Il governo si arrende al blitz sulla pillola. Prorogati fino a ottobre i vertici dell’Aifa
Oraziuo Schillaci (Ansa)
Il cdm, visti i ritardi nell’attuazione della riforma dell’ente, anziché reagire al colpo basso prolunga il Comitato prezzi che l’ha rivendicato.

Ma come? Non s’era detto, dalle illuminate parti della stampa più progressista, che l’ottenebrato governo di destra avrebbe ostacolato l’Aifa sulla pillola anticoncezionale gratis? Invece, eccoci qua. Il Consiglio dei ministri proroga fino a ottobre i membri della Commissione consultiva tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso. Ovvero i due organismi dell’Agenzia italiana del farmaco che hanno deciso, mentre erano agli sgoccioli, di approvare la pillola di stato. Guadagnandosi conseguenti accuse di blitz ideologico e ire delle associazioni pro vita. Poco male. Il governo decide ora che i risoluti membri possono andare avanti altri sei mesi. A dispetto degli interventi fiscali contro il tracollo demografico, annunciati dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: «Niente tasse per chi fa figli». E a qualche giorno dagli Stati generali della natalità di Roma, a cui parteciperanno papa Francesco e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Per carità: la pillola anticoncezionale non detronizza gli intenti governativi. Però la concomitanza degli eventi lascia perplessi. Mentre si chiede agli italiani di far più figli, si allunga l’incarico di chi ha deciso, in zona Cesarini, di rendere il contraccettivo rimborsabile per tutte le donne. Costo: 140 milioni di euro l’anno, a carico del Servizio sanitario nazionale. Ricapitoliamo, allora: nella Giornata nazionale per la salute della donna, celebrata lo scorso 22 aprile, il Comitato prezzi e rimborso dell’Aifa decide di rendere gratuito il trattamento. Lo annuncia la sua presidente, Giovanna Scroccaro. Alla scadenza del suo mandato, appunto. E poco prima della riforma dell’Aifa, attesa entro l’estate prossima: invece bene che vada, dopo quel prolungamento deciso dal Consiglio dei ministri, sarà rinviata di una decina di mesi. Eppure, sembrava una delle impellenze governative. Tanto che, a inizio dello scorso gennaio, era stato silurato il direttore generale, Nicola Magrini, considerato un fedelissimo dell’ex ministro della Salute, Roberto Speranza.

Insomma, i vertici della solerte commissione rimarranno al loro posto fino al prossimo ottobre. Nonostante l’approvazione della pillola anticoncezionale gratuita in extremis: una decisione che già associazioni cattoliche e partiti di maggioranza non hanno preso benissimo. Per Massimo Gandolfini, del Family day, la pillola «va nella direzione opposta rispetto al problema della denatalità». Maria Rachele Ruiu, di Pro vita & famiglia, aggiunge: «Non c’è nulla di più pericoloso per la salute delle donne che banalizzare temi che impattano sulla loro pelle». E la priorità del governo rimane incentivare le nuove nascite, più che il loro controllo. Difatti, i giornaloni denunciano il supposto l’oscurantismo della maggioranza, pronta a ribaltare il verdetto dell’agenzia.

Del resto, anche Scroccaro ha rivendicato l’urgenza dell’intervento, poco prima della sua scadenza e della riforma dell’Aifa: «Il tema era da mesi all’attenzione dell’agenzia, ma sono stati necessari tempi tecnici per arrivare a una valutazione completa. È una decisione importante, che consentirà a un maggior numero di donne di accedere alla contraccezione orale, fino adesso considerata troppo costosa da molte di loro, che non potevano permettersela». Secondo l’Aifa, l’Italia è al quattordicesimo posto in Europa, dietro Germania, Francia, Olanda e Portogallo: il metodo, informa, sarebbe usato da meno del 20% delle donne in età fertile. «Le pillole contraccettive saranno disponibili in farmacia gratuitamente prima dell’autunno» annuncia Scroccaro. Insomma, la presidente del comitato farebbe in tempo a vigilare sull’epocale novità. Anche se, ricorda, «l’operazione deve superare il vaglio del cda di Aifa, presieduto dal professor Giorgio Palù».

I pareri positivi non vincolano comunque il Consiglio di amministrazione dell’agenzia, che potrebbe deliberare diversamente e bloccare tutto. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, qualche giorno fa ha risposto a una maliziosa interrogazione presentata dalla deputata Luana Zanella, capogruppo alla Camera di Verdi e Sinistra italiana. Ovvero, colei che aveva già polemizzato contro quegli «esponenti della destra» che si erano «spinti a sostenere che l’iniziativa contrasta con la crescita della natalità». E nel question time Zanella chiede se l’esecutivo ha individuato le risorse per sostenere il costo della pillola gratis. Ciriani le risponde: dovrà essere proprio l’Aifa a verificare che non concorra a sfondare «la spesa a carico del Fondo sanitario nazionale, stimata in 140 milioni di euro». La battagliera deputata di ultrasinistra, dunque, polemicamente conclude: «Il governo se ne lava le mani. Non vuole assumersi responsabilità»

Quindi? Si vedrà. Sarà l’agenzia a decidere, sia nel merito che sui soldoni. Già, ma quella proroga della proroga, decisa due giorni fa in consiglio dei ministri? Magari si rivelerà una scelta diabolica. Al momento, però, resta incomprensibile.

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