- Il sindaco sa che abbattere il Giuseppe Meazza potrebbe risultare divisivo agli occhi della città. E allo stesso tempo incassa l’appoggio dei Verdi in vista delle elezioni comunali 2021.
- In Italia tempi sempre più dilatati per costruire l’impianto di proprietà. Non solo Milan, Inter e Roma, ma anche Fiorentina e Parma alle prese con le lungaggini burocratiche e gli intoppi politici. Rocco Commisso dovrà vedersela con Dario Nardella ed Eugenio Giani, Kyle Krause ha avviato i colloqui con Federico Pizzarotti. A Bologna i lavori per il restyling del Dall’Ara nel 2022.
Lo speciale contiene due articoli.
C’è un ostacolo grande come lo stadio di San Siro sulla strada che potrebbe confermare Giuseppe Sala come sindaco di Milano nella primavera del 2021. E’ un argomento molto delicato quello del Meazza, dove giocano le due squadre cittadine Milan e Inter. E’ noto da tempo come i due club di Serie A vogliano costruirsi uno stadio di proprietà, in modo da valorizzare il loro brand. Viene fatto in tutta Europa e nel mondo. In Italia solo la Juventus al momento ci è riuscita. Negli ultimi anni Milan e Inter hanno iniziato un rapporto di collaborazione con palazzo Marino per capire come muoversi.
Sul tavolo ci sono stati diversi progetti, dall’abbattimento di San Siro fino a una sua ristrutturazione. Poi si è parlato della costruzione di nuovi stadi in altri spazi pubblici della città. Alla fine del 2020 non è ancora chiaro quale sia il futuro se non che i proprietari di Milan e Inter vogliono trovare al più presto una soluzione. I tempi previsti per abbattimento, costruzione del nuovo impianto e delle nuove strutture residenziali e commerciali impiegherà almeno 7 anni, quindi non è detto che sarà pronto per le Olimpiadi Invernali del 2026.
Sala ha capito che è meglio rinviare tutto a dopo le elezioni, anche per non passare come il sindaco che ha abbattuto lo stadio di San Siro. Si è mosso con una certa accortezza negli ultimi tempi sulla vicenda. E per prendere tempo, un paio di settimane fa, ha chiesto alle due squadre chiarezza sui loro azionisti. Nella lettera – ha fatto sapere palazzo Marino in una nota – l’amministrazione ha chiesto «alcuni chiarimenti e ulteriori approfondimenti». Si parte – mettono nero su bianco dal comune – «dalla necessità, come previsto dal Dpr 231/07, di poter accedere alla documentazione che attesti il possesso dei requisiti di partecipazione dei soggetti proponenti e l’effettiva titolarità delle azioni delle società proponenti». In pratica la giunta vuole sapere chi siano i proprietari delle squadre, un «tema su cui da tempo la direzione Appalti del Comune ha chiesto approfondimenti alle società e che, più di recente, è stato sollecitato anche dal Consiglio Comunale».
Non solo. Tra i punti inseriti nella lettera, «anche la richiesta di opportuni chiarimenti rispetto alla quantità e alla qualità degli spazi che rimarranno ad uso pubblico, verde, aree pedonali, piazze, servizi. Vengono inoltre sollecitate precisazioni sulle funzioni di intrattenimento da convenzionare con il Comune di Milano e sono richieste integrazioni in merito alle valutazioni che supportano il piano economico finanziario». E’ una partita di ampio respiro quella sullo stadio. Sala si gioca anche le alleanze. Non a caso dopo la mossa sullo stadio, i Verdi, partito in ascesa dopo la comparsa di Greta Thurnberg, hanno deciso di appoggiarlo. E in più la città è divisa sul nuovo stadio. Per il 57% dei milanesi, secondo un sondaggio Swg, un nuovo San Siro sarebbe inutile. La domanda sul progetto del nuovo stadio di Milan e Inter era: «Quanto ritiene sia utile un nuovo stadio, moderno e polifunzionale, in linea con gli stadi dei principali club europei?». Il 51% degli intervistati ha risposto «inutile». Una posizione chiara e resa ancor più netta (sale al 57%) se si aggiunge chi ha risposto «dannoso». I contrari sono nettamente superiori ai favorevoli che si fermano al 35%..
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