• Lieve risalita a febbraio nello Stivale. Al contrario, in Europa il trend si è invertito. Proprio dopo la frenata delle vaccinazioni.
  • Uno studio danese mostra la correlazione tra danni collaterali e alcuni lotti del farmaco.

Lo speciale contiene due articoli.

Un doppio rimbalzo: uno – quello europeo – positivo; l’altro – quello italiano, negativo. Sono i nuovi dati sull’extra mortalità nel Vecchio continente, diffusi ieri da Eurostat. Che consentono di tirare un primo, si spera definitivo, sospiro di sollievo: a febbraio 2023, per la prima volta in tre anni, non è stato registrato un eccesso di morti. La pandemia e i suoi strascichi sono davvero finiti?

La buona notizia, quindi, è che l’indicatore utilizzato dall’istituto di statistica è sceso al di sotto del valore di riferimento, che coincide con il numero medio dei decessi nello stesso periodo del 2016-2019. Due mesi fa, l’Unione è arrivata a -2%. Un anno prima, era stato rilevato un macabro +8%; nel 2021, un +6%. A raffreddare l’entusiasmo, tuttavia, c’è la consapevolezza che il miglioramento lieve arriva solo al termine di un periodo nero: nell’ultimo trimestre dello scorso anno, infatti, la mortalità si è mantenuta a livelli molto sostenuti, dal +12% di ottobre, al +9% di novembre, fino all’inquietante picco di dicembre, con il +19%, il valore più alto dell’intero 2022. A gennaio 2023, era iniziato il trend calante, con un +3%, preludio al risultato di febbraio. Mese nel quale due terzi dei Paesi Ue non hanno registrato morti in eccesso. Adesso, non rimane da sperare che la tendenza si consolidi.

Tuttavia, in Italia abbiamo poco da festeggiare: il tasso di decessi, a febbraio, ha fatto registrare un sia pur modesto +0,8%, che giunge dopo il marcato e incoraggiante calo (-4,7%) di gennaio.

Lo Stivale, come noto, viene fuori da annate particolarmente difficili. Nel 2022 ci sono state 67.879 dipartite di troppo. Nel 2021, 63.415. Anomalie ben superiori alle fluttuazioni del periodo 2015-2019, quando la deviazione massima era arrivata ai 12.960 decessi. Per di più, considerando come annus horribilis per eccellenza il 2020, quando il Covid ha picchiato più duro, salta all’occhio che, dopo la diminuzione della mortalità nel 2021, c’è stato un nuovo incremento nel 2022, sebbene non ai livelli del primo anno di pandemia. Una stranezza che la stessa Istat ha provato ad attribuire al cambiamento climatico, con un’inferenza che è eufemistico definire debole.

Come avevano notato gli autori del report dell’associazione Umanità e ragione, in effetti, sia nel 2021 sia nel 2022, le morti si sono mantenute in «lineare e progressivo aumento». Il che porterebbe a escludere l’influsso di «fenomeni stagionali, quali l’influenza, il freddo o il caldo».

Non nascondiamoci dietro a un dito. Sul banco degli imputati per i numeri tremendi del complicato triennio che ci stiamo lasciando alle spalle, ci sono le restrizioni e i vaccini. Le prime possono aver agito indirettamente: piuttosto inefficaci nel limitare la diffusione del contagio, hanno invece contribuito a far saltare screening e cure per malattie serie, da quelle cardiovascolari a quelle oncologiche. Il che spiegherebbe il boom di trapassi nei mesi successivi a quelli più caldi dell’emergenza. Sarebbero gli effetti collaterali dei lockdown, dei quali nel Regno Unito, tanto per citare un Paese, si discute da almeno la scorsa estate.

Quanto alle iniezioni, i sospetti ricadono sulle reazioni avverse, specialmente miocarditi, pericarditi e trombosi, associate ai vaccini. Per onestà, va sottolineato che è impossibile stabilire con certezza una correlazione, sia pure in presenza di indizi. Tra essi, i dati inglesi di cui vi abbiamo dato conto ieri, dai quali si evince che, per uno strano caso, nei vaccinati (specie dopo la prima dose), aumentavano i decessi per cause diverse dal Covid. Coincidenza non significativa? Una colpa imputabile all’uso di Astrazeneca, da subito dimostratosi un preparato più problematico? Fatto sta che, dopo la pubblicazione del cruscotto di Eurostat, i maliziosi troveranno altro pane per i loro denti. È vero, difatti, che l’andamento delle morti era rimasto al di sopra della media fino alla fine dell’anno scorso. Ma è altrettanto vero che i segnali positivi del 2023 arrivano in un periodo in cui, di vaccinazioni, non si sente più parlare. Il grosso delle seconde e terze dosi è stato somministrato fino alla primavera 2021; poi, è stata la volta della campagna, decisamente meno efficace, per le quarte. Ma ormai, a porgere il braccio, praticamente non vanno nemmeno più i fragili.

Lo ribadiamo: non è lecito trarre alcuna conclusione affrettata sia dai riscontri allarmanti del periodo appena trascorso, sia dall’auspicabile miglioramento in atto. Solo, continuiamo a chiedere chiarezza. Ad esempio, in Italia, la commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid dovrebbe riuscire a ottenere dati scorporati sui decessi Covid e non Covid come quelli prodotti dall’Istat inglese. Se è andato tutto bene, come recitava uno slogan pandemico invecchiato malissimo, non c’è nulla da nascondere. Giusto?

Da non perdere

Salute

Un teenager su quattro ha provato droghe

La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, presentata ieri mattina in una conferenza stampa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, racconta uno spaccato complesso, che va ben oltre quello dell’uso…

M5s pretende che Arcuri possa mentire sul covid
Salute

M5s pretende che Arcuri possa mentire sul covid

I pentastellati chiedono che l’ex plenipotenziario di Conte durante il Covid venga audito in commissione «senza alcun vincolo di testimonianza veritiera». Non bastavano lo scudo erariale e i controlli anticorruzione aggirati: arriva pure la licenza di dire bugie.

Conte punto sul vivo vuole querelare tutti
Salute

Conte punto sul vivo vuole querelare tutti

Tirato in ballo da quanto emerge in commissione Covid, Giuseppi ora minaccia. Il capogruppo di Fdi al Senato, Malan, tira dritto: «Muro di silenzio sulle maxi commesse ai suoi ex colleghi». Montaruli rincara: «Si faccia audire». Ma le opposizioni: «Lisei lasci».