Allargare! Allargare! Allargare! Da quando, ormai tre anni e mezzo fa, Elly Schlein ha raggiunto lo scranno più alto del Pd, il suo mantra non è mai cambiato. Per battere le destre e mandare a casa la Meloni non c’è altra strada: il campo largo, che nel frattempo è diventato un’area politica quasi mitologica, deve ricomprendere tutto e tutti.
Tra Conte e Renzi c’è un’idiosincrasia a pelle, un’avversione che prescinde dalla politica e va sul personale? Poco importa, una soluzione la si trova. Lo stesso Avvocato del popolo ha spiegato perché da premier aveva bocciato la patrimoniale in quanto controproducente, mentre gli alleati di Avs ne fanno una colonna portante del loro programma elettorale? Tranquilli, poi sistemiamo.
I riformisti del Pd sono per continuare a svenarsi per l’Ucraina senza se e senza ma, mentre i 5 stelle considerano gli aiuti a Kiev e le sanzioni a Mosca la radice di tutti i problemi degli italiani? Fa niente, prima o poi arriverà la pace.
E così a furia di invocare, senza trovarli, i compromessi, la furia «allargatrice» democratica è arrivata a ricomprendere persino Hamas. Sì, proprio così, da ieri nel famoso campo largo della sinistra entra di diritto anche l’organizzazione terroristica responsabile, tra i tanti attentati, anche dell’attacco del 7 ottobre 2023, che ha fatto nuovamente deflagrare lo scontro tra Israele e Palestina.
Acerbo difende il diritto di inneggiare a Hamas e scoppia la polemica
Non è un’illazione e neanche una supposizione, ma un fatto. Messo nero su bianco dal segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, che sui social chiede retoricamente: «Quindi? È vietato inneggiare a Hamas?», rispondendo a un utente che parlava diYoussef Siher, indicato dagli inquirenti come fondatore del Movimento 17 ottobre, definendolo fiancheggiatore di Hamas.
Che c’azzecca Rifondazione comunista con il campo largo? C’entra eccome, visto che solo poco ore prima la Schlein aveva deciso di «prestare» con diritto di riscatto una delle punte di diamante della campagna acquisti elettorale dem ai rifondaroli: il microbiologo star della pandemia, Andrea Crisanti.
Motivo? Aiutare Acerbo & C. a superare lo «scoglio delle firme» della nuova legge elettorale. Prima, i partiti senza rappresentanza parlamentare che volevano presentare una lista alle politiche dovevano raccogliere 1.500 sottoscrizioni per collegio, ora ne servono 6.000.
Così è arrivato l’aiutino della Schlein a spostare il campo largo che più a sinistra non si può, fino a ricomprendere la banda Acerbo. Il problema è che prendi un Acerbo (anche se per la Schlein non dovrebbe essere una gran sorpresa) e ti ritrovi nel tuo terreno di gioco pure i terroristi di Hamas. Scatenando ovviamente una battaglia politica che parte dal centrodestra e coinvolge gli stessi democratici.
Con Filippo Sensi che, commentando amareggiato la frase di Acerbo (che inutilmente poi ha provato a metterci una pezza: «Siamo contro Hamas e contro Netanyahu»), riassume nel modo più emblematico le posizioni dei riformisti dem: «Gli abbiamo pure prestato un senatore (Crisanti, appunto ndr) a questo fenomeno».
Crisanti prestato a Rifondazione, la risposta sulla «Hamas rinnovata»
Si dirà, va bene, parla Rifondazione mica il Pd ed è a questo punto che Crisanti entra di nuovo in campo per fare quello che gli riesce meglio: la star.
Stuzzicato dal Foglio, infatti, il divulgatore scientifico precisa: «Dovremmo batterci affinché i palestinesi possano avere elezioni libere e decidere da chi farsi rappresentare». «Quindi? Anche da Hamas?», incalza il giornalista.
E lui: «È una questione dei palestinesi scegliere i propri rappresentanti. Se fosse Hamas, se lo hanno deciso loro, ben venga. Ma penso a una Hamas rinnovata, quella di oggi la considero un’organizzazione terroristica». Come se per far cambiare Hamas bastasse un vaccino. Vabbè.
Conte, Fratoianni e Bonelli chiamati a chiarire la loro posizione
Evidente che la questione è destinata a esplodere non solo all’interno del Partito democratico, ma anche tra gli altri partiti del campo largo. Sarebbe interessante sapere la posizione di Conte e anche quella di Fratoianni e Bonelli, che seppur pro palestinesi a oltranza ad abbracciare i terroristi non ci sono mai arrivati.
Il caso Berruto e il corteo di Askatasuna: imbarazzo tra i dem
Del resto, che il mood in casa dem sia questo lo si capisce anche da un’altra polemica che ha imbarazzato e non poco quel che resta dei moderati del Partito democratico: il caso Mauro Berruto. Il parlamentare, già allenatore della nazionale di pallavolo e amministratore delegato della Scuola Holden, che ha sfilato in un corteo organizzato da Askatasuna.
«Sono qui perché condivido le ragioni delle manifestazioni delle ultime settimane e, per il mio ruolo istituzionale, per capire cosa succede», ha spiegato l’ex coach, bronzo olimpico con gli azzurri alle Olimpiadi di Londra 2012. «C’è una deriva autoritaria che alimenta la volontà di manifestare […]. Bisogna trovare un punto di uscita da questa faccenda, che certamente non è militarizzare le città».
Hamas nel campo largo, Schlein deve cambiare sport
Sarà pure per la pace e per la non militarizzazione del centro Berruto, ma se la risposta elaborata dal Pd arriva ad abbracciare i tagliagole di Hamas, non può far altro che chiamare un time out e invitare la Schlein a cambiare sport.
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