Gli umarell della fiala avanzata aspettano la puntura «a chi passa»
In tv il generale Francesco Paolo Figliolo ha invitato a non sprecare dosi. E c’è chi l’ha preso alla lettera

Gli umarell hanno cambiato luoghi di avvistamento: non si aggirano più, con le mani dietro alla schiena, davanti ai cantieri, facendo domande o criticando il lavoro, ma stanno con la mascherina d’ordinanza, davanti ai centri vaccinali dopo aver sentito quella frase: «Vaccinare chi passa».

In effetti non sono solo umarell, cioè pensionati con la schiena piegata, ma sono un gran numero di milanesi che hanno preso alla lettera quanto ha detto domenica scorsa il generale Francesco Paolo Figliuolo, il nuovo commissario straordinario all’emergenza Covid 19 e quindi responsabile del piano vaccinale.

Durante l’intervista televisiva a Che tempo che fa, su Rai3, infatti, oltre a dire che i vaccini andranno fatti a tutti e ovunque senza perdere tempo e dosi a chiarito: «Ci vuole buonsenso. Se ci sono classi prioritarie che possono utilizzarlo, bene. Se no si va sulle classi vicine. Altrimenti chiunque passa va vaccinato». Detto fatto, intorno alle 17.30, da lunedì, decine di persone si riversano fuori dai centri vaccinali con la speranza di essere vaccinati. Proprio come ha raccontato una ragazza fuori dal centro vaccinale Besta-Istituto Neurologico di Milano. «Il generale Figliuolo ha detto di “vaccinare chi passa” e io sono passata».

La giovane ha poi spiegato che lei si era già vaccinata il giorno precedente e che però era lì davanti al centro vaccinale per richiedere informazioni per la nonna di 86 anni, ancora in attesa di vaccino, e della madre. Sulla stessa lunghezza d’onda un’altra donna: «Piuttosto che sprecare le dosi io aspetto qui, ovviamente senza togliere niente a nessuno. Non faccio parte delle categorie a rischio, ma ho sentito le parole del generale in tv. Allora sono venuta qui, sperando di poter fare il vaccino».

«In tanti vengono a chiedere informazioni» ha spiegato un sanitario del centro, «forse se non avessimo nessun avente diritto, piuttosto che sprecare le dosi, vaccineremmo davvero il primo che passa».

Nessuna confusione, nessuna voglia di fare i furbetti da parte di chi, con la mascherina e rigorosamente in fila, aspetta l’ipotetica dose avanzata. In effetti, dicono gli operatori dell’hub vaccinale, «nessuna confusione tra le persone, semplicemente c’è la volontà, da parte dei cittadini, di capire meglio se si può effettivamente fare il vaccino nel caso non arrivino gli aventi diritto. Ed effettivamente, se non fosse a disposizione al momento nessun avente diritto, forse vaccineremmo anche i passanti per non sprecare alcuna dose».

Comunque l’ordinanza di Figliuolo non cancella le priorità previste per evitare lo spreco di vaccini ovvero che le dosi residue a fine giornata possano finire gettate via. Nel testo con le modalità per il loro impiego si dispone che le dosi giornaliere di vaccino eventualmente residue, qualora non conservabili, «siano eccezionalmente somministrate, per ottimizzare l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal Piano nazionale e successive raccomandazioni».

Un po’ come fa il Lazio, che ha mutuato da Israele il sistema delle «panchine»: la Regione ha in media un 1 per cento di avanzo quotidiano che viene distribuito alle «riserve» da chiamare all’occorrenza tra coloro che ne hanno diritto e che sono prenotate per i giorni successivi.

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