Landini pubblica la foto insieme a Lula ma «fa sparire» Susanna Camusso
Maurizio Landini (Ansa)

Compagni che «eliminano» altri compagni perché la scena vogliono tenersela tutta per sé. C’è poco da fare, puoi cambiare il nome, modificare il simbolo, rinnovare la classe dirigente, ma poi stringi stringi è la radice stalinista che viene fuori e porta a situazioni imbarazzanti come quella che stiamo per raccontare. In apparenza è un particolare, ma un particolare che dice tanto.

Il contesto è l’attualità politica: la notizia che campeggia su tutti i giornali e i tg e che sta mandando in brodo di giuggiole la sinistra. In Brasile Lula ha battuto Bolsonaro junior. Il sindacalista che recupera al fotofinish e dà una scoppola al sovranista appoggiato dal perfido Trump. Per il Pd una boccata d’ossigeno, per la Cgil e Landini l’apoteosi.

Visto? Le nostre politiche sono vincenti, la rinascita parte dal lavoro (che lui ha dimenticato) e dalle sofferenze della classe operaia (che da questa Cgil si sente poco o nulla rappresentata). Come faccio a dimostrare al mondo intero la mia vicinanza al popolo verdeoro? Semplice, deve aver pensato il segretario (con il suo staff): pesco nell’archivio la più classica della photo opportunity e la pubblico sui social.

Detto, fatto. Scava, scava e i Nostri risalgono fino ai primi mesi del 2019. Landini si è appena insediato sulla poltrona più importante del sindacato rosso al posto di Susanna Camusso. E la Cgil riceve la visita dell’icona progressista sudamericana che il compagno Maurizio non aveva mai incontrato prima di allora. I due vengono ritratti mentre si stringono calorosamente la mano. Landini sorride soddisfatto, Lula sembra quasi costretto. Ma sono particolari.

La foto di Landini con Lula (e l’omissione della Camusso)

Lunedì 26, la sconfitta di Bolsonaro diventa ufficiale e la Cgil può finalmente lasciarsi andare e pubblica l’immagine d’antan con tanto di messaggio di accompagnamento: «La vittoria di Lula è la vittoria della democrazia, del lavoro e della speranza», spiega ai suo Landini, «Come Cgil abbiamo condiviso con Lula e con la Cut, il sindacato brasiliano, una lunga storia di relazioni, lotte comuni e solidarietà internazionale».

Quindi l’appiglio con l’Italia, l’Europa e il mondo intero che che non poteva mancare: «Oggi il voto consegna un messaggio che va oltre i confini del Brasile: le disuguaglianze non sono un destino, il lavoro deve tornare al centro delle scelte politiche, le istituzioni democratiche vanno difese e rafforzate, la tutela dell’ambiente può procedere insieme alla giustizia sociale. È un messaggio di fiducia e di speranza di cui il mondo intero ha bisogno».

Samba. Peccato che in quegli stessi momenti Salvatore Marra, il responsabile esteri del sindacato, stia postando un’altra foto a occhio nudo identica nei personaggi principali, ma con l’aggiunta di Susanna Camusso (all’epoca, a sua volta, figura di riferimento esteri e delle donne per il sindacato). Immagine corredata da un commento più secco ma equivalente a quello di Landini: «Viva la democrazia. E viva la Cut Brasil Intenacionmal, viva il sindacato», si lascia andare il buon Marra, «che si impegna e vince ancora una volta contro la destra neofascista che odia la democrazia».

Le ipotesi sull’omissione dell’ex leader della Cgil

Sulle fantasie relative al sindacato che «vince ancora una volta» ci sarebbe da aprire un capitolo, ma il punto è secondario. Interessa invece capire perché quasi contemporaneamente, la Cgil e il suo responsabile esteri pubblichino due foto a occhio nudo simili ma con la Camusso (e un’altra figura femminile) in un caso, e senza la Camusso (e l’altra figura femminile) nell’altro.

Ritocco? Fotomontaggio? Non arriviamo a sostenere tanto, anzi a dir il vero non vogliamo e possiamo crederci. Equivarrebbe a dire che siamo tornati ai tempi di Stalin, nell’Unione Sovietica che considerava una pratica comune modificare le fotografie ufficiali per rimuovere dirigenti ed ex alleati purgati o giustiziati. Proprio no.

Preferiamo pensare che ci siano stati diversi scatti consecutivi con i protagonisti principali che restavano fermi immobili, mentre le seconde file per non rovinare il ricordo storico sgattaiolavano via.

E quindi che tra gli scatti, Landini e il suo staff abbiano preferito scegliere quello nel quale la compagna Susanna Camusso (i rapporti tra i due sono stati ondivaghi e spesso complicati) non c’era, anzi, si era allontanata per non rovinare la scena. Mica per antipatia o per misoginia, ci mancherebbe altro. Semplicemente perché un leader maximo parla con un altro leader maximo faccia a faccia senza bisogno di intermediazioni. Altrimenti che razza di leader maximo è.

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