo naturale bacino politico ed elettorale. Ed è sorpreso fino a un certo punto.

Onorevole, possibile che dal sindaco non sia ancora arrivata una spiegazione?

«Non mi meraviglia. Siamo di fronte a una delle tipiche ipocrisie della sinistra, che da un lato impone paletti severissimi alla possibilità dei privati di mettere a reddito l’immobile di proprietà, acquistato magari con i risparmi di una vita, e dall’altro fa l’esatto contrario con “i suoi” di beni pur di portare a casa un guadagno».

Lei è d’accordo con questa lotta senza quartiere della Funaro alle locazioni turistiche?

«Io penso che una regolamentazione, soprattutto nelle zone centrali della città, sia doverosa, ma comunque esistono già delle leggi a livello nazionale – pensi all’obbligo del Codice identificativo (Cin) – che danno delle garanzie maggiori rispetto al passato. Con la sinistra come al solito si va oltre, si passa all’ideologia che, puntualmente, viene contraddetta dalle azioni concrete».

Torniamo a Montedomini, perché la Funaro non chiarisce?

«Immagino che non sappia cosa dire. Ma i casi sono due: o lei non si è resa conto di quello che stava facendo una società pubblica della quale peraltro è stata vicepresidente per anni, e in questo caso sarebbe incapace; oppure sapeva e non ha fatto nulla, e quindi è colpevole. In entrambi i casi è inadatta a governare».

Dovrebbe dimettersi?

«Guardi, per me e per l’opposizione dovrebbe dimettersi a prescindere, per le sue politiche e per tutto ciò che non ha fatto per Firenze. Detto questo, il caso Montedomini è particolarmente grave».

Perché?

«Perché, oltre al ruolo che la Funaro ha svolto in passato nella società che ha il compito di assistere anziani e disabili, va ricordato che il Comune nomina tre componenti del consiglio di amministrazione della Montedomini, più uno che è designato dalla città metropolitana, quindi dallo stesso primo cittadino».

Insomma, i suoi consiglieri non l’hanno avvertita?

«Il cda è composto da cinque membri, l’altro è espressione dell’Arcidiocesi: indovini un po’ il Pd su chi sta gettando le colpe dello scandalo?».

Sui vertici dell’Arcidiocesi.

«Esatto».

Solito scaricabarile.

«Solito scaricabarile della sinistra, ma non si può continuare a far finta di nulla, perché qui c’è anche un tema enorme di uso e gestione del denaro pubblico. Quanto rendono gli immobili dati in locazione turistica? I canoni sono di mercato o si poteva ricavare di più? Chi sono i conduttori? E poi mi lasci fare un breve salto all’indietro. Perché qui bisogna anche evidenziare i motivi per i quali i fiorentini scappano dal centro della città e mettono in affitto i loro immobili».

Cioè?

«Beh, anni e anni di politiche di centrosinistra. Per non andare troppo indietro con il calendario, va ricordato che dal 1999 a Firenze si sono succeduti solo sindaci di quell’area, da Domenici per passare a Renzi, Nardella e alla Funaro.

In questi 25 anni e passa, il centro storico è diventato più insicuro e meno vivibile – basti pensare alle politiche di pedonalizzazione di Renzi, non accompagnate da un’adeguata copertura di servizi – mentre il turismo da culturale si è trasformato nel format ideale per i patiti di Instagram: il tempo di una foto da postare e poi si va via. Insomma, le condizioni per gli affitti brevi le ha create la sinistra, che ora li vieta ma continua a farli quando gli conviene. Un paradosso che si perpetua».

Intanto, però, anche la sinistra sta incalzando su Montedomini. In Comune la commissione per indagare è stata chiesta dal centrodestra in compagnia di Italia Viva, Firenze democratica, M5s e Sinistra progetto comune.

«Certo, del resto il caso è talmente clamoroso che non potevano farne a meno. Ma vedrà che i rivoluzionari sulla carta, quando arriverà il momento della verità e si tratterà di mettere il sindaco con le spalle al muro, faranno un passo indietro. È sempre così con la sinistra: alla fine sull’ideologia di facciata prevale la logica della poltrona».

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