Attilio Fontana e Matteo Salvini della Lega
Attilio Fontana e Matteo Salvini, al centro dello scontro sul futuro della Lega e sulla leadership del partito (Imagoeconomica)

Ferragosto di fuoco in casa Lega. Dopo un giugno di tira e molla fra Luca Zaia e Matteo Salvini su come rilanciare il Carroccio, ecco uscire allo scoperto un altro governatore: Attilio Fontana.

Il presidente della Lombardia, in un’intervista al Corriere, non esclude alcuna ipotesi per il segretario e invoca una revisione dell’impostazione politica del movimento.

Alla domanda su cosa chieda esattamente a Salvini, se un passo indietro, di lato o altro, Fontana risponde senza chiudere la porta a nessuna soluzione: «Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento. Chiediamo di rivedere in modo sostenibile ed effettivo l’impostazione del nostro partito, per valorizzare i suoi stessi asset. Perché ce n’è un gran bisogno ora».

Fontana: «Siamo passati dal 34 al 5 per cento»

Per il governatore lumbard, la richiesta nasce da un malessere che arriva direttamente dalla base. I militanti, spiega, «non solo in Lombardia ma in tutto il Nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere».

Un disagio che, secondo il governatore, è stato portato all’attenzione degli organismi dirigenti. «Nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34 al 5 per cento dei voti».

È proprio il calo dei consensi il punto di partenza della riflessione di Fontana, che considera il rilancio della Lega non soltanto una questione interna al partito, ma un passaggio decisivo per tutta la coalizione.

«Il rilancio della Lega è una condizione prioritaria per l’intera coalizione di centrodestra», sottolinea.

In questa prospettiva si inserisce anche il progetto, annunciato dal governatore, di un’associazione insieme ad altri esponenti. «Noi stiamo lavorando a un’associazione», spiega Fontana, immaginandola «larga e aperta», con l’obiettivo di «aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti». Oltre la Lega, dunque.

I salviniani: «Polemiche che fanno il male assoluto»

Le parole del governatore hanno però provocato una reazione immediata nella Lega, lato salviniani. Nella chat del Consiglio federale, che l’Ansa ha potuto leggere, il deputato Luca Toccalini vorrebbe spegnere le polemiche: «Tutto agosto che i militanti ci chiamano, chiedono e si sorprendono di questo attacco continuo sulla stampa. Abbiamo Pontida da organizzare e le prossime battaglie su cui pensare. Bisogna pensare a questo, non a polemiche che fanno il male assoluto della Lega».

Sulla stessa linea, ma con tono più ironico, interviene la vicesegretaria Silvia Sardone: «Quando esce un articolo sul nostro partito che non parli di beghe interne avvisatemi… E poi ci lamentiamo se calano i consensi».

L’onorevole Alberto Di Rubba respinge invece l’idea stessa che il partito debba ripartire: «La Lega non deve ripartire, perché la Lega non si è mai fermata. Se solo si dedicasse al lavoro sul territorio anche solo la metà delle energie spese in chiacchiere…».

Più legato alle regole interne è l’intervento di Giulio Centemero, secondo cui «dobbiamo tornare al rispetto dello statuto e dirci tutto ciò che pensiamo nelle opportune sedi» o comunque «a porte chiuse». Il tema, per il deputato, non è soltanto il contenuto delle critiche, ma il modo e il luogo in cui vengono espresse.

La Lega si divide sul futuro del partito

Per Andrea Crippa «è difficile lavorare sui territori se ogni giorno escono articoli sui giornali in cui si contesta la linea del movimento». Una linea che, ricorda, «tra l’altro è stata approvata all’unanimità al congresso federale dell’anno scorso». E aggiunge: «Mi spiace vedere persone che hanno ricevuto tanto dalla Lega in questi anni, che continuano a criticare e di conseguenza a danneggiare l’immagine del partito e il lavoro di tanti militanti».

Chiede unità infine Susanna Ceccardi: «La storia insegna che un movimento cresce con la concordia e si indebolisce quando comincia a combattere al proprio interno». Una posizione che sintetizza la preoccupazione di una parte del gruppo dirigente per gli effetti dello scontro sulle prospettive elettorali.

Proprio in vista delle elezioni l’assessore regionale lombardo Guido Guidesi, pochi giorni fa, aveva chiesto un «azzeramento di tutte le cariche dentro al partito» per «fermarsi, confrontarsi e capire quale possa essere la soluzione» per ripartire, anche perché – aveva sottolineato Guidesi – «la situazione è più grave rispetto a ciò che leggo sui giornali, io credo sia a rischio la sopravvivenza della Lega e mi baso non solo sui sondaggi ma anche sui dati del tesseramento e della presenza a eventi e assemblee. Nascondere questo vuol dire dare priorità alla composizione delle liste elettorali e non al futuro della nostra comunità politica».

Da non perdere

Le sfide che disegnano il futuro dell’Italia
Politica e affari

Le sfide che disegnano il futuro dell’Italia

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il decano del giornalismo italiano Vittorio Feltri sono i protagonisti del nuovo numero di Osservatorio sul Merito. Due voci autorevoli che, da prospettive diverse, rilanciano il valore delle istituzioni, della libertà di espressione, del lavoro e del merito come pilastri su cui costruire l'Italia di domani.