Vincenzo De Luca, lo «sceriffo» dem sindaco di Salerno, ha dichiarato che i giovani rivoltosi andrebbero manganellati. All’interno di una sinistra italiana che nei giorni scorsi ha faticato a condannare in modo deciso e senza fronzoli le proteste violente verificatesi in Italia, soprattutto a Milano con le vetrine del centro città prese d’assalto dai giovani teppisti, si erge una voce solitaria a prendere una posizione forte: i delinquenti in piazza vanno puniti severamente.
Ad avere questa opinione non è un pericoloso estremista di destra, bensì lo sceriffo di sinistra iscritto al Partito democratico, ex presidente della regione Campania e vecchio membro del Pci.
De Luca: «Occorre la repressione, punto»
Toccando il tema delle proteste violente, De Luca, infatti, ha dichiarato sui social durante il suo rituale monologo della settimana: «Occorre la repressione, punto. Bisogna agire in maniera dura e immediata». Per il sindaco non ci sono dubbi: lo Stato deve rispondere con una manganellata per ogni vetrina rotta nelle nostre città durante i cortei, con quella che lo stesso ha definito «una bella lezione, così non dimentichi».
«Una manganellata fra capo e collo ha un grande effetto pedagogico»
Questa è per De Luca la risposta che la polizia dovrebbe dare ai violenti, come quelli che si sono resi protagonisti durante le proteste di Milano, proprio nella settimana in cui sono state organizzate nuove manifestazioni dai contorni oscuri. «Quando hai delinquenti che vanno ad aggredire i poliziotti si risponde con la repressione. Poi se qualcuno ha intenzione di andare a spaccare vetrine, le forze dell’ordine usino senza preoccupazione gli strumenti difensivi che hanno in dotazione senza preoccuparsi. Perché una manganellata fra capo e collo ha un grande effetto pedagogico», continua De Luca. Parole che sul tema lo avvicinano certamente più al governo in carica che all’opposizione, ma che allo stesso tempo sono molto coerenti con il suo operato da sindaco.
Tornato a ricoprire questa carica, ha lavorato per istituire una squadra speciale di pronto intervento. Questa è stata chiamata «il Nos» ed è composta da agenti di polizia municipale sotto il suo diretto comando da sindaco.
La proposta di ridurre l’età punibile
Inoltre, il sindaco-sceriffo ha inoltrato una proposta per ridurre l’età punibile. Sul tema ha dichiarato che «se consideriamo che un ragazzo a 15-16 anni è in grado di distinguere tra il bene e il male, può essere punito per quello che fa. Se viene individuato, identificato, preso con le mani nel sacco uno di 12 anni, i genitori pagano un’ammenda di 10-20.000 euro», considerando dunque anche i minori responsabili delle proprie azioni.
Le proteste violente e la posizione della sinistra
Condannare atti di violenza dovrebbe essere prerogativa di ogni cittadino e a maggior ragione di ogni esponente politico, al di là del partito di appartenenza e della propria ideologia.
Di fronte alle immagini che mostrano le città del nostro Paese prese in ostaggio da dei delinquenti, vedere una parte politica in evidente difficoltà nel distanziarsi totalmente da questi episodi, dissociandosi certamente dalla violenza però sempre con un «condanno, ma…», è tragico. Per fortuna anche a sinistra c’è qualcuno che continua a usare la ragione e non ha paura di alzare la propria voce da solista, nonostante in circostanze come queste sarebbe opportuno e sacrosanto poter parlare di un coro unanime.
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