Milano fuori controllo, via il capo dei ghisa
Marco Ciacci, comandante della polizia locale di Milano dal 2017 (Imagoeconomica)
  • A Milano il sindaco Beppe Sala certifica il suo fallimento sul fronte sicurezza e dà il benservito al comandante della polizia locale Marco Ciacci, già «commissariato» con l’arrivo in città di Franco Gabrielli. Da tempo gli agenti contestano turni e condizioni di lavoro precarie.
  • In Puglia l’azienda fondata dal papà del governatore Michele Emiliano arrederà l’area ristoro e la biblioteca della sede regionale.

Lo speciale contiene due articoli

Beppe Sala certifica il fallimento della sua amministrazione nel garantire la sicurezza dei cittadini di Milano. Marco Ciacci, comandante della polizia locale dal 2017 e confermato due anni fa, lascerà l’incarico prima della fine dell’anno. A dargli il benservito è stato proprio il sindaco. L’esito era quasi scontato, dopo l’arrivo lo scorso anno dell’ex capo della polizia Franco Gabrielli, nominato come delegato di Sala per la sicurezza e la coesione sociale. Di fatto l’arrivo di Gabrielli (sarà lui a indicare il sostituto) era già stato una sorta di commissariamento, tanto che a gennaio fu l’ex capo della polizia a snocciolare i dati sui reati. Spiegò che nell’arco di più di dieci anni gli omicidi erano calati ma erano aumentati i borseggi (+25%) e soprattutto le rapine in strada (+50%). Numeri che dovevano smentire il rischio sicurezza in città, ma che suonarono come campanello d’allarme soprattutto per i vigili urbani.

Ciacci quindi se ne va. Lasciandosi dietro non poche polemiche e soprattutto macerie nella gestione di un corpo di polizia che prima del suo arrivo aveva funzionato perfettamente. I sindacati (Sulpl, Uilfpl e Usb) da almeno un anno sono sul piede di guerra. Lo stato di agitazione è perenne. Vengono indetti scioperi ormai ogni due mesi con relativo blocco degli straordinari. E la partecipazione è talvolta superiore al 50%. Tutto ruota intorno ai coefficienti di uscita dai turni serali e notturni. Oggi i ghisa che sommano un’età anagrafica e un’anzianità di servizio pari a quota 60 smettono di fare le notti; e lo stesso discorso vale per le sere, con l’asticella che si alza a 70. Un meccanismo che per il Comune ha eccessivamente ridotto il numero di agenti che possono svolgere quel tipo di turni, con conseguente diminuzione delle pattuglie in servizio. Da qui la decisione di scardinare in parte quel meccanismo e di introdurre un criterio solo anagrafico per gli iscritti post 2017. Sarebbe bastato un piccolo accordo, ma non c’è stato verso. Così la sera le pattuglie che circolano sono sempre di meno. Si tratta di un passo indietro evidente, dal momento che nel 2015 la vecchia gestione di Antonio Barbato era arrivata a disporre di oltre 300 unità di polizia locale dedicate, senza soluzione di continuità. Certo, ci furono frizioni e discussioni sindacali anche all’epoca, in particolare sugli straordinari, ma poi una soluzione fu trovata. Da un anno invece né il sindaco né il comandante Ciacci sono riusciti a tamponare la situazione. In questo modo però la città resta scoperta, soprattutto di notte.

Che l’insediamento di Ciacci non sarebbe stato così gradito in piazza Beccaria, sede della locale, lo si era capito subito. La giunta si trovò costretta ad aspettare il via libera del ministero degli Interni utilizzando una norma per motivate esigenze organizzative, 
D’altra parte, la nomina stessa nel 2017 non passò inosservata. Per far spazio all’ex responsabile (dal 2003 al 2017) della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, infatti, fu allontanato l’ex comandante Antonio Barbato che era finito in un’inchiesta della Dda dove non fu mai indagato. In pratica, Barbato finì in un procedimento della Procura per far posto a chi aveva lavorato per 14 anni con la stessa Procura. Caso vuole che, proprio in quegli anni, sotto indagine della stessa magistratura milanese ci fosse lo stesso Sala, accusato di turbativa d’asta sul maxiappalto per la Piastra dei Servizi di Expo. Alla fine, anche l’indagine sul primo cittadino fu archiviata e Ciacci si ritrovò subito a dover affrontare una vicenda spinosa legata all’ex pm Ilda Boccassini. Il 3 ottobre del 2018 Alice, figlia della storica toga milanese, travolse e uccise un pedone. La donna patteggiò nove mesi, e si vide la patente ritirata per due anni. Dopo un esposto a Brescia e relativa indagine per presunti favoreggiamenti, Ciacci fu assolto dalle accuse di abuso d’ufficio. Eppure, quella vicenda si trascinò per anni lasciando un lungo strascico di polemiche. Dopo la denuncia della sua presenza sull’incidente della Boccassini, infatti, la polizia locale di Milano, capitanata dallo stesso Ciacci, indagò Barbato per frode nelle forniture dopo aver ricevuto una lettera anonima. A questo si aggiunge che lo stesso Barbato (che fu demansionato dopo aver retto il corpo durante la stagione del terrorismo islamico) è stato denunciato penalmente e civilmente da Sala e Ciacci per le sue dichiarazioni contro l’assunzione dell’ex numero uno della polizia giudiziaria di Milano.

Ma a lato degli incroci tra palazzo Marino e la procura, bisogna segnalare anche le criticità che molti agenti hanno dovuto affrontare in questi anni. Lo scorso novembre, dopo l’ennesima inondazione per le forti piogge, il nostro giornale pubblicò la foto di due vigili costretti a usare sacchi della spazzatura come stivali per farsi largo nell’acqua alta. Al comando di piazza Beccaria sono rimasti per mesi senza bagni con i lavori bloccati. Del resto si dice che negli ultimi mesi Ciacci si sia fatto vedere poco, più impegnato in palestra che sulle strade. Quando Milano nel luglio del 2023 fu spazzata via da una tempesta (caddero più di 5.000 alberi) il comandante era al concerto di Bruce Springsteen.


Da non perdere

Sala lascia i milanesi senza piscine
Sinistra a pezzi

Sala lascia i milanesi senza piscine

Anche se la milanese si fa fritta, anche alla griglia non è male. Parola di Beppe Sala, che a Palazzo Marino ha i condizionatori al massimo, ma impone negli edifici pubblici fino a 26 gradi e come Ursula von der…

A Roma i bus elettrici si scaricano col caldo
Sinistra a pezzi

A Roma i bus elettrici si scaricano col caldo

La giunta Gualtieri fa flop sui pullman «green» da 250 milioni (di fondi Pnrr): con l’aria condizionata accesa l’autonomia reale si dimezza rispetto ai 300 chilometri previsti. Qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, è la prova che l’ecologismo è ideologia.