Schlein e la congiura dei finti umili
Il segretario del PD Elly Schlein (Ansa)

Nelle celebri Lettere al figlio, Philip Dormer Stanhope (Lord Chesterfield) smaschera l’intento che spesso si nasconde dietro l’atteggiamento umile e dimesso: «La modestia è l’esca più efficace per procacciarsi una lode». Una definizione che calza a più di un protagonista del campo largo, oggi onnipresente sui media italiani.

Esibirsi di continuo potrebbe essere considerata l’arte di chi, non avendo scopi più importanti nella vita, decide di mostrarsi in pubblico in maniera totale. Alcuni lo fanno per mestiere, altri, più «bonariamente», tentano di ingannare il prossimo che incontrano, altri ancora solo per riuscire, come in un puzzle, a mettere insieme i pezzi di una personalità variegata. Difficile classificare i casi di oggi, ma il loro comportamento merita la nostra attenzione.

Silvia Salis, il tour politico dietro la presentazione del libro

Partiamo da Silvia Salis, sindaco di Genova. È uscito da poco in libreria il suo libro È già domani, titolo non privo di significato. La presentazione in giro per l’Italia si è trasformata in una sorta di tour politico ed elettorale senza dichiararlo. Con un raffinato lavoro di comunicazione e di immagine, a ogni quotidiano è stato inviato un capitolo calibrato sui suoi lettori, con il duplice obiettivo di vendere il prodotto ma soprattutto di segnalare la sua presenza politica sui diversi temi.

Le ambizioni di Salis e il futuro del centrosinistra

Tutta questa attività per raggiungere quale scopo? Più volte tirata in ballo su questioni politiche nazionali e sul suo futuro, Salis ha sempre glissato e risposto «umilmente» di non condividere lo strumento delle primarie perché risulterebbero laceranti per la coalizione di centrosinistra. La proposta di Elly Schlein di farsi federatrice del campo riformista? Non ne sa nulla. Ribadisce a ogni occasione di essere in questo momento sindaco di Genova e sulle domande più scomode riguardanti il suo futuro si rifugia costantemente nel condizionale. Mostra un volto umile, ma l’ambizione che lascia intravedere è difficile da collocare nel tempo: troppo grande per il presente, che la costringerebbe a scegliere, troppo impaziente per il futuro che la costringerebbe ad aspettare. Non sapendo cosa fare tiene aperte tutte e due le porte, in attesa che accada qualcosa. Intanto si allena, tra una presentazione e l’altra, a «vendersi» come persona disinteressata.

Bersani e il ruolo di possibile federatore del campo largo

L’altro personaggio è Pier Luigi Bersani, quotidianamente presente sui network televisivi. Ormai a suo agio nel ruolo di commentatore politico libero. Un ruolo che sembra gradire molto e che gli è certamente utile anche a sponsorizzare i suoi libri. Di recente Rosy Bindi, in un’intervista, lo ha indicato apertamente come federatore del cosiddetto campo largo. Lui, continuamente interrogato dai giornalisti nei talk show, ripete di voler solo «dare una mano alla sinistra» e, quando si spinge oltre, afferma che la ruota deve girare per far entrare in campo nuove generazioni. Ma non ha mai dichiarato apertamente di aver già dato e di non essere disponibile per incarichi di rilievo. Anche lui mostra la faccia umile di chi vuole solo aiutare la coalizione. Eppure, chi lo conosce abbastanza bene afferma che non solo queste lodi non gli dispiacciono affatto e, se arrivasse la chiamata, non la disdegnerebbe, magari con un occhio alla partita del Quirinale, se il centrosinistra dovesse vincere le elezioni politiche.

L’humblebragging, la modestia usata per mettersi in mostra

Ovviamente la lista dei nomi potrebbe allungarsi e non fermarsi solo a questi due esempi. La psicologia e sociologia oggi studiano il fenomeno, soprattutto riferito ai social network, dove ha preso il nome di humblebragging: l’esibizione di sé mascherata da modestia e umiltà. Si potrebbe dire che queste modalità sono sempre state presenti nella vita reale e ancor più nella politica. Vero. Ma è indubbio che queste finte umiltà sono ormai troppo noiose da ascoltare e dicono qualcosa di chi le pratica: persone che non fanno della chiarezza il loro segno distintivo. E per chi aspira a giocare importanti partite politiche nazionali non è certamente un bel messaggio.

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