- Censurato il brano in cui si parla di «troppi occhi sconosciuti». Sanremo accoglie soltanto melassa politicamente corretta.
- Salvate il comiziante dai baglionisti che hanno perso il senso del ridicolo. Si invoca la mobilitazione antiregime ma si vuole far tacere un membro del cda Rai.
Lo speciale comprende due articoli e il videoclip della canzone.
Sembra di sentirlo Claudio Baglioni che scimmiottando un vecchio jingle pubblicitario con la vocetta da Gatto Silvestro ammonisce: «Eh no, a Sanremo non si può». Il Jacques Prévert de noantri non vuole testi che pongano problemi all’Ariston dove il buonismo deve colare come melassa politicamente corretta. Prima della sua polemicuccia contro Matteo Salvini che sarebbe trascurabile se non fosse che è indice dell’ipocrisia che ricopre il tema dell’immigrazione, il menestrello attempato aveva già colpito duro cassando senza nessuna spiegazione la canzone proposta da due miti della nostrana musica: Nico Di Palo e Gianni Belleno che vuol dire New Trolls. Cioè la colonna sonora dell’Italia poprock.
Nico e Gianni, che erano il nocciolo duro dei New Trolls, hanno deciso di partecipare a Sanremo per raccontare con la loro canzone quanto hanno raccolto nei volti e nei racconti delle persone che hanno affollato fino all’inverosimile il tour di concerti che hanno compiuto l’anno scorso. Così è nata Porte aperte. Già il titolo ha fatto inarcare il sopracciglio buonista di Claudio Baglioni, quando poi ha letto quel verso e lo ha ascoltato (la canzone è bellissima, ha un attacco di batteria in cui Gianni Belleno condensa la sensibilità di quarant’ anni di carriera, il ritmo sostenuto, il testo giustamente duro, l’assolo di chitarra di Nico Di Palo è rock puro tanto è penetrante) ha chiuso l’audizione senza dare spiegazioni. Qual è il passaggio scomodo? Questo: «Noi siamo qui a ricordare / queste verità di un’unione fatta di parole e di ipocrisie le nostre porte aperte al mondo / e il terremoto che le spazza via. E la paura poi ci assale / nelle vie delle città, non ci permette più di camminare / con l’amata libertà / sono troppi gli occhi sconosciuti». Ma si può? Ma anche voi che siete stati (e in realtà ancora lo siete) i New Trolls potete diventare sovranisti perché ce l’avete con l’Europa e quasi salvinisti perché parlate di troppi occhi sconosciuti (che sarebbero gli immigrati)? E così li hanno sbattuti fuori dall’Ariston.
In realtà Claudio Baglioni quest’anno, nel selezionare i cosiddetti big, si è preso molte libertà: ha preso a mani ampie dagli youtuber e dai talent. Insomma, se uno viene da Amici è già un Vip. Poi ha ripescato Nino D’Angelo e ha dato spazio a chi canta col megafono antirazzista, antifascista, antitutto promuovendo brani come Dov’è l’Italia. «Che qualcosa attorno a noi dopo questa canzone sia cambiato», confida Rosy Belleno, la manager della coppia d’assi, «lo abbiamo avvertito anche in questi giorni. Io pensavo che avessimo il torto di aver inciso con un’etichetta indipendente che a Baglioni non piace, due giorni fa però dopo un passaggio a RadioItalia ci era stato annunciato un servizio del Tg1, ma improvvisamente la troupe ha avuto un altro impegno. Non voglio pensare che la musica vada bene solo se dice ciò che è politicamente corretto, ma comincio a sospettarlo. E soprattutto non mi aspettavo che Baglioni ci trattasse in questo modo». Perché? Perché c’è un’antica consuetudine tra il duo Belleno-Di Palo e il direttore artistico del festival: i New Trolls hanno inciso una splendida versione di Poster (uno dei successi baglioniani) e sono stati ospiti spesso a O’Scia, il festival che Baglioni organizza a Lampedusa. Già perché lui sull’isola dei migranti è davvero quasi uno Scià. È bene sapere che con la sua maglietta fina si è costruito a Lampedusa un villone cosi notevole nelle dimensioni da essere diventato una destinazione turistica: è recensito perfino su Trip Advisor dove Cala Creta ora è indicata come Cala Baglioni. Non risulta che nessun immigrato abbia mai trovato ospitalità in quella mega villa (regolare visto che è passata indenne da una ventina tra sequestri e atti giudiziari), né che Baglioni abbia mai contribuito ad alleviare i patimenti dei migranti che approdano a Lampedusa se non con un concerto spontaneo. Per la verità nel 2011 sei tunisini si attovagliarono a casa Baglioni, ma furono cacciati (giustamente) dalle forze dell’ordine.
E tuttavia il direttore artistico di Sanremo ha trovato modo di dire a Matteo Salvini durante la presentazione del festival: «Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere. Non si può pensare di risolvere il problema immigrazione evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa». Con ironica risposta del ministro dell’Interno («Canta che ti passa»), la stizzita replica della neodirettrice di Rai 1 Teresa De Santis («Finché ci sono io a Sanremo, Baglioni mai più») e l’immancabile invocazione della commissione di vigilanza da parte del Pd.
E così la faccenda dei migranti finisce in melodramma. Ah, sia detto per inciso: la canzone Porte aperte passa ogni due ore su Radio Padana Libera. Ma come avrebbe detto Edoardo Bennato: sono solo canzonette!
OF NEW TROLLS – Porte Aperte youtu.be
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