Caro Andrea Crisanti, caro senatore Pd, virostar e sedicente bolscevico, le scrivo questa cartolina per farle i complimenti per la sua nuova impresa scientifica: l’adesione a Rifondazione comunista. Del resto lei ha sempre avuto l’attrazione per ciò che è microscopico: dalle zanzare alle zecche, si sa, il passo è breve.
Per fortuna il suo è solo un prestito: giusto il tempo che serve ai rifondaroli per presentarsi alle prossime elezioni senza dover raccogliere le firme necessarie. Però colpisce: ha passato una vita a combattere contro certi metodi. Chi l’avrebbe detto che sarebbe diventato lei stesso un tampone rapido?
In una intervista al Foglio ha dichiarato che questo è un «dovere democratico», anzi: «resistenza». In effetti: stamattina mi sono svegliato, e ho trovato la legge elettorale, o bella ciao. Nella stessa intervista ha colto anche l’occasione per definirsi «bolscevico» e per ricordare la sua giovinezza in Potere Operaio.
Non ce n’era bisogno: nessuno aveva dubbi sui suoi sentimenti comunisti da quando lei ha comprato una villa palladiana del Seicento, 10.000 metri quadrati, opere d’arte e dépendance, oliveti, piscine e granai, per il modico prezzo di 1 milione e mezzo di euro. Tipica residenza da comunista, si capisce. I famosi comunisti col Tiepolo alla parete. Lotta dura, lusso senza paura.
Romano, 72 anni, già professore di microbiologia a Padova, prima all’Imperial College di Londra, grande esperto di zanzare, lei è diventato senatore del Pd nel 2022 sfruttando la notorietà avuta nei talk show durante il Covid, alle spalle di migliaia di morti.
Fu lì che si si guadagnò il soprannome di Crisant-Emo. Memorabili, in quel periodo, le sue dichiarazioni. «A gennaio non mi vaccinerei», disse nel novembre 2020.
E infatti il 2 gennaio 2021 fu tra i primi a vaccinarsi. «Però sui bambini aspetterei un po’», dichiarò nel novembre 2021. «Bisogna vaccinare subito i bambini», si corresse meno di un mese dopo.
Che cosa le ha fatto cambiare idea? «Senza i bambini non si raggiunge l’immunità di gregge», sentenziò.
Ma siamo sicuri che si raggiunga l’immunità di gregge? «No, quella è una fake news di Stato». Che ci volete fare? Lei è fatto così: poche idee, molto confuse.
A conti fatti il suo contributo migliore, durante la pandemia, fu l’indimenticabile canzoncina Sì Sì vax con Pregliasco e Bassetti, quella che sulle note di Jingle Bells diceva «mangia il panettone, vai farti l’iniezione».
Fu stonato come una campana, si capisce. Eppure sempre meglio come cantante che come scienziato.
Nemmeno come politico, per altro, è riuscito a far di meglio. «All’inizio ero disorientato, poi mi sono messo a studiare», ha confessato. Che cosa abbia studiato non è dato sapere. Però deve aver capito bene come funziona il suk elettorale, io do un deputato a te se tu dai un senatore a me.
Infatti in un amen ha cambiato gruppo e la cosa deve averle fatto perdere ancor di più la trebisonda. Dai vaccini alle visioni, è stato un attimo. «Alla stazione di Milano ci sono i carri armati», ha detto infatti nell’intervista al Foglio. E come no? Alla stazione di Milano ci sono i carri armati e gli asini che volano. Persino gli asini che volano in Rifondazione comunista.
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