Adesso Zaia fa la gara con Speranza. Il Veneto si veste di giallo in anticipo
Obbligo di mascherine all’aperto, tampone ogni 4 giorni ai medici e Rsa blindate

Nella corsa al cambio di colore il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, con uno sprint inaspettato ha battuto tutti, lasciando i cittadini un po’ sconcertati. A cominciare dagli operatori del turismo, montagna in «cima», che per il secondo anno rischiano una stagione fallimentare. Il Veneto, infatti, era candidato alla zona gialla da lunedì 20 dicembre e invece il governatore leghista ha anticipato i tempi firmando ieri pomeriggio un’ordinanza restrittiva entrata in vigore la scorsa mezzanotte e valida fino a domenica 16 gennaio.

«È un periodo cruciale, se siamo fortunati superiamo il picco tra la fine di dicembre e la prima giornata di gennaio. La giornata di oggi (ieri, ndr) corrisponde al picco raggiunto lo scorso anno, per contagi e ospedalizzazioni. Siamo lontani dallo spauracchio arancione. Questa volta il virus è arrivato da Est, da Slovenia, poi in Friuli Venezia Giulia, Bolzano, in Carinzia, sta scendendo e si sposterà come una perturbazione, ci attraverserà e spero si dilegui», ha spiegato Zaia, presentando l’ordinanza di «principi e raccomandazioni» prima di quella che firmerà il ministro della Salute, Roberto Speranza, per Liguria, Marche e provincia di Trento.

Il passaggio di colore introduce l’obbligo di mascherina e aumenta la frequenza dei test di screening negli ospedali e nelle Rsa. E se la parola d’ordine è «prudenza», Zaia facendosi un test rapido fai da te durante la conferenza stampa, ha invitato tutti i presenti a fare lo stesso. «Per le feste, pranzi e cene, anche per i nuclei familiari diversi che si riuniscono, che sono estranei da un punto di vista epidemiologico consigliamo di fare un test rapido, che sarà anche contestato ma è meglio di niente». Per la «socialità natalizia» oltre al test viene consigliato di arieggiare i locali durante le riunioni familiari e intrafamiliari, di sentire il medico, farsi un tampone e mettersi in auto quarantena se si hanno sintomi come raffreddore e mal di gola e naturalmente completare la vaccinazione con la terza dose senza considerare né la scadenza dei nove mesi del pass né attendere oltre cinque mesi per fare il richiamo.

Non solo consigli ma anche regole, però, a cominciare dalla mascherina obbligatoria all’aperto esclusi i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con patologie o con disabilità incompatibili con il dispositivo. Viene poi aumentata la frequenza dei test per lo screening di operatori sanitari e sociosanitari: si passa dai dieci ai quattro giorni, indipendentemente dallo stato di vaccinazione.

Ogni quattro giorni anche per i degenti e lo stesso avviene anche al momento del ricovero. Infatti per accogliere nuovi ospiti nelle Rsa, viene chiesto un test all’ingresso, sette giorni di quarantena e test ogni sette giorni. Sono sospese inoltre le visite nelle Rsa per i minori di 12 anni e i rientri in famiglia degli anziani ospiti mentre le uscite devono essere limitate a soggetti asintomatici, in regola con ciclo vaccinale, compresa la dose booster. Obbligo, infine, di quarantena fino all’esito del test per gli studenti venuti a contatto in classe con un positivo.

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