Adesso Berlusconi ritorna centrale
Ansa
L’implosione dei gialloblù ha rilanciato il Cav. È l’ago della bilancia e può scegliere tra il papocchio e la pace con Matteo Salvini. La scissione interna non è più una tragedia.

Nelle grandi manovre di Ferragosto cosa farà Silvio Berlusconi? Il presidente di Forza Italia si ritrova a essere l’ago della bilancia per un governissimo di salute pubblica o, al contrario, per accelerare la corsa alle urne in autunno. Non va dimenticato che oggi sarà l’esponente azzurro e presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a decidere la data della discussione della mozione di sfiducia al premier, Giuseppe Conte, presentata dalla Lega. Un ruolo delicatissimo per il calendario elettorale, come quello del partito del Cavaliere che oggi conta tra Senato e Camera 166 parlamentari, e che potrebbe dare forza e credito a un governo d’unità assieme a Pd e 5 stelle che copra tutto l’arco costituzionale a esclusione dei cosiddetti sovranisti. Non soltanto in termini numerici, ma anche come rappresentante del centrodestra che partecipi al blocco dell’aumento dell’Iva varando una manovra che non ci attiri gli strali dell’Europa.

L’occasione d’altronde è unica: il partito azzurro è ridotto ai minimi termini, con i sondaggi che lo danno sotto il 6 per cento e superato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Andare al voto in queste condizioni significherebbe probabilmente che la maggioranza degli attuali parlamentari non avrebbe la possibilità di riprendersi il seggio. Inoltre è un partito dilaniato anche al suo interno, dopo la fuoriuscita del governatore della Liguria, Giovanni Toti, che se ne è andato sbattendo la porta. E anche l’idea di fondare Altra Italia, federazione che riunisca le realtà di centrodestra, non ha scatenato entusiasmi, se non l’adesione dell’Udc di Lorenzo Cesa e ad altri piccoli cespugli del mondo cattolico.

Quindi l’occasione di una rinnovata centralità di Forza Italia è unica e forse anche insperata. Sia che il Cavaliere decida di partecipare per «senso di responsabilità» a un governissimo, sia che appoggi Matteo Salvini nell’accelerare verso le elezioni. Perché anche in questo caso può trattare con il leader della Lega un patto (anche se non da posizioni di forza) e un accordo dei collegi tale da non relegare il partito azzurro a Cenerentola della coalizione, o peggio a specie in via d’estinzione.

Nello Stato maggiore forzista si pensa infatti che Salvini non abbia interesse a spingersi verso una navigazione solitaria, quando può agevolmente puntare a una maggioranza parlamentare altissima, che potrebbe anche realizzare due vecchi e mai sopiti sogni: l’elezione di un capo di Stato non di sinistra, e il passaggio a una repubblica di stampo presidenziale. Le poche parole di Berlusconi di questi caldi giorni sembrano andare in questa direzione: «Sottoscriviamo un accordo prima del voto per regalare un nuovo sogno agli italiani, scriviamo un programma tutti insieme, scegliamo le donne e gli uomini migliori, mettiamo subito in campo la squadra dei sì».

Berlusconi si è sempre detto contrario all’abbraccio tra Carroccio e 5 stelle, ha ripetuto da un anno a questa parte che la fine del governo di Giuseppe Conte era scritta dal principio nelle sue contraddizioni. E ha più volte invitato il leader della Lega a staccare la spina e a tornare nella famiglia del centrodestra. I fatti sembrano dargli ragione.

Cosa farà quindi Berlusconi? Da Arcore per ora si guardano bene dallo schierarsi su una posizione definita. Perché appoggiare un esecutivo voluto da Sergio Mattarella significherebbe anche rischiare di perdere ogni possibilità di futura coalizione con Salvini, e forse mettere a rischio le alleanze amministrative. E correre da soli sarebbe il collasso, a giudicare dalle simulazioni basate sui sondaggi: il partito avrebbe 15 senatori e 30 deputati, contro i 62 e 104 di oggi: 121 posti in meno. Questo il bivio di Berlusconi, tornato forse ago della bilancia.

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