Per il partito dell’ex generale Roberto Vannacci le elezioni suppletive di lunedì in Calabria hanno rappresentato un test per misurare la sua presa sugli elettori delusi dal centrodestra. Anche se quel quasi 11%, che tradotto in voti sono poco più di 8.200, può essere definito una buona performance per il debutto di Futuro nazionale, non si può parlare di effetto Vannacci. Si è trattato di un voto locale, con una bassa partecipazione, come per tutte le suppletive, quindi dati poco indicativi.
Tuttavia, Vannacci si monta lo stesso la testa e indossa panni istituzionali. Ieri sera a Porta a Porta, davanti a Bruno Vespa, ha sfoggiato la sua proverbiale sicurezza. «Per me il voto a Reggio Calabria è una vincita», dice l’ex generale. «La perdita sarebbe stata se Futuro nazionale fosse sceso sotto quelli che sono i sondaggi. Invece ha preso l’11%, che è il 3,4% in più della media dei sondaggi nazionali».
E a chi parla dell’«effetto Giannetta», Vannacci mostra i numeri: «Quando alle Regionali, Domenico Giannetta aveva preso 10.500 voti, però il collegio era ben diverso, era composto da 97 Comuni, di cui 26 non facevano parte delle elezioni che sono state fatte l’altro ieri, e in questi 26 Comuni, nelle elezioni regionali, Giannetta aveva preso 5.000 voti, quindi 10.500 si riducono a 5.500. Di questi 5.500 voti, contando i Comuni che erano sottoposti a elezione, con un’affluenza che è stata la metà rispetto alle regionali, e quindi da 5.500 arriviamo a 2.500, noi ne abbiamo presi più di 8.000. Quindi vuol dire che 2.500 voti sono del candidato e il restante 6.000 è di Futuro nazionale».
Vannacci: «Fn indispensabile al centrodestra»
Vannacci è convinto che Reggio Calabria abbia evidenziato un altro responso: «Fn è indispensabile al centrodestra per vincere. Noi siamo all’11% a Reggio Calabria, che è la rocca forte di Forza Italia, è inespugnabile». E proprio riguardo a Fi dà una stilettata: «Forza Italia e l’alleanza di centrodestra hanno gridato vittoria, ma io ricordo che alle scorse comunali hanno preso il 62%, a queste il 51%, meno 11% rispetto a quattro mesi fa. C’è poco da cantare vittoria».
Poi però si ridimensiona. «L’obiettivo di vincere il seggio a Reggio Calabria era praticamente inarrivabile», ma per Fn «l’importante era misurarsi, per la prima volta in una elezione nazionale». E la scollatura falsa dell’azzurra Siracusano postata in Rete? «Non l’ho creata io», replica.
Vespa lo incalza. «Volevate far vincere la sinistra?». «No, nel modo più assoluto. Anzitutto perché ha vinto la destra», e poi perché la consultazione «ci ha dato oltre 3,5 punti rispetto media sondaggi». E sulle elezioni del 2027 come la mettiamo? «Contiamo a raggiungere il massimo della condivisione popolare, ma non posso fare previsioni. Il mio ruolo al governo? Vedremo».
Unioni civili e aborto
Capitolo unioni civili. «Noi le vogliamo allargare: visto che non sono altro che un contratto per preservare dei diritti fondamentali di cura, di eredità e di patrimonio, lo vogliamo estendere anche agli altri cittadini che non convivono sulla base dell’omosessualità, ma che per esempio hanno un amico e vogliono cedere a lui la possibilità di essere curato e di ricevere l’eredità. Quindi siamo più libertari dei libertari».
Mentre sull’aborto mette le mani avanti: «Non abbiamo mai parlato di modificare la legge 194. Anzi, diciamo che la 194 include tutta una serie di procedure per evitare l’omicidio. E noi vogliamo assolutamente cercare di rafforzare queste misure per evitare l’omicidio di un essere umano».
«Basta armi all’Ucraina»
Infine, parla di politica estera. Sulla guerra in Ucraina dice che «gli ucraini sono liberissimi di difendersi ma ora basta alle armi. Continuo a dire che una brutta pace è sempre meglio di una brutta guerra. Questa guerra, che pagano solamente gli europei e in parte gli italiani, non sta portando a quegli obiettivi che erano stati dichiarati».
Sulla Nato invece il generale sogna una «partecipazione dell’Italia “alla turca”, che non rinuncia a preservare, promuovere e difendere i propri interessi personali e nazionali».
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